Archivia per Luglio 2008

ZunePhone in arrivo? Non con quel nome

Si torna a parlare (ancora?) di Zune e c’è chi avanza l’ipotesi di uno ZunePhone. Non credo che alla Microsoft abbiano intenzione di tirarsi dietro un marchio che è sinonimo di fiasco, che alla voce “asset intangibili” neanche appare e che, sotto sotto, porta pure sfiga (chi in passato ha provato a caricare l’intera discografia di Marco Masini nel dispositivo giura di aver assistito per un istante a fenomeni paranormali di natura non ben definita; dicono anche che c’era un monolito nero e un drappello di puffi che cantava tutto attorno: “Puffiamo noi laggiù, i funghi buffi assai, puffarli tu potrai, vicino al fiume blu. Lalallallalalà lalallallalalà lalallallalalà lalallallalalà”).

Però l’idea dell’xPhone non è male. Il mercato dei lettori Mp3 oramai avrà raggiunto la sua maturità, gli iPod non sono neanche più cool. iPhone è cool, e saranno cool quei prodotti tecnologici che sapranno fornire una gestione appagante delle proprie attività sul Web. Dite quello che volete, ma come testa di ponte per il web iPhone non ha rivali. Se non lo si contrasta in tempi brevi, l’affermazione della piattaforma iPhone come standard di riferimento per l’ecosistema terminale mobile<=>{Web} sarà effettiva, e non autoproclamata come è al momento.

Io farei così: prenderei il Sidekick [Microsoft compra il produttore del Sidekick], lo renderei un po’ più gradevole ed elegante, ne farei almeno un paio di varianti con caratteristiche necessariamente diverse (consumer e enterprise, si presta perfettamente ad ogni interpretazione) e comincerei a lavorare sulla UI (che attualmente poggia su Windows CE) e soprattutto sulla creazione di una piattaforma aperta (open source è chiedere troppo? allora facciamo API pubbliche e strumenti di sviluppo gratuiti), con una spiccata propensione al Web ed un cordone ombelicale diretto su Xbox Live e la galassia Live.

E Zune? Al massimo lo usi come marchio per il servizio di download musicale, che è un po’ la stessa fine che Nokia ha fatto fare al suo N-Gage. Dico “al massimo”, ad essere buoni.

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P.S. Cavolo però, non si può arrivare per secondi su tutto. -_-’

Cos’è Facebook oggi: comunicazione e social graph

A questo indirizzo gentilmente offerto dalla copia cache di Google è possibile rivedere il video del keynote di Mark Zuckerberg all’F8 del 23 luglio. Rispetto all’edizione precedente l’ars dicendi non è migliorata (apertura e chiusura del keynote sono imbarazzanti), ma non è questo ciò che conta. Ciò che importa è il contenuto: l’evoluzione di Facebook da semplice social network a mezzo di comunicazione&collegamento totale.

Qualche anno fa abbiamo sentito nominare per la prima volta il termine social network applicato al Web e da allora abbiamo imparato ad utilizzarlo indistintamente in qualunque occasione: Flickr è un social network, MySpace è un social network, aNobii è un social network, Pinco Pallino è un social network (lo sarà a breve, sono già pronti i capitali e il nome, PincoPallinr). Per una strana proprietà transitiva che si presume possa funzionare a prescindere, anche Facebook viene etichettato sbrigativamente come social network, sbattuto nel minestrone e trattato alla stregua degli altri, con il seguente risultato: appiattimento dell’esperienza di utilizzo, raffica di richieste da parte di contatti semisconosciuti e sindrome del guerriero di Hokuto: hai 10 secondi per dimostrarmi di cosa sei capace, dopodiché sarai morto. La breve storia d’amore si conclude con la frase emblematica: “Non ho ancora capito a cosa serve”.

Non si può capire Facebook se non sono chiari due punti fondamentali.

