Archivia per Febbraio 2009

Ken all’anagrafe non fa Shiro di cognome

E adesso chi glielo dice che Ken non fa Shiro di cognome? Si chiama Kenshirō, per gli amici (e per chi vuole morire entro 10 secondi) Ken¹. Io al 90% degli utenti Facebook proibirei di creare gruppi per manifesta insipienza dei temi che trattano.

Mi sento molto “Jeff ‘Uomo dei fumetti’ Albertson“. -.-

In allegato una discussione tra luminari di qualche anno fa su un newsgroup:

Tizio: “Più che altro si chiama kenshiro…è il nome… non si chiama ken di nome e shiro di cognome…maledetto ignorante”

Caio: “Ah, quindi in comune non fa la fila come signor Sciro? E questo mi deve fare pensare che non esista neanche un sig. Delle Nuvole…”

Sempronio: “AHH siii? e allora di Mila e Shiro cosa mi dici?? SHIRO ERA IL COGNOME!!”

Mevio: “Maledetto cafone vai al porto a scaricare i container.”

Filano: “ContainerS, visto che sono più di uno…”

Calpurnio: “Container visto che siamo in italia”

Viandante: “Infatti è normale sentire la gente dire: a pranzo ho mangiato due sandiwchs, poi sono andato a comprare due tastiere e due mouses…”


¹ No, a differenza di Ken, Al Bano = Albano. -.-;

Il nuovo sito della Rai e i canali in streaming (da registrare con VLC)

La Rai ha radicalmente rinnovato il sito web e tutti i servizi complementari (es. Rai.tv). Mi piace la nuova homepage, moderna e facile da usare, piuttosto simile al sito della BBC. Checché se ne dica in giro, la decisione di ricorrere a Microsoft Silverlight anziché Adobe Flash non la trovo sbagliata. Se è vero che la prima soluzione è tecnicamente superiore alla seconda, allora c’è poco di cui lamentarsi. Trattandosi di due tecnologie proprietarie, la maggior diffusione del plugin Flash non può costituire un “bonus” da solo sufficiente a far risultare vincente a prescindere la piattaforma Adobe sulle tecnologie concorrenti, ed è giusto condurre delle valutazioni di tipo tecnico e commerciale sulle alternative disponibili sul mercato. Cosa che presumo abbia fatto anche la Rai. Solo lo streaming dei video è in Silverlight, mentre i componenti grafici della homepage si appoggiano a Flash, e agli utenti Linux il servizio Rai.tv suggerisce correttamente il link per installare Moonlight.

C’è da dire che l’impegno della Rai nel fornire servizi come i canali in streaming, l’archivio delle trasmissioni, Rai Notizie, i canali Junior, RaiSport Più e tutto il resto è encomiabile. Non so a voi, ma a me tutte queste attenzioni da parte di una società pubblica italiana nello sviluppare il proprio sito web stupiscono non poco.

Anche per chi desidera godere delle dirette in streaming dal player multimediale prediletto non mancano le possibilità.

  1. Rai Uno: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=983
  2. Rai Due: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=984
  3. Rai Tre: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=986

Il che vuol dire che per registrarle col miglior player multimediale esistente, VLC (che è open source), basta andare su Media > Converti/Salva, selezionare Rete, inserire l’indirizzo, cliccare su Converti/Salva, e nella schermata successiva indicare che tipo di file video si vuole ottenere (esempio selezionando Ogg/Theora dal menu a tendina) e in quale cartella.

Facebook Pages, le aziende lo ignorano e fanno male

Nonostante la strabiliante crescita di Facebook e l’affermazione del servizio come mezzo di comunicazione di massa di nuova generazione [Cos’è Facebook oggi: comunicazione e social graph], l’utilizzo di tale strumento per la comunicazione tra le organizzazioni e gli utenti/clienti è ancora al minimo del suo potenziale.

Poche sono le organizzazioni (società, enti non profit, gruppi musicali, etc.) che sfruttano Facebook Pages e gli Updates per mandare messaggi ai fan (coloro che volontariamente dichiarano di essere interessati ad un determinato brand/prodotto/servizio/argomento e che per questo si iscrivono alla pagina di riferimento accettando di ricevere comunicazioni da parte del gestore).

Io ad esempio sono iscritto a 12 pagine, tra cui la pagina dei fan di Terry Gilliam, di Clint Eastwood e dei Monty Python. Gli unici update però mi arrivano dai The Ting Tings, da Top Gear e di tanto in tanto da Wired. Poca roba.

Il gruppo musicale inglese indie The Ting Tings sfrutta intelligentemente l’opportunità per comunicare ai fan le date dei concerti, le apparizioni in tv ed eventuali iniziative. Lo stesso hanno fatto i Kaiser Chiefs al momento dell’uscita del nuovo album (poi però non si sono più fatti vivi).

Insomma, lo strumento è ampiamente sottoutilizzato perché, tra la comunicazione push ed il word-of-mouth (generato dagli utenti e autogenerato da news feed), Facebook offre un canale di comunicazione diretto con clienti e possibili clienti dal potenziale estremamente elevato. In più c’è troppa confusione tra pagine ufficiali e non ufficiali: non è mai abbastanza chiaro chi sia l’effettivo responsabile della pagina alla quale ci si iscrive, se l’organizzazione o un tizio che abita in una roulotte a forma di salsiccia argentata nel deserto del Nevada.


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Weblog di Lorenzo Artifex Cx,
tech geek blogger disperso nel Maranhão.

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