Archivio per la categoria 'Società'



W Freccero! - L’Auditel ed il provincialismo

Eh, non ci sono più i palinsesti di una volta. Le trasmissioni saltano, i serial di qualità vengono sostituiti senza preavviso da film alla trecentesima replica, le produzioni nostrane ristagnano nei soliti argomenti, ed un professionista serio ed esperto come Carlo Freccero viene “relegato” alla posizione di presidente di Rai Sat (l’ho scoperto ora) quando invece dovrebbe essere alla direzione di una delle tre reti generaliste della Rai.

Avete assistito alla scenetta “Gente di Mare vs Dr House” a conclusione del TG1 di ieri sera? Non vi siete fatti due risate? Gente di Mare, da molti conosciuto anche come JAG di Mare, mercoledì sera nei periodi di sovrapposizione ha battuto il serial americano in onda su Canale5 per 5.164.000 telespettatori contro 5.012.000. Qualcuno è pronto a giurare che ci fosse anche un gol fantasma.

Le reti bisticciano e giocano a specchio riflesso per stabilire chi ha vinto e in quale fascia oraria:

- Ho vinto in valori assoluti nel prime time.
- Sì, ma io ho vinto in sovrapposizione.
- Sì, ma il mio pubblico è quello più appetibile per i pubblicitari.
- Etc.

Nel frattempo sta crescendo una generazione di giovani che se ne frega o quasi della televisione. Ed altre si stanno abituando allo stesso destino.

Altro giro, altra corsa. Qualche giorno fa al TG1 è stato ospite il regista americano Francis Ford Coppola. La domanda conclusiva dell’intervista è stata a dir poco imbarazzante (per noi italiani, si capisce). Attilio Romita ha chiesto a Coppola, che è anche un appassionato ed esperto di vini, se il vino che produce in California è buono come quello italiano.

Ma che razza di domanda è? Ancora con questo provincialismo? Basta, non se ne può più. Forse Attilio Romita non sa che in California, nella Napa Valley, si produce un vino che è tra i migliori al mondo, per alcuni il migliore. E se non lo sa, perché non si è informato? Chi ha scritto quella domanda? Era preparata? Lo stesso Coppola ha provveduto ad informare il presentatore con una risposta secca e decisa, facendo notare che in molte parti del mondo si produce dell’ottimo vino e che (messaggio sottinteso) il vino italiano è solo uno dei tanti.

Ma è così difficile costruire un’intervista seria, senza riferimento alle prelibatezze italiche e a quanto siamo bravi nel fare questo e quello? Possibile che si debba scendere sempre a paragoni? Ci libereremo mai da questo senso di inferiorità e dal volerci rapportare continuamente agli altri (in special modo ai nostri cugini francesi)?

Letture interessanti: Francis Ford Coppola - Vino, cibo, film.
Altre risorse: i dati Auditel di mercoledì 31 ottobre 2007.

The Ecstasy Of Gold

E’ uno dei più grandi compositori moderni. Io direi, di tutti i tempi. Da sempre si discute su chi sia il più grande nel campo delle composizioni per il cinema, tra Ennio Morricone e John Williams, ma per quel che mi riguarda non ho dubbi.

Ascolto spesso le colonne sonore del Maestro, e dire qui quale sia la mia preferita è opera ardua. Certo, quando penso a Morricone penso anche ai film di Sergio Leone, altro mito. La memoria torna a scene memorabili, attimi che sembrano interminabili, battute secche pregne di significato.

Una scena in particolare è rimasta scolpita nella mia memoria sin dalla prima volta. Terzo film della trilogia del dollaro: “Il buono, il brutto, il cattivo“. Non il triello, ma il momento che lo precede. Tuco corre alla ricerca della tomba che nasconde l’oro.