Il primo: Facebook è comunicazione, la declinazione di ciò che in partenza era un social network in un mezzo di comunicazione totale. Non si tratta di uploadare una foto, commentare un libro o ascoltare una canzone: si tratta di comunicare. Sul cammino che ha portato alla nascita della mail, della chat, del forum, Facebook propone la sua idea di evoluzione. Non è detto che il business model ideato da Zuckerberg sia quello vincente, per quanto ne so potrebbe fallire con la stessa rapidità con la quale si è affermato (e non sarebbe il primo). Dobbiamo però renderci conto che l’idea alla base di Facebook sta creando il solco nel quale l’evoluzione della comunicazione si sta incanalando. Caricare una foto e taggarla non vuol dire fare concorrenza a Flickr, vuol dire comunicare agli amici e agli amici degli amici chi era con noi il giorno X alla cena Y nel ristorante Z. Qui sta la forza della comunicazione: attraverso News Feed la notizia si propaga fino a raggiungere utenti a noi sconosciuti connessi alle persone taggate nella foto.

Social Graph: real people with real connections spreading informations through a massive network (massive distribution).

L’altro fattore importante è a chi si trasmette questo contenuto, il destinatario di quella manciata di bit di informazioni. Come ho già detto in passato, lo scopo di Facebook è gestire il social graph, la rete di conoscenze della vita reale: amici, colleghi, parenti. Questo passaggio a molti sfugge: Facebook non è nato a fini di scoperta e di certo non è nato per fare amicizia con nuove persone. L’obiettivo è mantenere e gestire il collegamento con chi già conosciamo e sentiamo spesso via telefono/cellulare/mail/skype, offrendo un’opportunità in più di contatto. L’utilità di Facebook dunque è direttamente proporzionale al numero di soggetti facenti parte del nostro social graph connessi a noi tramite il servizio.

Share and spread information exponentially through the social graph.

A chi mi chiede di Facebook manifestando dubbi nell’utilizzo rispondo sempre con una domanda: “Di tutti i contatti che hai accettato su Facebook, quanti fanno parte del tuo social graph? Di che percentuale sul totale, ad esempio dei contatti memorizzati nella rubrica del tuo cellulare, stiamo parlando? E di questi, quanti sono gli utenti attivi che accedono al profilo almeno una volta al giorno?”. Solitamente le proporzioni sono molto basse. Se l’esternalità di rete personale è debole, non c’è vantaggio nell’utilizzare il servizio.

Paradossalmente, coloro che cadono al di fuori della categoria degli early adopter e che ignorano il significato della parola Web 2.0 sono gli stessi che comprendono Facebook più velocemente e ne fanno un uso corretto. Molti degli amici e dei conoscenti con i quali ho avuto a che fare negli ultimi anni di università fanno ampio uso di Facebook. Al contempo, ignorano l’esistenza dei vari TwitterJaikuPlurkFriendFeedDopplr&Co. Magari ne hanno sentito parlare, ma se ne fregano serenamente. Forse è proprio questa visione semplificata e non atomizzata tra decine di servizi che permette loro di focalizzarsi concretamente su Facebook e di sfruttarlo con efficacia.

Risorse esterne correlate:
Facebook, consigli per l’uso (produttivo)
Facebook /3, Doomed
Facebook si ripensa

The Dark Knight svernicia Il Padrino

No dai, non ci posso credere. Oltre al fatto che “Il Cavaliere Oscuro” sta polverizzando ogni record d’incasso ora me lo ritrovo pure al primo posto della IMBD Top 250. Il miglior film di tutti i tempi? Più del Padrino? Più del Buono/Brutto/Cattivo? Eccheccos’è?!

Va beh, sull’onda dell’entusiasmo e della ridotta base votanti, il risultato ci può stare. Certo però che si è creato un hype attorno a questo film che fa impressione. Sarà per la morte di Heath Ledger o per il fatto che tutti vogliono vedere questo nuovo Joker, chissà.

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P.S. che caZpita ci fa “Le ali della libertà” (The Shawshank Redemption) in cima alla classifica? Voglio dire, ok bello, bellissimo, ma addirittura terzo?

L’E3 2008 secondo Penny Arcade

Non sono un grande fan delle strisce umoristiche Penny Arcade (in America ne vanno matti), ma riconosco che a volte sono piuttosto acute e graffianti. La striscia di commento all’E3 2008 non è da meno.

Disclaimer: PA è per geek incalliti, quindi un minimo di spiegazione ci vuole.

L’E3 (Electronic Entertainment Expo) è tra i più importanti trade show per l’industria dei videogiochi.

