Note dal Viaggio a Hong Kong #2: la metropolitana e lo shopping

Da appassionato di metropolitane e servizi pubblici la prima cosa che ho apprezzato è stata l’organizzazione e l’economicità del sistema di trasporto pubblico di Hong Kong: metropolitana, autobus, minibus, tram, battelli, Peak tram, etc.

L’MTR (la metropolitana) è efficiente e di una pulizia estrema. Tutto è lindo e lucido, non c’è nulla per terra perché nessuno butta nulla per terra. I convogli passano ogni 2/3 minuti e le linee di scambio per altre destinazioni sono poste una di fronte all’altra, in modo tale che, se si deve scendere per prendere la coincidenza, basta camminare 20 metri e prendere il convoglio che ferma di fronte. Il pericolo di cadere o di essere spinti sui binari è scongiurato dalle porte trasparenti a scorrimento che si sviluppano sull’intera lunghezza del binario e che si aprono in linea ed in contemporanea a quelle del convoglio.

Riguardo alla pulizia, la prima foto allegata parla da sola. Direste che si tratta di una scala mobile dove transitano decine di migliaia di persone al giorno?

Si accede al servizio con il biglietto o con la Octopus Card, una carta ricaricabile che va sfiorata in ingresso e in uscita sui sensori posti ai cancelli. Con questa è possibile pagare su qualunque mezzo pubblico di trasporto ed è possibile perfino effettuare degli acquisti presso i negozi ed i distributori predisposti con la lettura a sfioramento della carta. Inutile dire che pagare con la Octopus è decisamente più comodo e veloce che pagare con la carta di credito.

L’abilità nel commercio tipicamente cinese non poteva che tradursi in un’opportunità in più per creare degli spazi commerciali complementari al servizio di trasporto pubblico. Le stazioni ed i sottopassaggi della metropolitana sono a tutti gli effetti dei centri commerciali, con negozi, piccoli supermercati, bar, distributori automatici e una marea di ATM/sportelli per il prelievo o il deposito di contanti.

Molto spesso i sottopassaggi e le stazioni della metropolitana si sviluppano letteralmente all’interno dei centri commerciali, al piano seminterrato della classica mall da 14 piani di negozi e ristoranti. Questo vuol dire che per prendere la metropolitana si passa per i corridoi del centro commerciale. C’è di più: a volte si passa dentro il negozio! Per fare un esempio, è come dire che per arrivare al binario della metropolitana devi passare dentro ad un H&M. Geniale, se vivi in un paese di persone irreprensibili come HK.

Sì insomma, un altro mondo, tanto nella pulizia quanto nel rispetto dei luoghi e dei servizi pubblici.

Risorse correlate: Note dal Viaggio a Hong Kong #1

Tre servizi che il prossimo iPhone dovrebbe avere per stimolare il mercato

Parola d’ordine: “a sfioramento”. Nonostante queste 3 idee siano in giro da anni, nessuna azienda sembra realmente impegnata ad adottarle su larga scala prima degli altri. Di conseguenza, visto che stiamo perdendo tempo, spero che ancora una volta sia Apple a stimolare il mercato.

1) Pagamenti a sfioramento: avvicini l’iPhone ad una macchinetta per le bibite, per i biglietti della metropolitana, per il parcheggio, per ogni sorta di micropagamento, e in automatico ti scala il credito. Come Mastercard PayPass, meglio di Mastercard PayPass.

2) Scambio biglietti da visita digitali: avvicini due iPhone, lanci l’applicazione, si avvia in automatico il bluetooth e parte lo scambio delle informazioni: dati personali, immagini, book progetti, listino prezzi, etc. Come Bump, meglio di Bump.

3) Lettura QR tag (o qualcosa di meglio): avvicini l’iPhone ad una locandina e la lettura del tag ti rimanda alle informazioni ad esso connesse.

Voi direte: ok perfetto, così oltre ad avere a che fare con Apple come distributore di musica, film e quant’altro, ce la ritroveremo anche come intermediario per i pagamenti. Effettivamente la cosa è inquietante. L’ideale sarebbe arrivare ad un accordo tra grandi aziende per la creazione di uno standard comune non legato ad un singolo attore.

Il problema però è che nessuno accenna a compiere questo passo. Sono tutti lì che pensano a come rendere il prossimo modello di cellulare uguale al precedente, ma più bello (per i fashion addict) o più potente (per chi ancora pensa che avere il processore più performante, retaggio dell’era Pentium, sia la cosa più importante). Le idee buone sono ancora tutte ferme a livello di prototipo.

Guerre intestine e progetti innovativi mai decollati di Microsoft

Sull’IHT di oggi c’è un editoriale di Dick Brass, vicepresidente di Microsoft dal 1997 al 2004, nel quale si parla di Microsoft come di un gigante non più in grado di tracciare il futuro degli utenti, la cui ricchezza continua ad essere legata a due progetti maturi come Windows e Office.

But the much more important question is why Microsoft, America’s most famous and prosperous technology company, no longer brings us the future, whether it’s tablet computers like the iPad, e-books like Amazon’s Kindle, smartphones like the BlackBerry and iPhone, search engines like Google, digital music systems like iPod and iTunes or popular Web services like Facebook and Twitter.

Tra le cause cita la mancanza di un vero approccio all’innovazione, specialmente quella visionaria, ed il verificarsi di guerre intestine tra chi credeva fortemente in un progetto e chi invece non lo riteneva vincente e ne ostacolava la crescita. Poi aggiunge:

Not everything that has gone wrong at Microsoft is due to internecine warfare. Part of the problem is a historic preference to develop (highly profitable) software without undertaking (highly risky) hardware.

Tutto ciò mi ha fatto tornare indietro al Progetto Origami (a.k.a. UMPC), uno dei tanti prodotti interessanti mai decollati. Chi ricorda ancora il video di presentazione?

Ricordo di averlo guardato numerose volte il giorno della sua pubblicazione, proprio perché ero affascinato dall’idea di sfruttare un prodotto del genere. A distanza di qualche anno, degli UMPC non c’è praticamente più traccia.