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Microsoft Courier è impressionante

06/03/2010

Una di quelle cose che non ti aspetti. Microsoft che propone un prodotto più innovativo e visionario della più diretta controproposta della Apple (iPad). Ovvero: quello che iPad doveva essere e che invece non è stato. Questo Microsoft Courier è impressionante. Mi chiedo se riusciranno realmente ad offrire, entro questo Q3/Q4, ciò che promettono.

Potrei quasi tradire la mia Moleskine per un prodotto del genere. Bello anche il nome scelto. Courier oltretutto è uno dei miei font preferiti.

Note dal Viaggio a Hong Kong #2: la metropolitana e lo shopping

27/02/2010

Da appassionato di metropolitane e servizi pubblici la prima cosa che ho apprezzato è stata l’organizzazione e l’economicità del sistema di trasporto pubblico di Hong Kong: metropolitana, autobus, minibus, tram, battelli, Peak tram, etc.

L’MTR (la metropolitana) è efficiente e di una pulizia estrema. Tutto è lindo e lucido, non c’è nulla per terra perché nessuno butta nulla per terra. I convogli passano ogni 2/3 minuti e le linee di scambio per altre destinazioni sono poste una di fronte all’altra, in modo tale che, se si deve scendere per prendere la coincidenza, basta camminare 20 metri e prendere il convoglio che ferma di fronte. Il pericolo di cadere o di essere spinti sui binari è scongiurato dalle porte trasparenti a scorrimento che si sviluppano sull’intera lunghezza del binario e che si aprono in linea ed in contemporanea a quelle del convoglio.

Riguardo alla pulizia, la prima foto allegata parla da sola. Direste che si tratta di una scala mobile dove transitano decine di migliaia di persone al giorno?

Si accede al servizio con il biglietto o con la Octopus Card, una carta ricaricabile che va sfiorata in ingresso e in uscita sui sensori posti ai cancelli. Con questa è possibile pagare su qualunque mezzo pubblico di trasporto ed è possibile perfino effettuare degli acquisti presso i negozi ed i distributori predisposti con la lettura a sfioramento della carta. Inutile dire che pagare con la Octopus è decisamente più comodo e veloce che pagare con la carta di credito.

L’abilità nel commercio tipicamente cinese non poteva che tradursi in un’opportunità in più per creare degli spazi commerciali complementari al servizio di trasporto pubblico. Le stazioni ed i sottopassaggi della metropolitana sono a tutti gli effetti dei centri commerciali, con negozi, piccoli supermercati, bar, distributori automatici e una marea di ATM/sportelli per il prelievo o il deposito di contanti.

Molto spesso i sottopassaggi e le stazioni della metropolitana si sviluppano letteralmente all’interno dei centri commerciali, al piano seminterrato della classica mall da 14 piani di negozi e ristoranti. Questo vuol dire che per prendere la metropolitana si passa per i corridoi del centro commerciale. C’è di più: a volte si passa dentro il negozio! Per fare un esempio, è come dire che per arrivare al binario della metropolitana devi passare dentro ad un H&M. Geniale, se vivi in un paese di persone irreprensibili come HK.

Sì insomma, un altro mondo, tanto nella pulizia quanto nel rispetto dei luoghi e dei servizi pubblici.

Risorse correlate: Note dal Viaggio a Hong Kong #1

Tre servizi che il prossimo iPhone dovrebbe avere per stimolare il mercato

08/02/2010

Parola d’ordine: “a sfioramento”. Nonostante queste 3 idee siano in giro da anni, nessuna azienda sembra realmente impegnata ad adottarle su larga scala prima degli altri. Di conseguenza, visto che stiamo perdendo tempo, spero che ancora una volta sia Apple a stimolare il mercato.

1) Pagamenti a sfioramento: avvicini l’iPhone ad una macchinetta per le bibite, per i biglietti della metropolitana, per il parcheggio, per ogni sorta di micropagamento, e in automatico ti scala il credito. Come Mastercard PayPass, meglio di Mastercard PayPass.

2) Scambio biglietti da visita digitali: avvicini due iPhone, lanci l’applicazione, si avvia in automatico il bluetooth e parte lo scambio delle informazioni: dati personali, immagini, book progetti, listino prezzi, etc. Come Bump, meglio di Bump.

3) Lettura QR tag (o qualcosa di meglio): avvicini l’iPhone ad una locandina e la lettura del tag ti rimanda alle informazioni ad esso connesse.