Il primo tizio in figura rappresenta la Microsoft, che negli ultimi anni ha dimostrato di aver applicato una strategia di indebolimento della Sony pressoché perfetta. Avete presente la tattica della terra bruciata tanto cara all’esercito russo? Qualcosa del genere: la Microsoft ha messo in secondo piano la battaglia per la supremazia tecnologica pura ed ha attaccato la Sony sul piano dei “viveri”, annullando gradualmente tutte le esclusive sui titoli che componevano il vero vantaggio competitivo della PlayStation (l’ultima a cadere è stata quella di Final Fantasy XIII, titolo annunciato su piattaforma Xbox 360 proprio durante l’E3 2008).

Il personaggio al centro dovrebbe essere Reggie Fils-Aime, responsabile marketing e vendite di Nintendo America.

La terza persona rappresentata è un dirigente Sony. L’immagine va interpretata oltre l’evidente depressione galoppante: l’ironia sta nel fatto che gli autori di Penny Arcade vedono la PlayStation 3 come la continua promessa di chi chiede un’altra chance (e un’altra ancora, e ancora una) per farcela e dimostrare quello che realmente vale la console.

[Penny Arcade! - It's Just Like Being There]

Social Networking Wars

[via Current]

Le mappe concettuali: consigli e qualche dritta sul software

Tanto per cominciare occorre fare la distinzione tra Mappe Mentali (Mind map) e Mappe Concettuali (Concept map). Entrambe partono dallo stesso obiettivo: creare una gerarchia dei concetti (di un singolo capitolo, di più capitoli, di un intero libro, dipende). Con le prime tuttavia si suole fare riferimento ad una mappa a raggiera disegnata a mano, con rami colorati in base alle affinità dei temi e con disegni fantasiosi accanto alle parole chiave per facilitare la memorizzazione, molto in voga negli Stati Uniti (Lifehacker). Col termine Mappa Concettuale invece si fa riferimento a qualcosa di più schematico e veloce (perfetto per il computer): un grafico anche questo ad albero o raggiera, ma senza la parte “creativa”, nato cioè per riorganizzare gli argomenti in base a categorie, sottocategorie, parole chiave e link.

Quali sono i vantaggi?

Dalla pagina della missione Aquarius della NASA:

In the teaching and learning of any science subject, concepts do not exist in isolation. Each concept depends on its relationships to others for meaning. A concept map provides clarity of meaning and integration of critical details. The construction of a concept map requires thinking in multiple directions and at varying levels of abstraction. In the process of identifying the key and associated concepts of a particular topic or sub-topic, one acquires a deeper understanding and clarification of any prior preconceptions.

A differenza dei classici riassunti, che si sviluppano linearmente, non evidenziano graficamente (= istantaneamente) le connessioni tra argomenti appartenenti a paragrafi/capitoli diversi, e richiedono la scrittura di intere sentenze (con conseguente perdita di tempo), le mappe concettuali creano una struttura snella e dinamica dei concetti, dove le nozioni vengono organizzate con grande flessibilità e collegate tra loro direttamente (rami dell’albero) e indirettamente (frecce che attraversano l’albero). Con un grafico a raggiera è come avere la prospettiva dall’alto dell’intero argomento, della struttura dello stesso e dell’organizzazione dei concetti. E’ tutto lì, davanti ai tuoi occhi, in un’unica pagina. E soprattutto, non devi più scrivere intere proposizioni. Articoli, avverbi, locuzioni avverbiali, aggettivi, etc.,  sono tutti elementi superflui che non servono ai fini dell’apprendimento. Una volta letto un paragrafo, estrapolati i concetti chiave ed organizzati su una mappa concettuale, il nostro cervello ricorda ciò che era scritto sul libro ed è in grado di costruire proposizioni di senso compiuto partendo dalla sola lettura delle parole chiave. Che senso ha dunque scrivere per iscritto intere frasi?

Le uniche occasioni in cui ha effettivamente senso scrivere per esteso la definizione è quando ci si trova di fronte a concetti particolarmente complessi o che si tende a dimenticare con grande facilità: in quel caso può tornare utile scrivere un glossario delle definizioni dietro al foglio della mappa, magari collegando la voce alla mappa con i numeri, un po’ come accade per le note a piè di pagina.

Quali software utilizzare?

