Archivio per la categoria 'Novità'

Shuttleworth ha fatto bingo! Ubuntu Netbook Remix

L’idea di creare una variante ufficiale di Ubuntu appositamente creata per i sub-notebook è quella giusta! Il supporto ufficiale di Intel poi è un paracadute d’oro. C’è solo da vedere quale sarà la controffensiva sul lato commerciale. Immagino che dall’altra parte il motto sarà: “Lunga vita a XP”.

Il nome però poteva sceglierlo meglio. Mai abbassare la guardia, neanche su un nome.

[via The Guardian]

Paperblanks, concorrente da non sottovalutare per Moleskine

Fino ad ora i più diretti concorrenti di Moleskine si erano limitati a ricalcare i motivi del successo dei taccuini italiani. Paperblanks propone finalmente qualcosa di nuovo: una serie di agende e taccuini dalla copertina particolarmente rifinita in un lungo elenco di varianti, con motivi ispirati ad antichi libri, gioielli e tessuti. Il prezzo è mediamente più alto di qualche euro, ma l’appeal è senza dubbio forte. Nelle librerie Feltrinelli un apposito espositore ne evidenzia il profilo medio-alto. C’è chi sostiene che la qualità della carta non sia eccezionale, ma si sa, gli appassionati sono sempre molto esigenti. Da tenere d’occhio.

Rebus (1,6,6,1,2,10)

La soluzione è a questa pagina.


p.s. sono passati già 6 mesi??

Dite al porcospino di fare il backup

Segnalo un nuovo prodotto tutto italiano, Keepod, software per il backup automatico sviluppato dalla società NSEC. Il backup è facile da programmare, avviene in doppia copia sia su hard disk che su chiavetta USB (criptata se si utilizza la Keepod Key), funziona in real time e conserva la cronologia delle modifiche, garantendo così il recupero di file modificati più volte.

  • Provides invisible, real-time file replication
  • Keeps all the versions of the file on and off machine
  • Fully transparent background operation no user intervention required
  • Fast, easy installation and minimum configuration
  • E-mail support; changed-blocks only

Fino al 31 marzo 2008 il download dal sito è gratuito.

Con questo colgo l’occasione per creare una categoria/tag Made in Italy nella quale stipare tutte le segnalazioni di progetti italiani attivi nello sviluppo software e nella produzione di servizi Web in particolare.

[via Neapolis]

Telegramma su Microsoft + Yahoo!

Se ne parla ovunque. Mi limito ad un breve commento.

L’accoppiata Microsoft-Yahoo guardando i numeri è sicuramente un forte antagonista per la leadership di Google; lo è un po’ meno nelle idee. Perché Microsoft non ha mai dimostrato di credere tanto quanto gli altri Big nel Web 2.0 e nel processo innovativo che sta attraversando il Web in generale, mentre Yahoo! è sì più attiva, ma sembra procedere con idee molto confuse. C’è bisogno di una svolta nell’approccio. Le economie di scopo da sole non bastano.

Avere le idee chiare in questo momento è un fattore critico. Perché la lotta nel medio-lungo non si giocherà tanto sui servizi già attivi, ma su quelli ancora da sviluppare: terza generazione dei motori di ricerca e social graph.

Valve offre gratuitamente la suite Steamworks per lo sviluppo software

Valve ha annunciato che Steamworks, una suite di strumenti per la gestione e l’amministrazione di videogame per PC, è ora disponibile gratuitamente per sviluppatori e publisher. E’ una mossa audace e lungimirante al tempo stesso, perché mira a dare una spinta alla crescita della piattaforma e a creare uno standard, il tutto usando le buone maniere. Visto l’ottimo trend di mercato, le prospettive per il futuro e la maggiore concorrenza che si andrà delineando, direi che è un po’ come fare un gol al 45″. La suite comprende:

  • Real-time stats on sales, gameplay, and product activation > statistiche in tempo reale per tutto ciò che va dall’acquisto al gameplay
  • State of the art encryption system > sistema crittografico
  • Territory/version control > controlli di territorio/versione per ridurre il fenomeno del mercato grigio
  • Auto updating > aggiornamento automatico del software
  • Voice chat > si commenta da solo ;)
  • Multiplayer matchmaking > servizi di backend per il gioco multiplayer
  • Social networking services > potevano mancare? :)
  • Development tools > amministrazione delle beta, strumenti per la raccolta dati per QA, play testing, e studi sull’usabilità

In sostanza, piuttosto che reinventare la ruota, gli sviluppatori di videogiochi avranno modo di concentrarsi maggiormente sullo sviluppo, evitando di doversi preoccupare di tutto ciò che non è programmazione. Sarà poi possibile vendere i titoli sia attraverso il servizio Steam della stessa Valve, sia attraverso canali di distribuzione concorrenti (retail compreso). Ovviamente neanche sto a dirvi quale delle due possibilità è consigliata dalla Valve, anche perché è quella che in fondo gode di maggiori sinergie:

As more developers and publishers have embraced Steam as a leading digital distribution channel, we’ve heard a growing number of inquiries regarding the availability of the platform’s services and tools.

(…)

Offering Steamworks is part of our ongoing efforts to support the needs of game developers and our publishing partners.

Riassumendo, abbiamo due elementi: Steamworks e Steam. Il primo lo si potrebbe definire un software di gestione del back office. Steam invece è la piattaforma attraverso la quale Valve ed altre case di produzione vendono i videogiochi prodotti, la cui porta di accesso è costituita da un software da installare sul computer.

Da Wikipedia:

La piattaforma Steam sviluppata da Valve Software è una piattaforma per la distribuzione digitale dei videogiochi. Contiene una tecnologia nel campo della protezione contro la pirateria informatica con la quale ogni videogioco che la supporta deve essere obbligatoriamente attivato via internet con un codice valido fornito insieme al prodotto.

Steam permette la vendita (attraverso carta di credito) direttamente da internet, senza l’utilizzo di supporti fisici come Compact Disc (CD) o DVD, ma con il download diretto sul proprio hard disk, e il precaricamento, che permette di scaricare i file necessari all’installazione di un videogioco un mese prima circa del rilascio ufficiale che verranno poi sbloccati il giorno di uscita del suddetto.

Steam è ciò che un mio vecchio professore chiamerebbe, con un pizzico di civetteria, content delivery system. Voi direte: “Sì va beh, più o meno funziona come un sito di e-commerce”. No, la storia non si ferma lì perché dopo l’acquisto non ci si sente dire “grazie e arrivederci”. Non ha il solo scopo di vendere software online eliminando i costi di packaging, trasporto, magazzino, dettagliante ecc.; si propone come una piattaforma universale di aggiornamento automatico del software installato, distribuzione di contenuti digitali di vario tipo, e creazione di una comunità virtuale di utenti.

Attualmente Steam può contare su 13 milioni di utenti e su circa 200 titoli da acquistare e scaricare. Rendendo disponibile gratuitamente Steamworks, il software per il back office, Valve cerca di dare una spinta alla diffusione di Steam e di imporlo come standard, preparando la strada per un mercato che si farà sempre più competitivo.

Nokia acquista Trolltech

Beh, questa è clamorosa. La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno ed apre nuove prospettive nel futuro dei cellulari/internet-tablet Nokia (in contrasto con Android di Google) e del mondo Open Source, KDE in primis. La stessa Trolltech in passato si era cimentata nello sviluppo hardware e software di cellulari con il progetto Greenphone poi abbandonato. L’operazione andrà in porto per 16 corone norvegesi ad azione in cash, equivalenti a 153.7 mln di dollari. Avevo sempre pensato a Google come possibile acquirente della società norvegese, e invece… guarda un po’ che ti combinano i finlandesi. ;)

P.S. La lettera alla comunità Open Source dimostra anche un certo tatto da parte del colosso europeo.