Ogni singolo secondo è un racconto nel racconto. Ogni singola inquadratura ha una morale. Le immagini si alternano, diventano via via più veloci e la musica le accompagna in un crescendo che giunge in modo quasi discreto e culmina in un climax. Alla domanda: “Quanto è durata questa scena?”. Risponderesti: “Mah, direi un minuto circa”. Ne sono passati quasi quattro! Eppure in quella corsa il tempo sembra fermarsi, tanto per i protagonisti quanto per lo spettatore. Un connubio perfetto tra ciò che senti e ciò che vedi. E’ l’estasi della musica.

La colonna sonora che avvolge il momento topico del film e questa.

The Ecstasy of Gold, “The Good, The Bad and The Ugly” in concerto
(Monaco 2005)

Su YouTube c’è anche il video della scena di cui parlo, subissato dagli elogi. Non guardatelo. Datemi retta. Se non l’avete mai fatto, regalatevi tre ore di tempo e godetevi un capolavoro.

Intervista a Nick Grouf (Spot Runner)

La puntata di Wallstrip di venerdì scorso è un’intervista a Nick Grouf (Firefly, PeoplePC), CEO e co-fondatore di Spot Runner. Per chi non conoscesse ancora questa società, l’idea alla base di Spot Runner è riproporre lo stesso meccanismo di Adsense anche per la televisione. Advertising televisivo low-cost preconfezionato: fare cioè pubblicità dove su vuole (esempio, una regione limitata di uno stato americano), come e quando si vuole, gestendo in modo flessibile il proprio budget (anche limitato). Il tutto comodamente dal proprio browser.

L’intervista è molto interessante. Si parla del servizio, del settore, della crescita della società, e di Google. Alla lunga concorrente o potenziale acquirente?

Altre risorse: Wikipedia,CNN Money.

V-day Bologna, Internet e la comunicazione

08092007(014)

Beppe Grillo in Piazza Maggiore, Bologna.

Segnalo alcune considerazioni molto interessanti di Marco Montemagno sul V-day di Beppe Grillo e sull’impatto che Internet sta avendo sulle abitudini della gente e sull’esercizio della discrezionalità nelle società moderne.

Condivido un punto in particolare. La strategia di comunicazione online di Beppe Grillo andrebbe studiata, non solo da aziende e politici, ma anche dagli studenti universitari. La giornata di ieri è stata davvero istruttiva sotto questo punto di vista.

Ultima cosa. Beppe Grillo (e come lui anche Antonio Di Pietro) è supportato in modo ottimale da Casaleggio Associati. Ricordate questo video?

L’enorme potenziale del Rugby

Il Mondiale di Rugby, terzo evento sportivo dopo Olimpiadi e Coppa del Mondo di calcio, sta per cominciare. Purtroppo in Italia chi non ha Sky o la Pay-per-view di La7 non avrà la possibilità di seguirlo. Alle emittenti nazionali in chiaro sono arrivate moltissime richieste da telespettatori ed appassionati che chiedevano di poter vedere quantomeno le partite degli Azzurri. Non c’è stato nulla da fare.

Ora, non so bene quanto gravoso sia l’acquisto dei diritti per un evento del genere. Ho provato a cercare su Internet, ma non ho trovato la cifra esatta. Se è vero che il prezzo da pagare per i diritti è molto elevato, è anche vero che il potenziale di telespettatori per questo sport c’è ed è (a mio modesto avviso) enorme, anche perché le sensazioni e le emozioni che sa dare sono paragonabili a quelle del calcio e ciò costituisce un vantaggio.

Gli italiani più volte in passato hanno dimostrato di gradire anche altri sport che non siano il calcio trasmessi in prima serata. E’ successo con il Curling durante le Olimpiadi del 2004, ed è successo con lo stesso Rugby, che su La7 ha superato 1 milione di telespettatori.

Se su La7 questa cifra è stata ampiamente superata con una partita del Sei Nazioni, una partita del Mondiale Rugby (evento ancor più importante) trasmessa in prima serata su Rai Uno non dovrebbe fare troppa fatica a raggiungere i 5 milioni di telespettatori (anche se sono sicuro che potrebbe farne di più). Senza considerare l’hype prodotto da partite di un certo fascino come quelle con Nuova Zelanda ed Australia.