Per scrivere mappe concettuali al computer ho provato un po’ di tutto, pur rimanendo rigorosamente nel campo del software open source o freeware. Due programmi in particolare mi sento di consigliare per qualità e potenza. Sono stati sviluppati (e non sono gli unici) da un’università e da un consorzio universitario, il che la dice lunga su quanto sia elevata la soglia di attenzione verso la ricerca di una forma di insegnamento più efficiente e quanto sia effettivamente più valido lo strumento mappa concettuale rispetto ad un riassunto (studenti) o ad una serie di slide (professori).

Il primo si chiama CmapTools ed è stato sviluppato dall’Istituto di Ricerca IHMC delle Università della Florida (West Florida, Florida Atlantic, Central Florida, Florida Institute of Technology). Tra i due probabilmente è il più potente, ma anche il più complesso. O meglio, scrivere una mappa concettuale è facilissimo, la curva di apprendimento è decisamente agevole. Sono le opzioni aggiuntive che disorientano un po’. CMAP permette, in un paio di click, di condividere le mappe create con gli altri utenti, e questo fa si che la galleria online di mappe condivise possa già coprire centinaia di argomenti. Esiste perfino la possibilità di implementare un servizio lato server per la gestione collaborativa delle mappe concettuali in azienda. [video spiegazione]

L’altro software che mi sento di consigliare per le mappe concettuali è VUE. Sviluppato dalla Tufts University del Massachusetts, ha molti punti in comune con CmapTools. Pur essendo relativamente meno potente, la differenza principale sta nella vocazione alle presentazioni. Senza tanti giri di parole, può tranquillamente sostituire PowerPoint, e questo lo rende particolarmente adatto per gli insegnanti che non si accontentano di “leggere” la lezione con una noiosissima sequenza lineare di slide, ma che vogliono spiegare i concetti evidenziando i collegamenti. E’ anche dotato di strumenti avanzati per la semantica, ma non chiedetemi come si usano. [video spiegazione]

Entrambi i software sono gratuiti (VUE è open source: Mozilla Public License 1.1) e sono scritti in Java, quindi girano su qualunque sistema operativo. Il rovescio della medaglia è che sono relativamente pesanti. In ogni caso, ve li consiglio vivamente.

Chiudo il post citando un paio di software che posso suggerire a chi preferisce le mind map alle mappe concettuali (in verità, il consiglio principale è di scrivere le mappe mentali a mano): Cayra per gli utenti Windows (facile da usare e paragonabile per sofisticazione grafica alla scrittura a mano) e FreeMind per gli altri, senza tralasciare le alternative online che fanno della collaborazione il punto di forza: Mindomo, MindMeister e Bubbl.us.

Cosa porteresti con te su un’isola deserta?

Io porterei Clippy, l’assistente di Office. Cavolo, vuoi mettere quanto è di compagnia? La più grande invenzione dell’uomo dopo il “riso pronto in 10 minuti”, quello che c’è scritto dovrebbe cuocersi in 0,5L d’acqua ma che, se non c’è Paco Lanciano¹ lì con te mentre cucini, scoprirai troppo tardi che con quel mezzo litro d’acqua il risotto fa appena in tempo a diventare della stessa consistenza della pietra pomice. Invece lui, Clippy, sempre gentile, disponibile, educato, non si lamenta mai, e se non riesce ad aiutarti ti implora di riprovare. Sapesse pure cucinare il risotto sarebbe il massimo.

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¹ Effettivamente potevo citare il Professor Cannella al posto del buon Paco, ma un mito come l’esimio e speziatissimo professore di Scienza dell’Alimentazione non è che me lo gioco così come capita. Oh, Paco, senza offesa eh, sei sempre il mio mito n.2!

Uno sguardo alle novità in arrivo su Facebook

La nuova versione di Facebook è in cantiere da tempo e le novità previste sono molte, a partire dalla filosofia di base. Uno stop deciso all’approccio truzzorama psichedelico in stile MySpace ed un forte orientamento al lifestream. Molto FriendFeed, sufficientemente Twitter, abbastanza Seesmic. Evidentemente il buon Mark la pensa esattamente come me [la trilogia: Quello che c'è di buono in FriendFeed | FriendFeed? | Impressione]: il core business deve essere la gestione del river of news di attività e informazioni, interne e esterne. Basta con la proliferazione delle spam app, largo alla gestione delle attività dell’utente. Quest’ultimo torna al centro del servizio: il rapporto con i contatti è più stretto e interattivo, la gestione dei flussi di informazioni è stata potenziata, il servizio è nel complesso esageratamente più veloce e snello (pochi refresh, molto Ajax).

