Archivio per la categoria 'Attualità'

GTA IV vs. Resto del mondo

Le cifre che ruotano attorno a GTA IV (il gioco più atteso dell’anno) sono impressionanti: 3.6 milioni di copie vendute nel giorno del debutto, più di 6 milioni allo stato attuale, per un ammontare che supera i 500 milioni di dollari. Microsoft per la sola esclusiva sui contenuti extra del gioco da comprare/scaricare via Xbox Live ha sborsato 50 milioni di dollari. Il mercato dei videogiochi è in piena salute, dimostra di essere in costante crescita ed è nella condizione di sottrarre potenziali clienti al mercato cinematografico. Sarebbe interessante analizzare le relazioni tra questi due business e l’elasticità della domanda. Wallstrip recentemente ha trattato l’argomento. Ecco il video.

Altre interviste a Matt Mullenweg (Mr WordPress)

Sabato scorso a Milano si è tenuto il primo WordCamp italiano ed il grande Matt Mullenweg era presente. Ancora rosico per il fatto di non aver partecipato all’evento. Per fortuna la rete pullula di testimonianze, foto e video. Per il buon Matt non c’è stata pace: manco Frank Poncherello ai tempi di CHiPs aveva cotanto seguito.

Segnalo le interviste di Intruders.tv e Apogeo (che embeddo qui sotto).

Ma che caspita dici?!

Continuo a pensare a questa vecchia dichiarazione dell’ex ministro Bianchi sul caso Alitalia rilasciata qualche settimana fa.

Da Repubblica.it del 23/03/08:

Alitalia ha risorse e liquidità per vivere per tutto il 2008.
(…)
Non c’è motivo di affrettarci - ha detto ancora il ministro - ci sono molte ragioni che lo sconsigliano, intanto perchè bisogna evitare che la gatta frettolosa faccia gattini ciechi, poi siamo in prossimità delle elezioni e infine credo che come in tutte le trattative bisogna portare avanti quella con Air France con la pazienza e con la determinazione che serve. E intanto aprire l’altra perchè questo ci può consentire di avere due offerte e scegliere la migliore.

Come si fa a dire una roba del genere? Per di più andando a smentire quanto detto da una persona autorevole come Padoa Schioppa?! Il discorso sulle elezioni ci può stare (come abbiamo visto), ma tutto il resto… La società è in rosso da una vita, sopravvive grazie agli aiuti di stato, non rilascia dividendi agli azionisti dal ‘99, ed ogni giorno che passa brucia liquidità. E mi vieni a dire che non c’è fretta? Che l’azienda ha ancora un po’ di autonomia (risorse non sue, perché se fosse campata solo sul capitale proprio da quel dì che sarebbe fallita) per arrivare alla fine del 2008? Che bisogna fare le cose con caaalma?

No comment.

Il fenomeno dei Cent Shop: caratteristiche di un successo

Non so dalle vostre parti, ma qui a Bologna i Cent Shop stanno riscuotendo un successo incredibile. Questa nuova (per noi) generazione di negozi di oggettistica popola la città e sopravvive laddove altre iniziative dei liberi commercianti falliscono. Per chi non li conosce, si tratta di piccoli negozi dove tutto, ma proprio tutto, costa 1 euro. Non troverete mai un’etichetta col prezzo attaccata alla merce sugli scaffali perché ogni singolo pezzo esposto costa 1 euro. Una sorta di discount per l’oggettistica dove è possibile trovare di tutto: dalle tazzine per il caffè alle catene per le biciclette, dalla cancelleria ai vasi per il giardino, dai prodotti per l’igiene agli attrezzi per il bricolage. L’idea funziona, tanto che sempre più spesso mi capita di vedere per strada cartelli di segnalazione di un nuovo punto vendita.

Il primo negozio di questo genere che ho notato appena messo piede a Bologna è stato quello vicino alle due torri: piccolino, ma ben fornito. Da allora, in un vortice di entusiasmo tendente al comportamento ossessivo-compulsivo, sono sempre rimasto un abituale cliente di questi piccoli negozi (il mio preferito è quello in Via delle Moline).

