Archivio per la categoria 'Storia'

La storia di quei 75 MLD di dollari che la Microsoft distribuì agli azionisti

Ricordate quella colossale distribuzione di dividendi che qualche anno fa la Microsoft riconobbe a tutti gli azionisti? Era il 2004 e la società di Bill Gates annunciò la più grande distribuzione di denaro in contante di tutta la storia delle politiche aziendali. Leggendo un vecchio articolo dell’Economist ho riscoperto l’argomento e trovato le motivazioni che spinsero i manager a quella scelta.

Nel 2004 le opportunità di investimento dell’impresa erano diminuite e per tale motivo la società decise di distribuire liquidità agli azionisti piuttosto che investirla in progetti a VAN negativo (cioè in probabile perdita, ossia i cui ricavi non sarebbero stati in grado di coprire gli investimenti).

Fatto: la Microsoft era (ed è) la più grande impresa di software a livello mondiale e generava liquidità al ritmo di un miliardo di dollari al mese. La società arrivò ad un punto in cui la tesaurizzazione di liquidità (l’accumulo di ricchezza senza il reimpiego in investimenti produttivi) era esagerata. Così, il 20 luglio annunciò l’intenzione di voler distribuire una quota della sua ricchezza ed optò per la distribuzione agli azionisti in varie forme per un ammontare senza precedenti: 75 miliardi di dollari. Una parte, 32 miliardi, sotto forma di dividendo straordinario. Un’altra parte attraverso il riacquisto di azioni proprie per un ammontare di 30 miliardi di dollari in quattro anni. La parte restante in un raddoppio di quello che era il dividendo corrente, con pagamento trimestrale.

L’operazione venne giudicata più che positivamente per la matura analisi compiuta dalla Microsoft in riferimento al suo ruolo nel settore ed alle prospettive future.

Ora, ci sarebbe da fare tutto un discorso un po’ più tecnico sul perché scelsero quelle tre forme di distribuzione ed in quelle quantità. Quel che conta però è che, fossimo stati azionisti della Microsoft a quei tempi, di sicuro oggi la guarderemmo in modo mooolto diverso. :D

Andy Garcia a Spoleto per il Festival 2007

Messaggio Promozional-Culturale: a Spoleto, la mia città, dal 29 giugno al 15 luglio si terrà la 50a edizione del Festival dei Due Mondi (aka Spoleto Festival). Quest’anno l’evento sarà particolarmente importante perché, oltre ai festeggiamenti per l’anniversario, si tratta della prima edizione senza il Maestro Gian Carlo Menotti, compositore tra i più grandi del XX secolo e fondatore della manifestazione, scomparso il 1 febbraio 2007.

L’ospite d’onore sarà la star americana Andy Garcia! Quindi colgo l’occasione per invitare tutte le persone interessate a partecipare all’evento. Se c’è qualche fan tra voi, sappiate che l’attore di origini cubane presenterà il 30 giugno ed il 1 luglio al Teatro Moderno il suo primo film da regista, “The Lost City”, e sarà protagonista assieme alla sua band “Cineson All-Star” di un happening al Teatro Romano.

Per quel che mi riguarda, sono un fan dell’attore e ancor più di un paio di film da lui interpretati, cioè “Il Padrino Parte III” e “Gli Intoccabili”. Quindi ragazzi, vi invito a considerare l’ipotesi di passare una giornata (o anche più se lo vorrete) in una delle città più belle d’Italia. E poi chissà, nella speranza di essere presente, potremmo incontrarci per fare due chiacchiere informali davanti ad un buon vino o ad una doppio malto. ;)

Update: Ci saranno anche altri importanti artisti di Hollywood, come Paul Mazursky e Terry Gilliam, membro dei grandi Monty Python e regista di film come “L’esercito delle 12 scimmie”, “La leggenda del re pescatore”, “Paura e delirio a Las Vegas” e del mitico “Brazil“, considerato uno dei film più belli nella storia del cinema. Gilliam sarà il protagonista di una retrospettiva dei suoi film e presenterà il suo ultimo lungometraggio “Tideland”.

Di seguito alcune risorse:

Programma dell’evento

Lettera del Presidente Napolitano

Articolo del Sole 24 Ore

Foto della città [via Wikipedia]

I cartelli: l’infelice esperienza del 1928

Il 27 settembre 1928 nel castello di Achnacarry (Scozia) fu sottoscritto il più celebre accordo di cartello tra compagnie petrolifere. In un documento di 17 pagine gli uomini a capo della Anglo-Persian Co. (ora BP), della Standard Oil Co. (ora Exxon/Esso) e della Royal Dutch Shell fissarono principi e strumenti tesi a scongiurare la distruttiva competizione tra le aziende.

Sugli effetti che tale accordo produsse a livello internazionale c’è ancora molta discordanza. I principi fissati dal documento furono i seguenti:

  • accettare e congelare le quote di mercato detenute da ciascuna azienda al momento della formazione del cartello (da qui la definizione as is agreement)
  • rendere disponibili le infrastrutture esistenti agli altri membri a condizioni favorevoli
  • potenziare le infrastrutture quanto bastava per sostenere la domanda
  • prevenire l’eventuale surplus di offerta

L’accordo tuttavia non ebbe successo e l’instabilità dei prezzi che ha caratterizzato tutti gli anni ‘30 ne è un esempio. Non funzionò per vari motivi, ma in particolare per l’incapacità delle grandi major di controllare la condotta delle piccole imprese del settore. L’esperienza del cartello di Achnacarry fu infelice, ma utile, perché fu un esempio evidente di come la stabilizzazione del mercato del petrolio attraverso accordi di cartello fosse impossibile. C’era bisogno di un altro tipo di accordo che non permettesse comportamenti sleali: il consorzio.

L’Europa e il secondo trattato del 1957

Il 25 marzo 2007 si sono festeggiati i 50 anni dell’Unione Europea (Europa 1957-2007). E posso dirlo, sono orgoglioso di essere Europeo!

Come spesso accade, accanto alle ricorrenze da festeggiare ce ne sono altre che non vengono ricordate (o meglio, che non si suole festeggiare con il grande pubblico), ma che sono importanti tanto quanto le prime. Cinquant’anni fa, nello stesso giorno (25 marzo 1957) e nella stessa città (Roma), si è firmato un secondo trattato che ha portato alla nascita dell’EURATOM, la Comunità Europea dell’Energia Atomica. L’idea, importantissima ed estremamente lungimirante, era quella di coordinare i programmi di ricerca sull’energia nucleare degli stati membri. Il trattato nasce in un periodo in cui si sapeva ancora poco di quella nuova fonte di energia e non esistevano centrali nucleari. O meglio, ne esistevano, ma solo di tipo sperimentale. Quel giorno si sono poste basi solide e profonde per la politica energetica europea.

La storia sappiamo poi com’è andata. Noi italiani, shockati dal disastro di Chernobyl, abbiamo rinunciato al nucleare. Una decisione sbagliata, fatta nel momento sbagliato e con uno strumento (il referendum) che, per quanto democratico, lasciava le sorti politico-economiche di un paese in mano a persone (noi, il popolo) non in grado di prendere decisioni di tale importanza. Ed oggi ne stiamo pagando le conseguenze.

Qui potete trovare i 50 motivi per amare l’Europa secondo Beppe Severgnini.


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