Archivia per Settembre 2008

Discorsi sopra la prima Beta di Tito Livio

Tizio GC: Il mio motore di Javascript è più veloce.

Caio AS: Naaa, il mio è più veloce.

Sempronio FF: Ok, ma il mio che sta per arrivare è ancora più veloce. Se gentilmente poteste aspettare…

Calpurnio O: Anche quello che abbiamo attualmente in beta noi è più veloce.

Tizio, Caio e Sempronio: Stai zitto Calpurnio! Ci servi vivo, ma non per questo dovremmo trattenerci dalla voglia di darti una cofana di legnate.

Capitan Futuro: Io ho un dispositivo sulla cintura che permette di teletrasportarmi.

Capitan Harlock: See vabbé, io rutto verso l’infinito, no voglio dire, faccio rotta verso l’infinito.

Mazinga: Io ho la mente di Tetsuya, ma GIURO che tutto il resto lo faccio da me!

Inutile star lì a pistolare su tabelline e cifre, si suppone che i progetti in via di sviluppo servano proprio a migliorare le condizioni precedenti. -.-’

Tanto chi ti controlla?

How To: Cheat at Wii Fit.

[via Wired]

Il Web col telefonino intorno

A parte il peso, a parte le dimensioni, a parte il design, a parte il fatto che non gira video, a parte la barra superiore in stile GNOME che annoia (quella che già ho basta ed avanza), a parte l’assenza del jack audio, a parte Pac-Man, sono molto interessato al Googlefonino. Non ho fretta, quindi nel frattempo mi guardo attorno con circospezione (cit.) e resto in attesa di slumarlo con un design meno stitico (facciamo così?).

P.S. Ancora in tempo per contrastare l’autoproclamata piattaforma di riferimento iPhone/iPod Touch, l’unica fino ad oggi in grado di convogliare comodamente i servizi Web nel palmo di una mano.

P.P.S. Già, sono curioso di vedere quale peso e considerazione Android conquisterà tra le società di servizi Web e in che misura queste si impegneranno nello sviluppo di applicazioni ufficiali come già accade per il Melafonino.

Tutti insieme appassionatamente (sotto sotto, anche Linux) nei nuovi spot Microsoft “I’m a PC”

Messo da parte Seinfeld con i suoi 10 milioni di dollari di cachet ed una serie di spot aventi come target di riferimento lo 0,1% della popolazione (gli strizzacervelli), la Microsoft corregge la rotta e lancia la nuova campagna pubblicitaria “I’m a PC“. Ottima mossa IMHO, giocata tutta su aspetti concreti (reali) e pratici in contrapposizione al narcisismo della serie “Get a Mac“. Poca retorica, a parte qualche battuta alla Oliver Stone che si poteva evitare, e due o tre comparsate illustri (su tutte quella del geniale Pharrell Williams). Pochi anche i riferimenti a Windows, e credo proprio che la scelta di lasciare la porta aperta a punti di vista alternativi (Linux) sia voluta.

Appunto. Non posso fare a meno di notare come questa pubblicità ricordi molto da vicino quell’idea che si era fatta strada tra gli utenti Linux, nata dall’iniziativa di alcuni personaggi noti (italiani e non), di voler respingere il concetto di computer che la Apple ha creato per i suoi clienti, parafrasando il payoff degli spot Get a Mac e sottolineando con orgoglio le differenze.

Altri video: Spot 2, Spot 3.

Facebook Photos vs Resto del Mondo

Impressionante la crescita di Facebook Photos (dati comScore).

By adding new ways to discover public photos, Picasa is taking on Flickr, Photobucket, and Facebook Photos in a more direct way. Globally, Picasa passed Photobucket in July with 48 million visitors compared to Photobucket’s 43 million, according to comScore. It still trails Facebook Photos (97 million unique visitors) and Flickr (63 million). In the U.S., it is much further behind, with only 8.3 million monthly visitors, compared to 18.3 million for Flickr, 23.5 million for Photobucket, and 25.4 million fopr Facebook Photos.

Google’s Picasa Moves Onto Flickr’s Turf: Adds Ways To Explore Interesting Public Photos

Anche i giornalisti usano Google

E’ buffo, leggi gli articoli di un quotidiano come il Corriere della Sera per mantenerti aggiornato e saperne un po’ di più sull’argomento, e finisce che ti ritrovi col Corriere che ti spiega il tutto con parole tue.

Un saluto al giornalista che passando di qui ha pensato bene di prendere in prestito qualche riga dal mio articolo su Facebook [Uno sguardo alle novità in arrivo su Facebook] per fare il suo [Facebook cambia, gli utenti protestano]. Poco gentile da parte sua non dirmi nulla e non dire nulla, ma a onor del vero, dopo la segnalazione, sono stati veloci e molto cortesi nel porvi rimedio.

Mi viene da ripensare a Business Week, che tempo fa chiese esplicitamente ai lettori del sito di smetterla di linkare gli articoli. Per essere una media company altamente focalizzata sul business dei nuovi servizi Web tutto ciò è quantomeno anacronistico. Al di là del fatto che dal punto di vista del marketing e della comunicazione questa non è una volpata. Chiusa la parentesi del flusso di coscienza.

La fine di un’era: Dell cestina il Just-in-time

Morte di un business model.

Dal Wall Street Journal:

Dell Inc. is trying to sell its computer factories around the world, a move to sharply overhaul a production model that was long a hallmark of the PC giant’s strategy but is no longer competitive.

(…)

The plan is the latest sign of changes in the global PC business, and the increasing pressure on Dell to improve its profitability. The Round Rock, Texas, company last week reported disappointing quarterly profit that helped send shares down more than 18%, and has been trying to reduce expenses since early last year. Dell, which led the industry in lean manufacturing approaches and build-to-order PC manufacturing, now finds itself lagging rivals in wringing the most savings by outsourcing operations to production partners.

E in un istante, molti testi universitari di economia diventeranno obsoleti.

-
P.S. C’è anche chi lo aveva previsto.

Il notebook fuori dalle scatole

Il box distribuzione ai punti vendita Wal-Mart; a destra la confezione per i clienti

Brillante scelta di HP, il classico uovo di Colombo. Eliminare il voluminoso/inutile packaging in cartone e vendere il notebook confezionandolo direttamente nella borsa da spalla (recycled material messenger bag) adeguatamente protetta.

Il volume della confezione cala drasticamente e la logistica si alleggerisce del 65% (in combinazione con altre migliorie). Si elimina un fattore causa di sprechi e complicazioni che non crea valore per il cliente e lo si sostituisce con una confezione polivalente che riduce gli ingombri, migliora l’esperienza d’acquisto (la rende più raffinata e “stilosa”), crea valore aggiunto per il cliente, e magari porta con sé un vantaggio in termini di premium price (tradotto: non è detto che il risparmio si trasmetta al cliente finale). Sicuramente in fase di programmazione e budgeting avranno fatto bene i loro conti.

[via Gizmodo]


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Weblog di Lorenzo Artifex Cx,
trasvolatore del Web disperso nel Maranhão.

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