L’altro giorno mentre ero in autobus, partendo dalla soddisfazione dell’ultimo acquisto (due tazze - mug - in stile tavola calda americana), ho cominciato a pensare alle caratteristiche principali di tali negozi, e ne è uscito fuori questo piccolo elenco:

  1. Il fattore più scontato: il 90% dell’oggettistica proposta in tali catene di negozi è “Made in China” o “Made in P.R.C.” (People’s Republic of China, che è la stessa cosa). Questo vuol dire bassissimi costi di produzione e dunque la possibilità di vendere ad 1 euro cose fino a poco tempo fa impensabili (torce, fasce muscolari, penne stilografiche, piccoli impianti per l’irrigazione del giardino, ecc.). Per i prodotti per la cura della persona invece la percentuale di prodotti “Made in Italy” è decisamente prevalente (per fortuna);
  2. Prodotti fuori moda/commercio: non di rado tra gli articoli di cancelleria è possibile trovare pezzi come quaderni ad anelli con la copertina che richiama vecchi programmi televisivi o competizioni agonistiche. Questo vuol dire che la merce fuori moda per i normali negozi convoglia nei Cent Shop, dove viene letteralmente “svenduta” (non si tratta di prodotti cinesi, ma italiani). Ricordo che ai tempi del liceo i quaderni ad anelli costavano come minimo 5-6.000 lire, e sto parlando di un periodo antecedente all’aumento dei prezzi dovuto all’euro. Se a questo aggiungiamo anche la naturale inflazione di tutti questi anni, la convenienza economica di un tale acquisto risulta ancor più sorprendente. Stessa cosa per le penne stilografiche che ho notato in un Cent Shop: probabilmente si tratta di rimanenze provenienti dalle tipiche uscite a fascicoli per collezionisti che ogni anno vengono proposte in edicola;
  3. Il prezzo talvolta inganna. Nello scoprire le tante proposte allettanti e convenienti di un Cent Shop, non si fa caso ad una cosa: determinate tipologie di prodotto vengono vendute paradossalmente ad un prezzo superiore rispetto a quello che normalmente viene applicato nei classici supermercati. Penso alle gomme per cancellare ad esempio, alle matite, ai quaderni: 1 euro è pur sempre un buon prezzo, ma non è raro trovare al supermercato la stessa gomma o la stessa matita (magari in confezioni multiple) a prezzi per il singolo pezzo più bassi. La mente in questo caso inganna: la stessa convenienza che troviamo nel comprare determinati prodotti automaticamente viene associata a tutti gli altri prodotti disponibili in negozio. L’acquisto compulsivo fa si che le persone si concentrino più sul prodotto bello/non bello che sulla comparazione del prezzo con altri negozi e discount;
  4. Il proprietario del negozio deve saperci fare: non basta aprire un Cent Shop per avere successo. Bisogna avere le giuste conoscenze e i giusti contatti (ed in questo le catene in affiliazione commerciale, o franchising, sono ovviamente avvantaggiate) per avere merce sempre nuova e originale. Il proprietario di un Cent Shop una volta mi ha raccontato che la merce gli arriva tutti i venerdì, e più o meno una volta al mese riesce a raggiungere un buon ricambio dei prodotti venduti. Per i prodotti che vanno a ruba, chi ha i contatti con i giusti fornitori è in grado di aggiudicarsi i restanti quantitativi di merce. Gli altri restano esclusi;
  5. Tutto ciò conduce ad un comportamento singolare: nel momento in cui si mette piede nel negozio, ci si dimentica del problema del prezzo. In tempi di “magra” come questi, riuscire a trovare un negozio dove il prezzo non è un problema sembra quasi un sogno, un’oasi nel deserto. Salvo poi realizzare col senno del poi (solitamente accade poco dopo essere usciti dal negozio) che quelle dieci cose acquistate costano sì pochissimo, ma tutte assieme fanno comunque 10 euro, 20 mila lire circa del vecchio conio. Per molti di noi una cifra non esattamente trascurabile. E qualcuno comincia a pensare: “Ma che l’ho presa a fare la torcia a forma di maialino?”. Oppure: “Ho preso un’altra tazza, anche se forse ne ho già fin troppe”;
  6. Nonostante gli effetti collaterali suddetti, questo genere di negozi fa bene. Fa bene ai clienti, che hanno modo di divertirsi a rovistare tra i cesti della merce, e risparmiare. Fa bene ai turisti ed ai visitatori, che hanno modo di portare a casa piccoli souvenir senza spendere un capitale. Fa bene ai proprietari dei negozi (se ci sanno fare, come dicevo), perché i clienti affluiscono con costanza e le casse non conoscono sosta.