Voi direte: ok perfetto, così oltre ad avere a che fare con Apple come distributore di musica, film e quant’altro, ce la ritroveremo anche come intermediario per i pagamenti. Effettivamente la cosa è inquietante. L’ideale sarebbe arrivare ad un accordo tra grandi aziende per la creazione di uno standard comune non legato ad un singolo attore.

Il problema però è che nessuno accenna a compiere questo passo. Sono tutti lì che pensano a come rendere il prossimo modello di cellulare uguale al precedente, ma più bello (per i fashion addict) o più potente (per chi ancora pensa che avere il processore più performante, retaggio dell’era Pentium, sia la cosa più importante). Le idee buone sono ancora tutte ferme a livello di prototipo.

Guerre intestine e progetti innovativi mai decollati di Microsoft

05/02/2010

Sull’IHT di oggi c’è un editoriale di Dick Brass, vicepresidente di Microsoft dal 1997 al 2004, nel quale si parla di Microsoft come di un gigante non più in grado di tracciare il futuro degli utenti, la cui ricchezza continua ad essere legata a due progetti maturi come Windows e Office.

But the much more important question is why Microsoft, America’s most famous and prosperous technology company, no longer brings us the future, whether it’s tablet computers like the iPad, e-books like Amazon’s Kindle, smartphones like the BlackBerry and iPhone, search engines like Google, digital music systems like iPod and iTunes or popular Web services like Facebook and Twitter.

Tra le cause cita la mancanza di un vero approccio all’innovazione, specialmente quella visionaria, ed il verificarsi di guerre intestine tra chi credeva fortemente in un progetto e chi invece non lo riteneva vincente e ne ostacolava la crescita. Poi aggiunge:

Not everything that has gone wrong at Microsoft is due to internecine warfare. Part of the problem is a historic preference to develop (highly profitable) software without undertaking (highly risky) hardware.

Tutto ciò mi ha fatto tornare indietro al Progetto Origami (a.k.a. UMPC), uno dei tanti prodotti interessanti mai decollati. Chi ricorda ancora il video di presentazione?

Ricordo di averlo guardato numerose volte il giorno della sua pubblicazione, proprio perché ero affascinato dall’idea di sfruttare un prodotto del genere. A distanza di qualche anno, degli UMPC non c’è praticamente più traccia.

iPad e sei subito offline

28/01/2010

Che senso ha creare un prodotto che è il più leggero, il più sottile, il più portatile, il più facile da utilizzare e il più orientato ad Internet, per poi proporlo nelle configurazioni base senza slot per le simcard e senza USB per un’eventuale chiavetta Internet?

Il che vuol dire che se sei in treno, in macchina o in qualunque altro posto senza una connessione wi-fi, sei costretto a lavorare offline. E senza il multitasking.

Sicché l’ambiente ideale per utilizzarlo è a casa? Non un grande passo in avanti per la produttività.

Note dal Viaggio a Hong Kong #1

17/01/2010

Sono rientrato a Bologna da poco più di una settimana, ma ho ancora negli occhi la bellezza dei momenti passati. Mi manca Hong Kong. Mi mancano la sua pulizia, la sua eleganza, l’infinita bellezza della baia di sera e di giorno, i parchi naturali e le tante possibilità per gli appassionati (come me) di escursionismo, le isole e le spiagge. Mi manca l’odore del cibo per strada, il bubble tea, il succo di canna da zucchero, il pineapple nut bread, la cena hot pot e mi dispiace di aver provato solo alcune delle numerose varianti di dim sum. Mi manca la vita frenetica, il suono della città, quell’atmosfera antica e moderna al tempo stesso, perfino il suono assordante dei semafori pedonali che riecheggia ad ogni angolo della strada e con ritmo diverso, sia col rosso che col verde.

Lo stile di vita in città è lontano dal nostro. Tutto si svolge freneticamente: dal camminare per strada al mangiare. Il primo giorno a Hong Kong Island è stato subito educativo: fuori dall’uscita E della stazione della MTR di Causeway Bay mi sono ritrovato improvvisamente travolto da una slavina di persone. “Pensa velocemente e cammina senza incertezze” sembrano dire. Basta poco tempo per farci l’abitudine e prendere il ritmo, e senza nemmeno accorgertene ti ritrovi a lamentarti della lentezza degli altri.