Facebook apre le applicazioni a siti Web esterni

Mossa non da poco quella di Zuckerberg, che ha deciso di aprire (e semplificare) l’utilizzo delle App di Facebook e l’accesso al database utenti a siti Web esterni, sulla scia di quanto visto con Google ed OpenSocial. La strategia, che mira a trasformare Facebook in un social hub a tutti gli effetti, si arricchisce quindi di un ulteriore tassello, l’ultimo di una serie di grandi intuizioni: Social Graph, News Feed, API per i programmatori, libero accesso al servizio e Beacon. A questo punto è ormai chiaro che Facebook non è più un semplice social network, ma una piattaforma completa ed espandibile, un sistema operativo online, diffuso e condiviso. Nick O’Neill scrive:

Rather than building your applications strictly within Facebook you can now extend the full functionality of the platform to your own website and leverage Facebook as the tool for managing members and their relationships.

Nell’articolo c’è anche un accenno alla creazione di una social gaming platform, il che mi riporta a quanto scrivevo ieri.

Questa strategia ibrida estende il concetto di Social Graph, fine ultimo delle scelte di Zuckerberg, al di fuori dei confini di Facebook, con la gestione dello stesso che resta accentrata e saldamente sotto il controllo della società.

Altre risorse: Facebook unleashes wave of new development with JavaScript client library

WordPress.com da 50MB a 3GB

Siamo passati di colpo da 50MB a 3GB di spazio gratuito! WordPress.com non smette di stupirmi e conferma di essere uno dei servizi a maggior potenziale del Web (chi ha detto long tail?).

Utilizzare Prism con i servizi Web di tutti i giorni

Recentemente il team Mozilla ha rilasciato un nuovo progetto, Prism, con l’intento di trasferire le applicazioni Web sul desktop. Avevo un po’ snobbato la notizia, ma ieri sera dopo l’ennesimo articolo sul tema mi sono deciso a provarlo. Devo dire che il concetto alla base è più interessante di quello che si potrebbe pensare.

Per installarlo (sotto linux, nel mio caso Ubuntu; sono disponibili anche versioni per Win e Mac) basta scaricare il pacchetto, decomprimerlo in una cartella qualunque ed avviare l’eseguibile prism. Quello che appare è una finestra nella quale inserire le informazioni sull’applicazione web che vogliamo creare: nome, indirizzo, opzioni varie e la possibilità di aggiungere un collegamento sul desktop.

In poche parole Prism è un browser, una versione ridotta ai minimi termini di Firefox. Non ci sono pulsanti per la navigazione né tab, bookmarks, plugin e via dicendo. Quello che fa Prism è creare una finestra senza fronzoli dentro la quale avviare un singolo servizio web. Voi direte: “Va beh, ma se è come Firefox che senso ha?”. Dubbio lecito, me lo chiedevo pure io. In realtà ha senso, perché è molto più leggero di Firefox, più veloce nell’avvio, e funziona in modo indipendente.

L’ho provato sia con Twitter che con Jaiku e sembra comportarsi piuttosto bene. Ovviamente il pregio principale è dato dalla la possibilità di accedere ai servizi Web che utilizziamo tutti i giorni in modo quasi istantaneo, cliccando sulle icone create sul desktop. Ecco due screenshot:

Schermata Prism+Twitter

Twitter in una finestra di Prism

Schermata 2Desktop Firefox-Jaiku-Twitter

Alla vostra sinistra, Firefox.

Alla vostra destra, Jaiku e Twitter in due finestre di Prism

Per ora l’ho provato solo con questi due servizi, ma immagino che lo si possa utilizzare senza troppi problemi anche per creare una webapp per l’upload delle immagini su Flickr, o per scrivere articoli nel proprio blog, per giocare a Hattrick, o ancora per utilizzare Google Docs o Gmail. Una porta di accesso privilegiata ai siti web che utilizziamo più spesso.