Stream of Consciousness del lunedì sera

Tempi bastardi per noi tutti. Quello che accade da anni in Tibet è qualcosa di scandaloso. I cinesi covano ancora grande rancore verso i giapponesi per anni di soprusi, tanto che proprio non volevano saperne di quel buco circolare troppo simile al Sol Levante in cima al World Financial Center di Shanghai. Che dire allora della questione tibetana? Probabilmente non abbiamo idea di quanto possa essere grave la situazione da quelle parti e la cosa peggiore è che i paesi occidentali rischiano grosso anche solo mettendo becco nella discussione.

Altro scontro è quello silenzioso (un eufemismo) per le fonti energetiche, e l’Africa ne sa qualcosa. In più, l’elevato prezzo del petrolio è una manna per i paesi possessori di riserve di greggio costoso da estrarre e lavorare, come le riserve offshore o le sabbie bituminose. Nel Polo Nord si litiga per la proprietà della dorsale di Lomonosov. Canada, Russia, Danimarca e Stati Uniti si danno battaglia per estendere i propri confini verso quelle aree che celano riserve di olio e gas oltre i 10 miliardi di tonnellate. Il Polo Nord, secondo le convenzioni internazionali di diritto del mare, non appartiene a nessuno. L’attribuzione può accadere soltanto se una delle due nazioni è in grado di dimostrare che la piattaforma continentale sottomarina si prolunga dalla propria terra sino ad un dato punto del Mar Glaciale Artico. O dimostrando che la struttura della piattaforma continentale è simile alla struttura geologica del proprio territorio. Esattamente quello che ha cercato di fare la Russia, che non ha perso tempo ed ha piazzato la propria bandiera sul fondo del mare, ricordando dimostrazioni di forza d’altri tempi.

Per non parlare del problema del surriscaldamento del globo. Un problema per molti, ma non per tutti, visto che lo scioglimento dei ghiacci del Polo Nord al quale stiamo assistendo permetterà di percorrere nuove rotte, che ridurranno drasticamente tempi e costi. Per esempio, la rotta Londra-Tokyo via canale di Suez è attualmente di 24.000 Km, mentre la nuova rotta via Polo Nord permetterà di raggiungere la città giapponese in soli 15.000 Km.

Qualunque crisi ha i suoi pro (per alcuni) ed i suoi contro (per altri). E coloro che restano fuori dai giochi di taluni e talaltri sono troppo spesso destinati a prendersi un cazzotto per guancia.

Risorse correlate: I cartelli: l’infelice esperienza del 1928

Lettura online dei quotidiani italiani

Segnalo un paio di modi per leggere con calma sul proprio computer le pagine dei principali quotidiani e settimanali italiani.

  • Dal sito della Camera dei Deputati è possibile accedere alla rassegna stampa quotidiana. Le pagine (o meglio, i ritagli) sono in PDF e sono organizzate per tema.
  • Per le sole prime pagine italiane e internazionali c’è il sito PressDisplay.com.