Cercando qua e là ho trovato questo articolo del Sole 24 Ore. Ecco alcuni punti salienti:

Quest’inverno, dopo le due vittorie consecutive in casa della Scozia e a Roma con il Galles, c’è stato il boom: secondo i dati forniti, sul mercato italiano in tutto il 2006 erano stati consegnati ai rivenditori 15mila pezzi, mentre da gennaio a giugno 2007 si è arrivati a 32mila. E il fatturato è passato da 600mila a 1,1 milioni di euro. Sostanziosa la crescita anche all’estero, con 15mila articoli nella prima metà del 2007.

La Fir vede aumentare continuamente il giro d’affari e prevede di chiudere il 2007 con entrate per 24 milioni di euro, somma cresciuta del 60% nel giro di quattro anni.

Intanto il numero degli atleti tesserati, comprese le donne e le categorie giovanili, è ormai vicinissimo a quota 50mila: un record. L’Italia ai quarti di finale porterebbe altra linfa, su questo nessuno nutre dubbi, anche se la mancata trasmissione delle partite in chiaro ridurrà inevitabilmente la platea dei telespettatori.

Come dicevo, c’è un potenziale enorme dietro al Rugby. Permane il dubbio che questa scelta sia stata forse dettata dal fatto di voler proteggere il calcio nel suo anno del rilancio dall’assalto di uno sport in ascesa.

Il negozio H&M di Bologna

Clicca per ingrandire

Devo dire che la catena svedese H&M ha scelto proprio bene il palazzo dove mettere il suo negozio di Bologna. Sono anni che passo davanti a questo edificio e più lo guardo più mi piace. Mi piaceva anche prima della recente ristrutturazione: era un po’ smorto, ma ci vedevo un gran potenziale. La cosa bella dei palazzi di Bologna poi è che c’è sempre una targa da qualche parte con una breve descrizione dello stabile e della sua storia. Così posso leggere che l’edificio scelto da H&M per il suo punto vendita altro non è che la Palazzina Majani, costruita da Augusto Sezanne nel 1908, perfetto esempio di Stile Floreale bolognese ed antica sede di caffè e negozi di confetteria. Insomma, uno stabile di un certo prestigio ed in pieno centro, vicinissimo a Piazza Maggiore. Mica male…

Cos’è un monopolio naturale?

Si parla di monopolio naturale quando l’industria è caratterizzata dalla presenza di economie di scala tali da rendere efficiente la presenza di un solo player all’interno del mercato rispetto ad ogni altra configurazione strutturale possibile. Ciò vuol dire che se nello stesso mercato operassero più imprese ciascuna sarebbe soggetta a costi di produzione (connessi alla tecnologia) più elevati, con la conseguenza che anche il prezzo per il cliente/utente finale sarebbe più elevato.

Questa condizione diventa evidente nel caso dei sistemi a rete, come le linee elettriche ad alta tensione o le linee telefoniche. La duplicazione di queste su scala nazionale a seguito dell’ingresso nel mercato di un secondo player (o più player) comporterebbe uno spreco di risorse e costi unitari superiori a quelli che si otterrebbero con una singola infrastruttura.

Andamenti dei costi di questo genere non si hanno solo nel caso dei sistemi a rete di tipo fisso, ma anche in molti settori innovativi e immateriali connessi all’information technology. I prodotti appartenenti a questo settore hanno una caratteristica: la loro utilità ed il loro valore per ogni consumatore aumentano in modo direttamente proporzionale al numero di utenti che ne fanno uso. Questa condizione, identificata col termine di esternalità di rete, fa si che i rendimenti siano crescenti sia sul lato della domanda che dell’offerta. Più è alto l’utilizzo (la penetrazione) di uno specifico prodotto/servizio sul mercato, maggiore è la sua utilità e maggiori sono i rendimenti per i diretti interessati.