L’approccio tra le persone è piuttosto diretto, veloce e privo di fronzoli, anche se sono sempre tutti disposti ad aiutarti e si assicurano che tu abbia capito. I camerieri dei ristoranti di cucina tipica cinese non si sperticano in gentilezze. Ti guardano come a chiederti “Cosa vuoi?”, ti ascoltano con un orecchio mentre avvicinano all’altro l’auricolare col quale impartiscono ordini ai camerieri nella sala, ti accompagnano al tavolo che puliscono e apparecchiano nel nello stesso tempo che impieghi a sederti e toglierti la giacca. Un minuto dopo aver scelto cosa mangiare ti stanno già portando le pietanze, con modi talmente sbrigativi che sembra quasi che te le tirino.

La gente poi non parla, urla. Parlano ad alta voce per la strada, al ristorante, quando devono venderti qualcosa, praticamente sempre. Mi è rimasto impresso il tizio che, al molo dove dovevamo prendere l’aliscafo per Macao (un molo organizzato alla perfezione come fosse un aeroporto, con tanto di gate e controllo immigrazione), promuoveva la compagnia per la quale lavorava gridando come un venditore da strada ed invitando la gente ad acquistare i biglietti della sua compagnia.

Prima di partire ero dubbioso sui tempi di adattamento ad un contesto così diverso. Tutto sommato è stato più facile del previsto adattarsi al loro stile di vita. Una di quelle esperienza alla fine delle quali ringrazi te stesso per l’opportunità che ti sei dato e ti chiedi se tornerai a “vivere” in quella città.¹ Nel mio caso la risposta è scontata: tornerò perché già mi manca. Così come so già che tornerò a parlare del mio viaggio perché ho troppe cose da raccontare. :)

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¹ Non mi piace girare la città da turista, nei limiti del possibile cerco sempre di adattarmi al contesto e vivere da cittadino “con le ore contate”.

Risorse correlate: Note dal Viaggio a Hong Kong #2: la metropolitana e lo shopping

Regali non convenzionali sotto l’albero

06/12/2009

Il bello di Internet sotto Natale. Infinite possibilità di scelta, anche non convenzionali (indie), per i regali.

Rocky vs Apollo Painting (riproduzione fedele fatta a mano su tela dell’originale di Leroy Neiman). [via Cineblog]

Moleskine Holder. [via Moleskinerie]

Fabric Moleskine’s notebook cover. [via Memi The Rainbow]

Da consigliare un giro nel sito Etsy:

What is Etsy? Our mission is to enable people to make a living making things, and to reconnect makers with buyers. Our vision is to build a new economy and present a better choice: Buy, Sell, and Live Handmade.

Due Lip Dub fenomenali

07/11/2009

Université du Québec à Montréal (UQAM).

Chapeau.
(colonna sonora: Black Eyed Peas - I gotta feeling)

Hochschule Furtwangen University, Deutschland.

Facce da telefilm. Meriterebbe un Emmy per l’organizzazione.
(colonna sonora: Nine Days - 257 weeks)

Bye Bye TomTom

28/10/2009

Azione: Google Maps Navigation on your mobile phone.
Reazione (azioni): Shares of GPS Makers Plunge on Droid Launch - WSJ.com.

Come cambiare opinione su FriendFeed ed evitare di sembrare un “pistola”

18/10/2009

Nassim Nicholas Taleb scrive in un suo libro:

Un Cigno nero è un evento che possiede tre caratteristiche. In primo luogo, è un evento isolato, che non rientra nel campo delle normali aspettative, poiché niente nel passato può indicare in modo plausibile la sua possibilità. In secondo luogo, ha un impatto enorme. In terzo luogo, nonostante il suo carattere di evento isolato, la natura umana ci spinge a elaborare a posteriori giustificazioni della sua comparsa, per renderlo spiegabile e prevedibile. Riassumendo le tre caratteristiche: rarità, impatto enorme e prevedibilità retrospettiva (ma non prospettiva).

Una definizione che calza a pennello nel caso dei tanto osannati guru del Web 2.0, che solo oggi (vedi Leo Laporte, giusto per citarne uno) si affrettano a decretare in coro il declino di FriendFeed. A leggere l’ultimo post di chiara matrice logorroico/auto-assolutrice con doppio avvitamento carpiato di Scoble (The Second Life of FriendFeed?) non mi viene che da sorridere e pensare a quanto avesse fottutamente ragione Nassim Nicholas Taleb.