Ovviamente il software è ancora acerbo. E’ in versione 0.8 e c’è da migliorare. Alcune funzioni utili da implementare potrebbero essere, per esempio, il refresh automatico, la scalabilità della pagina (riducendo la dimensione della finestra potrebbero ridursi anche le dimensioni di testo ed immagini), le icone per l’avvio personalizzate prese automaticamente dal servizio, o la possibilità di ridurre ad icona l’applicazione.

In conclusione, Prism sembra un progetto interessante e promettente che, a quanto pare, sarà incluso in Firefox 3. Sarà importante per il team Mozilla riuscire a tenere vivo lo sviluppo del progetto, senza intaccare leggerezza e velocità, prerogative peculiari.

Nuovo dominio. Ed ora?

Non so se qualcuno dall’occhio particolarmente vispo l’ha notato, ma un paio di giorni fa ho acquistato il domain mapping per il blog. Che vor di’? Che il blog ora ha un dominio tutto suo: www.geekmarketing.net. L’operazione è stata veloce ed indolore, e col cambio euro/dollaro favorevole è costata davvero un’inezia.

So che perderò il PR, che si volatilizzeranno i Trackback, che tornerò in fondo alle classifiche, che mi verrà il gomito del tennista, l’herpes sulla punta della lingua e la parlata alla Aldo Biscardi. Che vi devo dire, pazienza.

Quello che vorrei chiedervi è: “Ed ora?”. Quali operazioni dovrò effettuare per riordinare la situazione? Ho provato a fare un elenco dei prossimi passaggi, ma ho ancora qualche dubbio. Dato che siete molto più esperti di me, vi prego di buttarci un occhio e di correggermi se sbaglio.

1) In questo topic nel forum di WordPress.com un utente suggerisce di ritarare tutti i link interni del blog. Immagino stia parlando dei link che legano un post ad un altro (le autocitazioni). Dovrò sostituirli in modo tale che riflettano il nuovo dominio?

2) Inviare a Google la html sitemap per il nuovo dominio che, a quanto pare, velocizza di molto l’indicizzazione. O almeno, questo è quanto è stato scritto:

For a while, there were links to a mixture of different page url addresses, and in general, my posts fell way down or dropped off Google’s results altogether. Finally, I verified my site with Google and I submitted an html sitemap, which seemed to help greatly, so that the page rankings are probably almost back to where they were now.

Per effettuare l’operazione consigliano i passaggi segnalati in questo blog, eliminando la vecchia sitemap ed aggiungendo la nuova. Il punto è che io in passato non ho mai inviato alcuna sitemap a Google. Devo procedere lo stesso?

3) Sostituzione, nel proprio account Feedburner, del vecchio indirizzo col nuovo.

4) Segnalare a Technorati che il nuovo indirizzo porta allo stesso identico blog che prima era sotto *.wordpress.com.

Dimentico qualcosa? Cosa dimentico? :P

Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarmi in questa piccola migrazione.

-

P.S. Mi è stato chiesto perché abbia scelto di rimanere con wp.com e non di passare ad un server+installazione gestiti autonomamente. Beh, onestamente mi trovo benissimo su WordPress.com e non vedo perché dovrei cambiare. E’ veloce, stabile, sempre reperibile e sempre aggiornato all’ultima versione della piattaforma. E poi mi evita tutti quei grattacapi tipici di chi ha un blog su server proprio (aggiornamento, saturazione del server, malfunzionamenti vari, etc.). E’ vero, è piuttosto limitato nella personalizzazione, ma non sento la necessità di funzioni aggiuntive. Mi basta un posto dove scrivere.

Il Gibbone Coraggioso è sul Torrente

 Ammazza quanto so fico aooo!

Il Gibbone Coraggioso è sul Torrente. Ripeto: il Gibbone Coraggioso è sul Torrente. Pere che il pompelmo faccia mele. Pere che il pompelmo faccia mele.

Passate il messaggio. Ocio però: non fatevi scoprire che non lo sa nessuno.