Prendiamo il caso della Microsoft. Per sviluppare Windows l’azienda di Redmond investe svariati miliardi di dollari, che alimentano un pachidermico motore composto da migliaia di sviluppatori ed impiegati, laboratori, server, mainframe e via dicendo. In questo contesto, aggiungere a Windows una nuova applicazione ha invece un costo molto basso. Lo stesso discorso lo si potrebbe fare anche per molti altri importanti player dell’industria informatica, come Google ed Amazon. In sostanza, le caratteristiche della domanda e dell’offerta favoriscono il prevalere nel mondo dell’IT delle condizioni di monopolio.

La mano invisibile finisce con l’auto-distruggersi ed il sistema si orienta automaticamente verso la supremazia e l’affermazione di un network sugli altri. C’è una consolazione però: secondo Shapiro e Varian (Information Rules, 1999), l’economia dell’informazione è popolata da monopoli temporanei, cioè le tecnologie possono essere superate e soppiantate in tempi brevi, e questo le stesse major dell’IT lo sanno bene. Le società si confrontano per promuovere ed affermare le proprie tecnologie ed i propri standard. Chi vince finisce per controllare l’intero settore.

L’intervento pubblico tramite politiche Antitrust ha proprio il compito di evitare il formarsi delle condizioni di monopolio sui vari mercati, ma il rovescio della medaglia è che finisce col disincentivare gli stessi progressi tecnologici. Basti pensare alla condanna subita dalla Microsoft nell’aprile del 2000 che produsse effetti negativi anche sulle quotazioni di concorrenti come Sun e AOL. I prezzi delle azioni caddero perché i rischi per gli innovatori erano palesemente aumentati.

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Risorse
Clô Alberto, Appunti di Economia Industriale (Terza Edizione)
Shapiro C., Varian H., Information Rules: a strategic guide to the network economy

Il futuro dei Media (video)

Casaleggio Associati ipotizza il futuro dei media e del web con un video interessante e provocatorio. Già ripreso ed apprezzato su Read/WriteWeb e TechCrunch.

Vaime, la comunicazione e Kakà

Enrico Vaime è un grande! Ed è l’unico (assieme a Piroso) in grado di rendere meno tragica la sveglia alle 7:00 tutti i giorni. Stamattina il suo discorso sulla comunicazione e sulle incongruenze è stato il massimo!

Ha cominciato con il classico esempio della pubblicità di Italia1, che è entrata ormai nel fare comune della gente. Non c’è persona che, almeno una volta l’anno, non sia soggetta alla classica battuta “Italiaaaa Unooooo!” fatta da qualcuno nel tentativo di essere spiritoso. Questa battuta, apparentemente semplice e stupida, cela in realtà la potenza dietro al messaggio e l’astuzia dimostrata dai creativi della comunicazione di Mediaset che sapientemente hanno costruito un tormentone a prova di cretino. :P

Il messaggio funziona proprio per la sua incongruenza. Una cosa senza senso, fatta senza motivo e al momento sbagliato (che automaticamente diventa quello giusto), ma che stupisce e lascia il segno. E qui Vaime fa un altro esempio fantastico. Ipotizza un’intervista a Kakà, dove la risposta del giocatore del Milan possa rispettare proprio questa regola. Alla solita noiosissima domanda a fine partita del solito noiosissimo giornalista a bordo campo, Kakà potrebbe rispondere così:

Giornalista: Allora abbiamo con noi l’eroe della partita Kakà, autore del gol che ha permesso alla squadra di vincere. E’ stato difficile segnare quel gol?

Kakà: Sì è stato difficile, ma non quanto arrivare vergine al matrimonio!

L’affermazione strana ed inaspettata, che arriva come un fulmine a ciel sereno, dovrebbe suscitare una qualche forma di reazione sia nel giornalista che nel presentatore della trasmissione televisiva. La strategia di comunicazione va a segno! Se non c’è reazione all’incongruità, l’incongruenza non funziona.