Risorse correlate: Quello che c’è di buono in FriendFeed

Pensando a questo Capodanno

11/10/2009

Dal 28 dicembre sarò qui

con annessa capatina qui, e per qualche ora, dato che ci faccio scalo, anche qui

Del resto, se hanno dato un Premio Nobel Per la Pace “sulla fiducia” a Obama, anch’io penso preventivamente al mio premio di fine anno. :P

Cos’è Google Wave? Prime idee per una email intelligente

04/10/2009

Scoble non ha capito una fava di cosa è e cosa non è Google Wave. Pensare anche solo per un istante che Google Wave possa avere a che fare con Twitter o FriendFeed è una forzatura ridicola. Così come è ridicolo pensare all’email solo nell’ambito della sfera personale, tralasciando l’importanza dell’email nelle aziende.

Sfogliare le mail in Lotus Notes è come cercare un ago…

Quando si ricevono decine e decine di mail al giorno, molto spesso in risposta a mail precedenti, in un continuo rimpallarsi di allegati, riferimenti, citazioni e contenuti duplicati, si realizza che quelli che dovrebbero essere “moderni software di gestione delle mail” offrono un approccio all’organizzazione dei messaggi tanto lineare quanto poco evoluto. E te ne rendi conto specialmente quando ti trovi davanti ad un muro di messaggi da leggere con Oggetti del tipo: “Re: Rif: R: Fw: Rif: Re: Campagna stampa XYZ”.

Le idee innovative dentro Google Wave

Già il fatto di poter organizzare le mail in thread (come insegna Gmail) o wave, vuol dire avere una inbox incontrovertibilmente più ordinata, facile da gestire e soprattutto senza duplicazioni. In più, la possibilità di rivedere in playback la sequenza di email ricevute (quando, da chi e in risposta a cosa), abbassa ulteriormente la difficoltà di lettura di un elenco di messaggi che potrebbe essere anche esageratamente lungo. In aggiunta, la flessibilità dell’ambiente e le numerose possibilità di collaborazione in real-time offrono uno strumento di lavoro dinamico e plasmabile. L’autore di questo video secondo me ha colto bene l’importanza di quel “3,5% di funzioni” su cui si basa Google Wave.

Paradossalmente, una delle novità più caratteristiche di Google Wave, ossia la chat con le singole lettere digitate mostrate in real-time, credo sia la meno utile a livello pratico. In chat capita con una certa frequenza di digitare una parola o una frase e di pensare all’ultimo istante di cancellarla e usarne un’altra. Chattare e sapere di spedire il messaggio solo dopo aver premuto il tasto Invio è un modo per cautelarsi da eventuali errori/casini provocati da parole distrattamente/inopportunamente digitate.

Lost in implementation: Windows 7 Taskbar vs OSX Dock

03/10/2009

Widget su una iTablet funeraria egizia

Pare che i primi ad inventare i gadget/widget siano stati gli antichi egizi. Le recenti scoperte di alcuni widget su una iTablet funeraria egizia sembrano confermare tale ipotesi.

Sempre restando in tema, pare anche che lo stesso Ramsesse I fosse un estimatore della Taskbar, al contrario di Ramsesse III che fece sterminare un popolo di ribelli che si rifiutava di piegarsi al dominio del Dock, di caramellosa e superiore efficacia.

Per chi non sa interpretare i geroglifici e non ha il Papiro Harris sul comodino accanto al letto, ma vuole solo leggere un riassunto che metta a confronto la millenaria disputa tra la Taskbar di Windows e il Dock di OSX, c’è il sempre ottimo Ars Technica, che lo scorso gennaio ha pubblicato un interessante articolo a riguardo: Paradigms lost: The Windows 7 Taskbar versus the OS X Dock (ovvero due filosofie a confronto, window switcher vs application switcher).

Posterous? Meglio semplificare WordPress

20/09/2009

Mi aspetto in tempi brevi che il team di sviluppo rilasci novità volte a posterous-izzare WordPress. Il successo di Posterous (relativo come spesso accade perché funziona solo tra geek non giovani) è dettato dalla sua semplicità e dal fatto di rimarcare l’importanza del lifestreaming oggi.

Posterous non ha niente che WordPress non offra già. Il difetto di WordPress è la goffaggine. Parlando di WordPress.com infatti:

  • Il lifestream c’è, ma è lento se si appoggia agli RSS (difatti rispondono con RSS Cloud)
  • Il bookmarklet c’è, ma è macchinoso
  • L’app per iPhone c’è, ma richiede troppi passaggi
  • La pubblicazione via mail c’è e funziona bene, anche per le risposte ai commenti
  • Per embeddare una risorsa esterna (es. un video di YouTube) occorre inserirla tra i tag o copiare il codice
  • Per caricare un file audio/video occorre pagare

Niente di trascendentale. C’è solo da operare di fino per snellire ciò che esiste già.