Riguardo alle “10 domande” del Sole 24 Ore

L’idea del Sole 24 Ore di chiedere ai navigatori di fare delle domande ai candidati premier di per sé è interessante e affascinante. Il risultato purtroppo lascia l’amaro in bocca, nel senso che le questioni fin qui poste dai visitatori sono tutt’altro che stimolanti. Buona parte di queste sono le classiche domande da Cucuzza, quelle ti capita di sentire più o meno tutti i giorni in televisione, con la sola differenza che la probabilità che hai di incontrare per strada un giornalista di Cucuzza è pressoché nulla, mentre sul Web puoi dire la tua quando vuoi. Certe poi sono le altrettanto classiche domande da “orgoglio web“, di quelle facili da comporre, del tipo: prendi una frase qualunque sentita al telegiornale, ci infili dentro due o tre volte le parole “web” o “web 2.0″, qualche riferimento al web sociale, e la critica è pronta. Peccato, mi aspettavo contenuti diversi, più complessi e tecnici, che non necessariamente devono fare richiamo ad argomenti tecnologici.

P.S. Mi aspetto da un momento all’altro una domanda sui giovani. Sì insomma, le solite cose: i giovani in politica, via i vecchi largo ai giovani, eccetera. Che c’entra, pure io sono ggiovane, ma questa idea che bisogna per forza fare spazio ai ggiovani perché solo loro possono migliorare questo paese, la trovo un’emerita vaccata. Questo paese ha bisogno di persone capaci, esperte, di persone giuste al posto giusto, in una parola di tecnici. Se poi hanno 10 anni (evidentemente geni precoci) o 100 anni non mi interessa. Non mi risulta che Churchill, la Thatcher o Mattei fossero dei giovincelli. Eppure con la loro intelligenza e la loro esperienza hanno fatto la storia.

Come diceva Alberto Sordi: “Io so’ io e voi…”

Se non hanno ancora capito cosa sono i blog e qual è la vera essenza del fenomeno, figuriamoci se hanno capito cos’è Twitter. Calendario alla mano, ci vorrà qualche anno¹.

Per un giorno sostituisco l’inutile cinguettio con qualche granello di memoria di uno dei più grandi artisti italiani del novecento. Cinque anni dalla morte, oggi.

A chi vuole divertirsi ed emozionarsi consiglio il film “I due nemici“, piccola gemma poco conosciuta della filmografia di Alberto Sordi, una storia bellissima con un grande David Niven (commenti internazionali su IMDB).


¹ Per capire di cosa sto parlando, consultare il blog di Gigi Cogo o fare un giretto per la blogosfera.

Quale sarà la Next Big Thing di cui parla Scoble?

Giocare con gli hype è rischioso, ci vuole una certa arte. Anche perché il popolo della rete non ha pietà: quando c’è da criticare critica, e quando c’è da prendere per i fondelli, beh, prende per i fondelli.

E infatti dopo l’iniziale “Microsoft researchers make me cry” il sempre-mitico Scoble ha rettificato (Misreading Scoble on Microsoft cry), tanto che sembra quasi che stia parlando di un progetto a metà strada tra una ricerca applicata e uno sviluppo sperimentale.

Se si crea un tale hype, le reazioni potrebbero essere due:

    A) Oh cacchio, che spettacolo! In inglese: wow! (suona familiare)
    B) Ma vaff. E io che mi pensavo chissà cosa!

Il 27 febbraio quale delle due prevarrà sull’altra?¹


¹ Caspita, sembra il trailer di un film.

Chi ha il pane non ha i denti

Le gesta di quei buontemponi di Buona Domenica evidentemente incontrano il placido assenso anche tra i giovani d’oltreoceano.

Su Digg il video della povera Sara Varone (alias QuellachehafregatoilmaritoallaFerilli), costretta alla penitenza della doccia in diretta per via della disonorevole sconfitta al torneo di hula hoop, ha ricevuto la bellezza di 1961 diggate.

E molti apprezzamenti:

Ora, che le donne italiane sono belle l’avevo notato pure io. Il punto è… ma le donne spagnole sono davvero la versione economica?? -.-

Ah, Buon San Valentino a tutti. ^^


Disclaimer: per scrivere questo post non si è fatto uso di fonti Tgcom.

Microsoft compra il produttore del Sidekick

Nessuno in Italia si è filato la notizia (anche perché gli occhi di tutti sono concentrati sull’OPA ostile lanciata contro Yahoo!), ma la Microsoft lo scorso lunedì ha acquisito la società Danger¹, che produce il popolare (negli USA) smartphone Sidekick. Lo so, il nome probabilmente non vi dice nulla. Si tratta del cellulare/palmare dalle fattezze di una console portatile che gli appassionati del telefilm Heroes avranno già notato in mano a Claire Bennet.