Vaime ne ha fatti molti di esempi stamattina, tutti molto divertenti, com’è del resto nel suo stile, ma il succo del discorso sostanzialmente è questo: l’incongruenza paga se rilevata. La stupidità valorizza la notizia già di per sé stupida. La ripetitività (vedi Italia1) accentua ulteriormente il tutto.

Piccola parentesi. Ecco a cosa serve un blog. A non lasciar cadere nell’oblio le piccole perle di tutti i giorni. :)

[link per le persone che stanno ancora pensando alla storia di Kakà]

Andy Garcia a Spoleto per il Festival 2007

Messaggio Promozional-Culturale: a Spoleto, la mia città, dal 29 giugno al 15 luglio si terrà la 50a edizione del Festival dei Due Mondi (aka Spoleto Festival). Quest’anno l’evento sarà particolarmente importante perché, oltre ai festeggiamenti per l’anniversario, si tratta della prima edizione senza il Maestro Gian Carlo Menotti, compositore tra i più grandi del XX secolo e fondatore della manifestazione, scomparso il 1 febbraio 2007.

L’ospite d’onore sarà la star americana Andy Garcia! Quindi colgo l’occasione per invitare tutte le persone interessate a partecipare all’evento. Se c’è qualche fan tra voi, sappiate che l’attore di origini cubane presenterà il 30 giugno ed il 1 luglio al Teatro Moderno il suo primo film da regista, “The Lost City”, e sarà protagonista assieme alla sua band “Cineson All-Star” di un happening al Teatro Romano.

Per quel che mi riguarda, sono un fan dell’attore e ancor più di un paio di film da lui interpretati, cioè “Il Padrino Parte III” e “Gli Intoccabili”. Quindi ragazzi, vi invito a considerare l’ipotesi di passare una giornata (o anche più se lo vorrete) in una delle città più belle d’Italia. E poi chissà, nella speranza di essere presente, potremmo incontrarci per fare due chiacchiere informali davanti ad un buon vino o ad una doppio malto. ;)

Update: Ci saranno anche altri importanti artisti di Hollywood, come Paul Mazursky e Terry Gilliam, membro dei grandi Monty Python e regista di film come “L’esercito delle 12 scimmie”, “La leggenda del re pescatore”, “Paura e delirio a Las Vegas” e del mitico “Brazil“, considerato uno dei film più belli nella storia del cinema. Gilliam sarà il protagonista di una retrospettiva dei suoi film e presenterà il suo ultimo lungometraggio “Tideland”.

Di seguito alcune risorse:

Programma dell’evento

Lettera del Presidente Napolitano

Articolo del Sole 24 Ore

Foto della città [via Wikipedia]

La carica dei 100 Blog del Sole 24 Ore

Apprendo da Downloadblog della progressiva nascita dei 100 Blog del Sole 24 Ore. L’iniziativa è positiva per la blogosfera italiana nonostante il giusto timore di una concorrenza spietata. I network già consolidati sul panorama italiano potrebbero trarre vantaggio da questo nuovo ingresso, perché la visibilità e la pubblicità che l’iniziativa del quotidiano di Confindustria dovrebbe dare allo “strumento blog” potrebbe diffondere maggiore consapevolezza tra gli italiani (che in larga parte ancora non sanno bene cosa sia un blog e non hanno la più pallida idea di cosa sia un feed RSS) e produrre economie di rete.

Come ho scritto nel commento, credo che 100 blog siano troppi e sarà difficile tenerne d’occhio anche solo una piccola parte. Avrei preferito una ventina di blog organizzati per temi ampi, un po’ come fa l’Herald Tribune.

La soluzione però potrebbe arrivare da quel famoso “aggregatore di notizie” che dovrebbe accompagnare i blog, qualora si trattasse non di un semplice feedreader, ma di uno strumento in grado di raccogliere dinamicamente i post in base al tema (ad esempio sfruttando i tag).