Con la consapevolezza che un giorno avrò i capelli alla Per Gessle ’88

13/09/2009

Versione Look Sharp! / Dangerous, e non a carnevale. Tanto, dove scappi… prima o poi anche il ciuffo punk ’80 tornerà di moda.

Donne, non buttate via le borse a secchiello anni ’90 stipate nell’armadio da 15 anni che torneranno anche quelle.

Causa, effetto e hamburger

06/09/2009

Uno dei passaggi più fighi quando si lavora ad una ricerca è cercare di capire qual è l’effettiva entità delle relazioni tra le variabili (correlazioni, nessi causali, etc.).

Un giornalista americano ha mangiato solo ed esclusivamente hamburger per 65 giorni consecutivi, nell’intento di capire se una dieta a base di hamburger possa rendere stupidi. E indovinate un po’? Alla fine del test si sentiva più stupido.

Tre cose.

Primo: non segue Super Quark.

Secondo: sale il dubbio che la relazione causa-effetto vada invertita.

Terzo: fortunatamente è tutta una questione di ironia.

Marketing e Open Source #6: Cosa cambia con l’arrivo di Google Chrome OS?

08/07/2009

L’ostacolo principale per la crescita e la diffusione di massa di Linux è da tempo uno: la mancanza di progetti commercial focalizzati ed ambiziosi che puntino con credibilità sulla piattaforma GNU/Linux per il mercato PC consumer. Questo perché, come dicevo tempo fa [Marketing e Open Source #5: Linux al cospetto della prima vera opportunità di crescita], offrire gratuitamente un sistema operativo non è di per sé condizione sufficiente a decretarne il successo.

Negli anni di Corel, Red Hat, Fedora, Mandrake, Mandriva, SuSE, Debian, Xandros, etc. di passi in avanti dal punto di vista delle tecnologie se ne sono fatti molti, ma dal punto di vista delle cifre se ne sono fatti pochi.

Quanto invece più improvvisa ed esplosiva è stata la crescita di Linux e della filosofia open source nel mercato degli smartphone solo negli ultimi 12 mesi?

La concorrenza si vince giocando su un campo comune, quello delle strategie commerciali, facendo leva sulle armi in più in proprio possesso.

Oggi Google annuncia di voler partecipare al gioco oltre i confini nei quali già opera con Android. Ci sono dunque buone possibilità che, anche per i PC (per ora meglio parlare solo di netbook), la partita diventi più interessante ed equilibrata.

We hear a lot from our users and their message is clear — computers need to get better. People want to get to their email instantly, without wasting time waiting for their computers to boot and browsers to start up. They want their computers to always run as fast as when they first bought them. They want their data to be accessible to them wherever they are and not have to worry about losing their computer or forgetting to back up files. Even more importantly, they don’t want to spend hours configuring their computers to work with every new piece of hardware, or have to worry about constant software updates. And any time our users have a better computing experience, Google benefits as well by having happier users who are more likely to spend time on the Internet.

Official Google Blog: Introducing the Google Chrome OS.

Ehi Joost, stavamo parlando proprio di te!

01/07/2009

Ammazza che gufata che ho tirato a Joost il mese scorso [Presenti, eppure così immobili]. Però dai, i problemi erano evidenti, nonostante numerosi siti (tipo TechCrunch) poco tempo prima avessero parlato di una lusinghiera crescita del servizio. Ma de che…

L’evoluzione della specie (…?)

28/06/2009

Uno dei tanti quiz che impazzano su Facebook

No comment.

Wii Vitality Sensor, non è un presidio medico chirurgico…*

13/06/2009

Io un’idea del genere la vedrei alla grande con un gioco in stile Resident Evil. Però maneggiare il nunchuk con un dito impossibilitato diventa un po’ un casino.

Wii Vitality Sensor: a cosa serve? - Hardware Upgrade

A quando il polmone d’acciaio da collegare al telecomando?


* Non è un presidio medico chirurgico. Non applicare sulle dita dei piedi o in altre zone che potrebbero venirvi maliziosamente in mente. Evitare il contatto con il naso o con la tromba di Eustachio. Conservare sottochiave e fuori dalla portata dei bambini altrimenti ci giocano loro e addio alla partita del weekend davanti ad una cofana di pasta aglio e olio con rutto libero che sognavate da quando avete acceso il computer in ufficio lo scorso lunedì. Non agitare nelle vicinanze di animali da riporto. Conservare in un luogo asciutto privo di dugonghi e toporagni elefante che si credono ballerini.

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