La home di Facebook Beta

Pulito e razionale. La home testimonia tutta l’attenzione che il team di sviluppo ha dedicato al flusso delle informazioni. E’ un po’ come se il caro vecchio News Feed avesse flirtato con FriendFeed e dalla relazione incestuosa fosse nata la nuova home. Ingrediente: 70% di FriendFeed.

Il team Facebook produce praticamente ogni giorno piccole modifiche alla beta attualmente in sviluppo, e quindi è possibile che il servizio possa subire ulteriori ritocchi. Il componente che in questi giorni sta ricevendo il maggior numero di attenzioni è il cruscotto. Questo ora include la gestione di Status, Note, Foto, Video e Link. Scendiamo nel dettaglio dei singoli elementi.

Lo status guadagna visibilità, ma resta sostanzialmente quello che è: qualcosa di paragonabile a Twitter, senza lo stesso carisma. Niente di trascendentale, ma utile. Ingrediente: 50% di Twitter.

Le note per il momento ricoprono la stessa funzione di prima. Questo credo sia uno degli aspetti che meno mi convincono e resto dell’opinione che la funzione vada rivista. O magari fusa con Link per creare qualcosa di paragonabile allo Share Something di FriendFeed. Ingrediente: 30% di FriendFeed.

Photo introduce la possibilità di creare al volo un set di fotografie e di riempirlo. Il tab Photos immediatamente sopra al cruscotto permette invece di caricare dinamicamente la sezione degli album personali. Ingrediente: 5% di Flickr.

Video è la novità più succulenta. L’idea di dialogare con i contatti attraverso i video non è niente male, se è questo che intendono. Anzi, direi proprio che è una figata! Già mi immagino le scenette che potrebbero crearsi. E se in futuro fosse possibile registrare e caricare immediatamente i video sul proprio account YouTube? Aria di microvideoblogging? Ingrediente: 20% di Seesmic.

Link come dicevo è lo Share Something dei poveri. Inserisci il collegamento e una miniatura della pagina  viene caricata dinamicamente. Poca cosa per il momento. Ingrediente: aromi.

Mi fermo qui con l’analisi delle novità. Le altre sono presenti da tempo e sono già state trattate su diversi siti. Devo dire che sono molto soddisfatto della direzione che sta prendendo Facebook. E’ ancora instabile e zeppo di imperfezioni, ma sta gradualmente prendendo forma. Fossi stato al posto del buon Mark avrei fatto grossomodo le stesse scelte. Ora non resta che attendere l’esordio ufficiale. Dovrebbe essere questione di settimane. Spero.

Risorse correlate:
Cos’è Facebook oggi: comunicazione e social graph

Quando uno è fotogenico

Il tizio con la polo a righe, le cuffie e la tracolla sono io ieri sera mentre provavo Lively. Guarda lì che posa plastica che ti sfoggio. La foto/screenshot è di Google Blogoscoped.

Va beh, che dire su Lively? Bellino, la grafica mi ricorda i bei vecchi tempi di Monkey Island. Purtroppo sulle chat 3D ho un’autonomia scarsa e dopo poco tempo comincia a calarmi la palpebra.  Per il resto, un nuovo progetto sperimentale di Google. Su TechCrunch ieri sera molta gente storceva il naso, ma dopotutto questo voler sperimentare nuove vie e nuovi business model è anche condivisibile. Con un business che nonostante tutto si regge quasi esclusivamente su pubblicità e ricerche, un cash flow immenso, e soprattutto con le poche occasioni di investire in progetti anche esterni all’azienda a VAN positivo (qualcuno ha visto qualche idea Web 2.0 recente generare cassa?), volete che la società non sperimenti nuove opportunità?

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P.S. L’idea è nata da un progetto 20%.
P.P.S. Quanto Product Placement ci si può fare con un servizio del genere?!