I Griffin e Guerre Stellari

Come avrete capito, sono un appassionato di sitcom animate come I Simpson, South ParkI Griffin. Proprio ieri Dr. Apocalypse su Cineblog ha pubblicato una piccola chicca! Un filmato dei Griffin appositamente realizzato per festeggiare i 30 anni dall’uscita di Star Wars. E’ in inglese e la qualità audio-video non è perfetta, però è qualcosa di fenomenale!!! Da non perdere! :D

[via Cineblog]

Il giro di affari attorno a World of Warcraft

Da Wikipedia Italia:

World of Warcraft (letteralmente “il mondo di Warcraft”, abbreviato piuttosto frequentemente in WoW) è un videogioco fantasy di tipo MMORPG, giocabile esclusivamente in Internet e dietro pagamento di un canone. È sviluppato dalla Blizzard Entertainment e pubblicato nel 2004.

World of Warcraft è il MMORPG più giocato al mondo, con oltre otto milioni di iscrizioni attive (dato del gennaio 2007). 

Qualche altro dato su World of Warcraft:

  • Sviluppatore: Blizzard Entertainment (California)
  • Distributore: Vivendi Universal (Francia)
  • Data rilascio: Novembre 2004
  • Genere: MMORPG
  • Ambientazione: Fantasy
  • Modalità di gioco: Multiplayer
  • Utenti: 8.5 milioni (in particolare, 2M Nord America, 1.5M Europa, 3.5M Cina)

Il successo di WoW è tale da spingere i francesi di Vivendi verso ottimi risultati finanziari, con la compagnia che nel Q1 riporta profitti per 771 milioni di Euro, con un incremento del 22.8%. I profitti nella divisione videogames (Vivendi Games) hanno registrato un’impennata del 117%. Il successo è dovuto principalmente all’uscita dell’expansion pack “The Burning Crusade“ avvenuta nel mese di gennaio, che solo nel primo giorno ha venduto qualcosa come 2.4 milioni di copie! Il tutto attraverso un sistema, l’abbonamento mensile, che azzera la pirateria e garantisce il ritorno economico.

Tutto ciò ha permesso a Blizzard Entertainment di diventare uno dei più importanti produttori di videogames al mondo. A quanto pare la quota di mercato detenuta grazie a WoW sul settore dei videogame MMORPG supera il 50%! Un trionfo! Merito di Blizzard, che con le sue idee innovative e la cura per i dettagli ha reso l’esperienza di gioco molto più avvincente rispetto a quella offerta dai prodotti concorrenti.

Ciò che fa così bene alle società fa un po’ meno bene agli utenti. Come spesso accade per questo genere di giochi, anche WoW può causare una “assuefazione” al gioco dalla quale è difficile uscire. E non a caso, anche i creatori di South Park hanno scherzato alla loro maniera su questo argomento dedicando una delle puntate più divertenti della serie proprio a WoW. Eccola:

Come scrive RedPill sul suo blog, i giocatori abituali (o heavy gamers) sono solo una piccola parte del totale dei consumatori di videogiochi, e le compagnie questo lo sanno bene. Ma a mio modo di vedere già da adesso pesano molto e peseranno sempre di più. Ovviamente non è un problema per noi italiani, visto che siamo fuori dall’enorme mercato dei videogames, mentre inglesi, francesi e tedeschi sono cresciuti a tal punto da diventare protagonisti a livello mondiale.

Che succede a RaiSport?


No, bisteccone non c’entra nulla col mio discorso… lui è un grande!