Secondo me non è una notizia da sottovalutare. Il lettore mp3 Zune della MS non ha avuto il successo sperato, e se a questo aggiungiamo che lettori musicali e navigatori GPS stand-alone sono destinati (IMHO) a sparire e ad essere inglobati in strumenti unici multifunzione come i cellulari moderni, facendo 1+1 si potrebbe supporre che la scelta di acquistare il produttore del Sidekick sia dovuta alla strategia di medio-lungo periodo di avere un terminale unico in grado di proporsi come organizzatore della vita digitale di una persona.

Dal comunicato stampa della Microsoft:

Danger has connected with a customer base that is young and enthusiastic, Internet-savvy and socially inclined. The Danger team has a deep understanding of consumers and a hold on what people want from mobility, making it an ideal group to work with in delivering connected experiences. Adding Danger to the Entertainment and Devices Division will provide Microsoft with additional assets and resources that will accelerate the company’s entry into the consumer space and complement the company’s focus on delivering innovative technologies and services that connect people’s entertainment and information.

Resta la questione del software del cellulare, che probabilmente passerà dall’OS proprietario a Windows Mobile.

Microsoft ha tra le mani un prodotto dai connotati decisamente social *.*. Non è forse l’occasione giusta per dimostrarsi meno intransigenti e rivedere la propria strategia a favore di una maggiore apertura delle piattaforme software²?


¹ Pare per una cifra attorno ai 500 milioni di dollari.
² Sulla scia di quanto visto con Android.

Perché cercate Danica? (Tv Ad)

Danica Patrick, pilota statunitense IndyCar Series

E’ da ieri che su questo blog ricevo molte visite da persone a caccia di informazioni su Danica Patrick. Sono bastati pochi secondi su Google News per capire il motivo.

A quanto pare la società GoDaddy.com (la stessa alla quale mi sono rivolto per acquistare il dominio del blog) ed il suo testimonial, Danica appunto, si sono visti rifiutare uno spot chiamato “Exposure” da trasmettere durante il Superbowl di ieri.

Il messaggio pubblicitario è stato censurato dalla Fox (che ha trasmesso la partita) per via di certi doppi sensi, ai quali si somma la scarsa sobrietà delle immagini.

What do beavers have to do with web sites? That’s exactly what Fox TV wanted to know when it rejected GoDaddy’s Super Bowl ad titled “Exposure”.

Non mi metto a spiegare le motivazioni di tale scelta perché non mi pare il caso. -.-’ La spiegazione potete trovarla qui.

Lo spot è stato censurato, ma come sempre accade in questi casi¹ l’effetto che si è ottenuto è la sua antitesi: una sovraesposizione mediatica che ha fatto si che tutti corressero su Internet a cercare informazioni sul video e sulla protagonista. E qui si chiude il cerchio della lussuriosa strategia di GoDaddy.com: lo spot è pienamente disponibile nella homepage della società, in compagnia di altri tv ads ben più esagerati. Le visite al sito sono schizzate alle stelle così come il reach della campagna pubblicitaria.

C’è addirittura chi parla di questa strategia come di una mossa che ha cambiato il modo di fare pubblicità per il Superbowl. Di sicuro l’attenzione che si è creata attorno a questo episodio fa gridare al successo, dato che l’eco è arrivato perfino da queste parti.

Nel frattempo mi chiedo: da quando il Superbowl è diventato un evento così morigerato? Non mi sembra sia passato tanto tempo da quella volta che volò via una tetta a Janet Jackson.

Altre risorse: Once again, NFL wins advertising game


¹ Avete presente lo scoiattolo che soffre di meteorismo della tv italiana?

Telegramma su Microsoft + Yahoo!

Se ne parla ovunque. Mi limito ad un breve commento.