Apple, innovazione 1: vendita interattiva

Per gli utenti è un servizio in più. Uno dei tanti. Le persone che si occupano di marketing e strategie di vendita riconosceranno invece un’evoluzione nella vendita. Un primo passo.

Dal sito della Apple:

“What’s that song?”

Say you’re in line at Starbucks. You hear this amazing song wafting from the speakers. You gotta have it. Now. Tap the iTunes button on your iPhone or iPod touch, tap the Starbucks button, and voilà: You see the current song, the last 10 songs played, and featured Starbucks Collections. Preview, buy, and download whatever you like, right then and there. Or, if you’re sipping away with your laptop, buy what’s playing — exclusively on iTunes.

Che vuol dire? Siete in una caffetteria Starbucks e state facendo colazione. La radio del locale all’improvviso trasmette una canzone che vi piace, magari una di quelle canzoni che cercate da tempo, ma che tuttavia non riuscite proprio a trovare perché non ne conoscete il titolo. Nessun problema. Tirate fuori il vostro iPod Touch ed avrete subito a disposizione l’elenco delle ultime 10 canzoni ascoltate nel locale. Qualche click e l’avrete già comprata (99 centesimi, un cappuccino è più caro) e scaricata.

Ecco cosa scrivevo sei mesi fa in un post dal titolo “Mediaset interessata a Fastweb?“:

Una tv dove non ci sono spot, ma dove tutto potenzialmente può diventare uno spot. Ad esempio: sto guardando il mio telefilm preferito. Vedo un personaggio con un vestito che mi piace. Ci clicco sopra e in un secondo mi appare una schermata con marca, modello, varianti e negozi dove poterlo acquistare (anche online ovviamente). O ancora: ascolto una canzone, mi piace e in 2 click la sto già scaricando da iTunes.

Ma quanto sto avanti? No dico, ma quanto sto avanti?! :D

Ultimamente non ne sbaglio una. Spero che anche la mia profezia sul WiFi un giorno possa diventare realtà. :P

Apple, innovazione 0: una Internet Tablet

No dico, non so se mi spiego…

Premessa: Il nuovo iPod Touch è bellissimo. Ho seguito il Keynote in diretta grazie alla chat pubblica (via Skype) di Kiro ed è stato emozionante.

Nella chat ho azzardato la definizione di “iPhone depotenziato”. Il termine rende l’idea, anche se è inappropriato oltre che riduttivo. In realtà non si può nemmeno considerare un cellulare, almeno fino a quando non avrà un microfono*.

Questo non è soltanto un iPod, è anche un cellulare-che-non-è-un-cellulare (come direbbe Lapo :mrgreen: ), una Internet tablet tascabile. Simile ad un iPhone, senza le connessioni GSM/UMTS et similia che oggi sono indispensabili, ma che un giorno saranno inutili. Il futuro delle comunicazioni appartiene al WiFi ed alle sue declinazioni, e passa attraverso Voip & Co. (società di telecomunicazioni permettendo).

Domanda: quale cambiamento comporterebbe la sostituzione di una comunicazione basata su telefonino GSM con una basata su telefonino WiFi?

Risposta: la massima reperibilità possibile. Un vantaggio dunque, non uno svantaggio.

Dite che ho le visioni?? :P

-

* P.S. gli auricolari con microfono incorporato dell’iPhone funzioneranno su questo iPod Touch? Mah…

YouTube Italia, chi manca all’appello?

Rai e La7 si sono YouTubizzate al volo… All’appello manca Mediaset. Jaaa famo? Nun ja famo?

Ner frattempo janno fregato er posto ao! Quanti pippi ce vorranno pe’ fasselo ridà?

L’Italia c’è! Europe’s Young Entrepreneurs 2007

Come ogni anno Business Week stila un elenco delle migliori giovani promesse nel mondo della New Economy. E sapete una cosa? L’Italia c’è!!! O meglio, abbiamo un candidato per la competizione ”Europe’s Young Entrepreneurs 2007″: i ragazzi di Wonsys! Per chi ancora non conosce i loro progetti, ecco i link: 16bugs, Pagety e Unilife.