Su TvBlog oggi c’era un interessante confronto sulle varie telecronache della partita Milan-Liverpool. In gioco c’erano:

  • Rai - Gianni Cerqueti e Beppe Dossena
  • Mediaset Premium 1 - Sandro Piccinini e Aldo Serena
  • Sky - Massimo Marianella e Massimo Mauro
  • Mediaset Premium 1 (audio 2) - Carlo Pellegatti
  • Mediaset Premium 2 - Gialappa’s Band

Su Kataweb potete ascoltare le differenze tra un telecronista e l’altro. L’autore del post preferisce quella di Sky. Personalmente non sono d’accordo. Ecco il mio commento:

Con tutto il rispetto, ma credo che la telecronaca di Piccinini e Serena sia la migliore in assoluto! La telecronaca del primo rende la partita molto più intensa e coinvolgente, ma sempre in modo garbato, mentre Serena è semplicemente il miglior secondo commentatore che c’è in Italia! Non come Dossena che spara sentenze a cavolo a 10 secondi dall’inizio per poi “ricredersi” dopo 10 minuti.

Io non capisco le gerarchie dentro RaiSport… hanno Civoli e Collovati che sono molto bravi, specialmente il secondo, appena un pelo sotto a Serena, ma si ostinano a non utilizzarli.

Ecco… perché?! Percheeeeeé?!?! La Rai ha i peggiori giornalisti sportivi d’Italia (parlo tenendo conto delle caratteristiche complessive, non metto in dubbio la preparazione dei singoli, che in molti casi è eccellente), ma almeno quei due si salvano. Li vogliamo promuovere in modo definitivo o no?!

Come segue le elezioni francesi un Geek?

Sfruttando tutto ciò che il Web offre! Con un portatile, una wireless e Ubuntu naturalmente. Su France24 erano disponibili tre dirette video in tre lingue differenti (francese, inglese e arabo), una webcam sulla sala dei blogger, notizie e commenti in diretta. La tv non serve più ormai!


Qualità pessima lo so… ma la classe è comunque evidente… :P

Il tutto mentre sull’altro lato del cubo sto editando un documento con OpenOffice!

Quanto è bella da 0 a 315?

Secondo Wikipedia ce ne sono due in tutta Italia. Una viene impiegata sull’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e l’altra sulla A14 Bologna-Taranto. Ieri devo aver beccato proprio questa seconda!

Me ne stavo bello bello sulla scalinata della Sala Borsa, a ridosso di Piazza Maggiore (Bologna), a parlare di startup con Luca e Fra, quando appare questo capolavoro su quattro ruote. Una Lamborghini Gallardo della Polizia di Stato! E parcheggia proprio sotto il nostro naso. Dall’auto scendono due poliziotti che se la tirano come una mazzafionda. Manco Monica Bellucci, ultima donna rimasta sulla terra, se la tirerebbe così tanto! :D

Neanche il tempo di dire “konnichiwa” che due turisti giapponesi già si sono avvicinati e stanno facendo le foto! Pochi secondi dopo, la macchina è circondata da un anello di turisti e curiosi che fanno foto e sbirciano nell’abitacolo. Inutile dire che tra i curiosi c’eravamo pure noi!

Fra mi fa notare che proprio in quel momento stanno passando due Carabinieri su una Alfa 159 nuova di zecca, che evidentemente non basta perché lanciano uno sguardo incazzosissimo ai colleghi della Polizia.

Le due Lambo sono state donate alla Polizia di Stato nel 2004. La spesa quindi si dovrebbe “limitare” alla manutenzione e al rifornimento (cosa non da poco visto che consumerà come due Alfa 159). L’utilità effettiva probabilmente non si discosta molto da quella di una qualunque auto della Polizia. Il ritorno di immagine però è ottimo, sia per la Lamborghini che per l’Italia in generale. Su Digg la notizia è stata diggata la bellezza di 2252 volte, termometro del forte interesse suscitato. E le foto sono rimbalzate in lungo e in largo sul web per giorni.