L’accoppiata Microsoft-Yahoo guardando i numeri è sicuramente un forte antagonista per la leadership di Google; lo è un po’ meno nelle idee. Perché Microsoft non ha mai dimostrato di credere tanto quanto gli altri Big nel Web 2.0 e nel processo innovativo che sta attraversando il Web in generale, mentre Yahoo! è sì più attiva, ma sembra procedere con idee molto confuse. C’è bisogno di una svolta nell’approccio. Le economie di scopo da sole non bastano.

Avere le idee chiare in questo momento è un fattore critico. Perché la lotta nel medio-lungo non si giocherà tanto sui servizi già attivi, ma su quelli ancora da sviluppare: terza generazione dei motori di ricerca e social graph.

Nokia acquista Trolltech

Beh, questa è clamorosa. La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno ed apre nuove prospettive nel futuro dei cellulari/internet-tablet Nokia (in contrasto con Android di Google) e del mondo Open Source, KDE in primis. La stessa Trolltech in passato si era cimentata nello sviluppo hardware e software di cellulari con il progetto Greenphone poi abbandonato. L’operazione andrà in porto per 16 corone norvegesi ad azione in cash, equivalenti a 153.7 mln di dollari. Avevo sempre pensato a Google come possibile acquirente della società norvegese, e invece… guarda un po’ che ti combinano i finlandesi. ;)

P.S. La lettera alla comunità Open Source dimostra anche un certo tatto da parte del colosso europeo.

La vita è un videogioco

Ora in politica stiamo attraversando la fase “Capture the flag“.

Capture the flag al telefono.

Capture the flag al Senato.

Capture the flag tra i candidati.

Capture the flag tra gli elettori.

E sapete qual è la cosa peggiore? Anche nella first life esistono le cheats!

Chiedeva David nel film WarGames:

David: È un gioco… oppure è reale?
Joshua: Che differenza fa?

David: Is it a game… or is it real?
Joshua: What’s the difference?

Un po’ di sana concorrenza per Seesmic

Finalmente un po’ di concorrenza per Seesmic. Sinceramente stavo cominciando a trovare pesante tutta la serie di notizie “spray” che girano da tempo attorno al progetto di Loic Le Meur. Non si pensi che non apprezzo l’idea, tutt’altro. Al massimo trovo noioso guardare una videobloggata di un signor sconosciuto. E’ l’eccessivo hype che ha monopolizzato il fronte del video blogging che non trovo corretto. Facile parlare quando dalla tua hai due pezzi grossi come Scoble e Arrington (che è anche finanziatore del progetto; qui in Italia parleremmo di conflitto di interessi), che da soli sono in grado di indirizzare le masse. E tutti gli altri? Le altre piattaforme con caratteristiche simili non le prova/cita nessuno? Nessuno fa notare che tra Seesmic e YouTube la differenza è talmente labile che la si può spazzare via nel giro di qualche giorno?

L’ultimo arrivato per questo genere di servizi è Magnify e bisogna almeno riconoscere che su TechCrunch ne hanno dato notizia. Ecco un buon esempio di utilizzo. Ora si spera che anche altri siano della partita e che le opinioni tornino ad essere più equilibrate.

Risorse correlate: Hictu, l’Italia e il Web 2.0

Cosa mi metto oggi? (Politica)

Dipende da cosa voglio comunicare.

Ok ok, Prodi non è una persona particolarmente fotogenica.

Però alla sua età fare jogging tre volte alla settimana è cosa da pochi e la scelta della felpa per quella specifica intervista mi piace.

Sarkozy in Ray-Ban e t-shirt del NYPD

Un piccolo passo per una persona qualunque, un passo da gigante per un francese.

Altre risorse: articolo su Prodi dell’IHT, In France, le jogging is a right-wing activity.

W Freccero! - L’Auditel ed il provincialismo

Eh, non ci sono più i palinsesti di una volta. Le trasmissioni saltano, i serial di qualità vengono sostituiti senza preavviso da film alla trecentesima replica, le produzioni nostrane ristagnano nei soliti argomenti, ed un professionista serio ed esperto come Carlo Freccero viene “relegato” alla posizione di presidente di Rai Sat (l’ho scoperto ora) quando invece dovrebbe essere alla direzione di una delle tre reti generaliste della Rai.