Se la contendono (tra gli altri) con gli spagnoli di Moneytrackin, gli olandesi di Wakoopa e gli irlandesi di StatCounter.

Qui potete trovare l’articolo e qui l’elenco di tutte le idee imprenditoriali che partecipano alla competizione.

Indovinate per chi ho votato? :P Un grosso in bocca al lupo ragazzi di Wonsys e complimenti, davvero!

La carica dei 100 Blog del Sole 24 Ore

Apprendo da Downloadblog della progressiva nascita dei 100 Blog del Sole 24 Ore. L’iniziativa è positiva per la blogosfera italiana nonostante il giusto timore di una concorrenza spietata. I network già consolidati sul panorama italiano potrebbero trarre vantaggio da questo nuovo ingresso, perché la visibilità e la pubblicità che l’iniziativa del quotidiano di Confindustria dovrebbe dare allo “strumento blog” potrebbe diffondere maggiore consapevolezza tra gli italiani (che in larga parte ancora non sanno bene cosa sia un blog e non hanno la più pallida idea di cosa sia un feed RSS) e produrre economie di rete.

Come ho scritto nel commento, credo che 100 blog siano troppi e sarà difficile tenerne d’occhio anche solo una piccola parte. Avrei preferito una ventina di blog organizzati per temi ampi, un po’ come fa l’Herald Tribune.

La soluzione però potrebbe arrivare da quel famoso “aggregatore di notizie” che dovrebbe accompagnare i blog, qualora si trattasse non di un semplice feedreader, ma di uno strumento in grado di raccogliere dinamicamente i post in base al tema (ad esempio sfruttando i tag).

Intel e STM partner nelle memorie flash

Novità dalla ”nostra” ST Microelectronics! La società italo-francese ha annunciato oggi un accordo con Intel e Francisco Partners (società di private equity) ”per costituire una nuova società indipendente di semiconduttori a partire dalle principali attività nelle memorie che l’anno scorso hanno generato circa 3,6 miliardi di dollari di ricavi complessivi. La strategia della nuova società sarà focalizzata sulla fornitura di soluzioni basate su memorie flash per una serie di dispositivi di elettronica di consumo e industriale che comprende i telefoni cellulari, i lettori MP3, le fotocamere digitali, i computer e altri apparati high tech. “

La STMicroelectronics avrà il 48,6% del capitale azionario, Intel il 45,1% e Francisco Partners L.P. investirà 150 milioni di dollari in cash per azioni privilegiate convertibili che rappresentano il 6,3% del capitale azionario.

Alcuni commenti qui. Altri dettagli nell’annuncio.

Dell sceglie Ubuntu? - Update

Manca ancora la comunicazione ufficiale, ma sembra che Dell abbia finalmente fatto la sua scelta: Ubuntu! E quale altra distribuzione sennò? :D

Secondo Steven Vaughan-Nichols di desktoplinux.com, Dell sceglierà Ubuntu 7.04 (aka Feisty Fawn) per la sua offerta di desktop e notebook con sistema operativo Gnu/Linux pre-installato. Le vendite cominceranno a fine maggio. L’articolo fornisce prezzi e specifiche tecniche, e parla anche di un lungo dialogo instauratosi negli ultimi mesi tra Dell e Canonical sulla possibilità di far girare Ubuntu sui computer della società americana.

Update: noto solo ora che sul sito della Dell c’è già da un po’ di tempo un breve documento di supporto per l’installazione di Ubuntu 7.04 (che è uscita da pochi giorni) sui computer del produttore.

Update2: ok è ufficiale!

(via Digg)

Gmail, feedback su pubblicità

 Uno screenshot fresco fresco

Da quando Gmail permette di inviare un feedback sui link pubblicitari??

Eh, sono sempre un passo avanti… :D

Update: nel frattempo fanno shopping


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Weblog di Lorenzo 'Artifex' Cx,
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