Niente a che vedere insomma con il BMW-520-iniezione-interni-in-pelle-aria-climatizzata dell’ispettore Derrick… :D

Cosa direbbe Jeremy Clarkson di Top Gear (mitica trasmissione della BBC)? Facile, basta chiederlo ancora una volta a YouTube! (ok per oggi basta con i video :P )

Il McWi-Fi e i servizi complementari

Da una ricerca svolta sulle modalità di utilizzo delle connessioni Wi-Fi gratuite “generosamente” concesse in circa 8000 punti della catena McDonald’s è emerso che una bella fetta del traffico generato non proviene dagli uomini d’affari o dai classici navigatori. Viene dai videogiocatori! In particolare, i possessori di Nintendo DS producono circa il 25% del traffico totale. La società dal canto suo afferma che la scelta di dotare ciascun fast food restaurant di una connessione Wi-Fi è stata fatta principalmente per migliorare le operazioni interne svolte dagli stessi dipendenti (ordinazioni, gestione inventario, ecc.). Ma è fuori discussione il fatto che questa connessione, libera e a disposizione di tutti, possa avere un forte richiamo sui potenziali clienti. Che l’Happy Meal non sia più il principale motivo per il quale i figli chiedono ai genitori di andare a pranzare al Mc?

Sicuramente il modo di fare business di bar e ristoranti sta cambiando. Quanto tempo ci vorrà in Italia prima che qualcuno lo capisca?

Assemblea Telecom in diretta!

Come speravo un modo per seguire “in diretta” l’Assemblea Telecom c’è!!! Grazie al blog di Stefano Quintarelli! Adoro Internet! Peccato solo per il divieto sulle registrazioni…

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Update: tutti i maggiori quotidiani italiani stanno riportando in prima pagina (web) la notizia del giorno: l’Assemblea Telecom e l’intervento di Beppe Grillo.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/04_Aprile/16/Beppe_grillo_telecom_dimettetevi.shtml

http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/economia/telecom3/assemblea-lune/assemblea-lune.html

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200704articoli/20537girata.asp

I have a dream… l’Assemblea Telecom del 16

Rientro dalle vacanze pasquali con un’idea, un pallino che mi assilla da giorni… partecipare all’Assemblea Telecom del 16 aprile a Rozzano! Come fare? Non ho azioni Telecom. Non conosco gente con azioni Telecom (per loro fortuna). Però vorrei partecipare! Partecipare per vedere con i miei occhi quel ridicolo teatrino orchestrato da registi e grandi attori che non sanno gestire un quasi-monopolio. Commedianti che diffondono il loro verbo tramite i loro giornali, le loro televisioni e la loro fitta rete di amicizie, che si auto-complimentano, che comprano panfili, vendono stock option e distribuiscono dividendi mentre una delle più importanti società italiane marcisce sotto una montagna di debiti da loro stessi creata. E poi vorrei vedere Lui, quello che una volta un giornale inglese ha definito l’ultimo dei veri imprenditori italiani, commettendo però un piccolo errore di valutazione. Non è uno degli ultimi imprenditori rimasti, è il primo dei non-imprenditori!

Ora, questo è il punto. Vorrei partecipare all’assemblea, ma non ho azioni Telecom. Eppure sento parlare di Rete, di scorporo… Quella rete è mia, è nostra, l’abbiamo pagata noi con anni e anni di bollette, canone e tasse, e continuiamo a pagarla ancora oggi! E vorrei che qualcuno ci interpellasse prima di prendere una decisione in merito! Ovviamente questa è pura utopia. Mi accontenterei anche di seguirla in diretta via tv, radio, internet, ma non credo sia possibile… Avete qualche idea? Qualche suggerimento?

Cosa c’è dentro i Chicken McNuggets?

Cosa c’è dentro i Chicken McNuggets del McDonald’s? Pensavate fosse pollo? Sbagliato! Va beh, se non è pollo è tacchino… NO! Cappone? NO! Piccione? NO! Quaglia? NO! Comincio a preoccuparmi…

Niente di preoccupante (o forse sì)… I Chicken McNuggets sono composti per il 45% circa da pollo. Per il resto contengono granturco, derivati ed altri componenti chimici. Questo blog ne parla, ma non mancano le imprecisioni (ampiamente evidenziate nei commenti).

E voi? Avete qualche particolare esperienza di McLavoro da raccontare?

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