Avete assistito alla scenetta “Gente di Mare vs Dr House” a conclusione del TG1 di ieri sera? Non vi siete fatti due risate? Gente di Mare, da molti conosciuto anche come JAG di Mare, mercoledì sera nei periodi di sovrapposizione ha battuto il serial americano in onda su Canale5 per 5.164.000 telespettatori contro 5.012.000. Qualcuno è pronto a giurare che ci fosse anche un gol fantasma.

Le reti bisticciano e giocano a specchio riflesso per stabilire chi ha vinto e in quale fascia oraria:

- Ho vinto in valori assoluti nel prime time.
- Sì, ma io ho vinto in sovrapposizione.
- Sì, ma il mio pubblico è quello più appetibile per i pubblicitari.
- Etc.

Nel frattempo sta crescendo una generazione di giovani che se ne frega o quasi della televisione. Ed altre si stanno abituando allo stesso destino.

Altro giro, altra corsa. Qualche giorno fa al TG1 è stato ospite il regista americano Francis Ford Coppola. La domanda conclusiva dell’intervista è stata a dir poco imbarazzante (per noi italiani, si capisce). Attilio Romita ha chiesto a Coppola, che è anche un appassionato ed esperto di vini, se il vino che produce in California è buono come quello italiano.

Ma che razza di domanda è? Ancora con questo provincialismo? Basta, non se ne può più. Forse Attilio Romita non sa che in California, nella Napa Valley, si produce un vino che è tra i migliori al mondo, per alcuni il migliore. E se non lo sa, perché non si è informato? Chi ha scritto quella domanda? Era preparata? Lo stesso Coppola ha provveduto ad informare il presentatore con una risposta secca e decisa, facendo notare che in molte parti del mondo si produce dell’ottimo vino e che (messaggio sottinteso) il vino italiano è solo uno dei tanti.

Ma è così difficile costruire un’intervista seria, senza riferimento alle prelibatezze italiche e a quanto siamo bravi nel fare questo e quello? Possibile che si debba scendere sempre a paragoni? Ci libereremo mai da questo senso di inferiorità e dal volerci rapportare continuamente agli altri (in special modo ai nostri cugini francesi)?

Letture interessanti: Francis Ford Coppola - Vino, cibo, film.
Altre risorse: i dati Auditel di mercoledì 31 ottobre 2007.

Le primarie su Twitter

L’articolo di ieri sull’ottimo giornale gratuito “il Bologna” del gruppo E Polis. Primarie a misura di Web? Io aggiungerei “timidamente”. Niente a che vedere insomma con le primarie americane e di altri paesi.

P.S. ma voi lo sapevate che il Water e La Rosy si erano twitterizzati? :?

A grandi passi verso Google 2.0

La prima reazione (ironia della sorte, registrata su Twitter) è stata: WOW. Appena rientrato, nel tardo pomeriggio, sono rimasto “di sasso” alla notizia di Google su Jaiku. Perché? C’era da aspettarselo, no?

Perché non Twitter? E’ vero, Twitter al momento è il leader ed ha in portafoglio una base utenti enorme (da leggere come: esternalità di rete che Jaiku e Pownce se le sognano). Però il servizio è molto semplice (pro o contro?) e fin troppo instabile. La corazzata Google+Jaiku sta per arrivare. Twitter, volente o nolente, è sul mercato. Deve andare sul mercato. Chi lo comprerà? Yahoo?

Certo è che, da fan di Google, al solo pensiero di Google + Jaiku + Orkut 2.0* + Google 3D mi viene un certo prurito alle mani.

E che ne dite di GPhone + Jaiku?

Molte delle operazioni compiute da Google negli ultimi tempi hanno a che fare col mondo mobile, e la notizia del cellulare prodotto in collaborazione con HTC non sembra più un rumor da quattro soldi, ma una verità appurata. Chi vivrà, vedrà.

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Altri post collegati al tema:

* cioè questo fantomatico nuovo servizio che verrà svelato il 5 novembre.

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