L’Italia è sempre più indietro nell’industria dei videogames

Secondo l’indagine Nielsen Games commissionata dall’ISFE l’Unione Europea è il secondo mercato al mondo per vendite di videogame. Si parla di una spesa complessiva di 7.3 MLD di euro, contro i 7.4 MLD dell’Asia ed i 6.9 MLD degli USA. Nel Regno Unito l’età media dei videogiocatori è 33 anni (la più alta), ed il 42% di questi ha figli. Tra i cittadini europei intervistati il 72% dichiara di trovare nel videogame un ottimo passatempo, contro il 68% della televisione e del cinema. Il 40% dei videogamers europei dichiara di giocare dalle 6 alle 14 ore a settimana.

Further delineating that $11 billion haul, Nielsen said UK gamers led spending with €2.3 billion ($3.6 billion), with France following at €1.6 billion ($2.5 billion), Germany at €1.4 billion ($2.1 billion), Spain at €700 million ($1.1 billion), and Italy at €600 million ($0.9 billion). Nielsen also said that the arrival of the PlayStation 3 and Wii had boosted hardware sales to €5.7 billion ($8.8 billion) in Europe, up from €3 billion ($4.7 billion) in 2006 when Microsoft’s Xbox 360 was the only current-gen console available

Tra i migliori developer al mondo si nota una presenza sempre più consistente di studi europei. Anche quest’anno tra i finalisti dei Develop Industry Excellence Awards vedo di tutto fuorché italiani. Sfoglio articoli di giornali, leggo riviste ed analisi di settore, e la preoccupazione di trovarmi in un paese profondamente arretrato mi sale sulle spalle come un avvoltoio pronto a consumare il banchetto. Nel proporre un paragone impietoso provo a fare un piccolo elenco dei titoli sviluppati in Europa conosciuti ai più [videogioco/developer/nazione]:

  • Grand Theft Auto IV / Rockstar North / Regno Unito - Scozia (capolavoro!)
  • Crysis / Crytek / Germania (capolavoro della tecnica!)
  • Age of Conan / Funcom / Norvegia (700.000 iscritti paganti ad un mese dal lancio)
  • Battlefield Bad Company / DICE / Svezia
  • GTR Evolution / SimBin Studios / Svezia
  • Stalker / GSC Game World / Ucraina
  • Killzone PS3 / Guerilla Games / Olanda
  • Alone in the Dark / Eden Games / Francia
  • Gothic 3 / Piranha Bytes / Germania
  • Max Payne / Remedy / Finlandia
  • Operation Flashpoint / Bohemia Interactive Studio / Repubblica Ceca
  • Rome Total War / Creative Assembly / Regno Unito
  • Project Gotham Racing / Bizarre Creations / Regno Unito
  • Race Driver GRID / Codemasters / Regno Unito
  • Burnout Paradise / Criterion Games / Regno Unito
  • Enemy Territory: Quake Wars / Splash Damage / Regno Unito
  • Viva Piñata / Rare / Regno Unito
  • Colin McRae DiRT / Codemasters / Regno Unito
  • Football Manager / Sports Interactive / Regno Unito
  • Fable / Lionhead / Regno Unito
  • …e molti altri

Tutti titoli di altissima qualità. L’Italia semplicemente non esiste. Non è più neanche un problema di risorse economiche il nostro, o meglio, non solo. E’ un problema di idee vecchie, terribilmente vecchie. E della convinzione che un cinecocomero o un qualunque altro film senza pretese in grado di racimolare a malapena qualche milione di euro valga di più di un mercato aperto, internazionale, in grande crescita (di certo non maturo), ricco di opportunità e decisamente meno zavorrato dalle differenze interculturali tra paesi come quello dei videogames. La Francia l’ha capito prima di noi ed ha addirittura chiesto ed ottenuto per l’industria nazionale dei videogiochi le stesse agevolazioni concesse all’industria cinematografica.

Un anno fa ho scritto un pezzo simile e la situazione ad oggi è la stessa, che è la stessa di due anni fa, che è la stessa di tre anni fa, che è la stessa di sempre. Sveglia!

Rickrolling! Un Meme per l’estate 2008

Pare proprio che il meme dell’estate 2008 sia lui, Rick Astley alias Rickrolling. Più di trenta milioni di visite complessive! Ormai è ovunque: nei social network, nei forum, nella blogosfera, mascherato tra i video di YouTube. Un po’ come quelle canzoncine spagnole di quei gruppi improbabili che cicciano fuori dal nulla, durano tre mesi e poi evaporano come un ghiacciolo al sole. Anche il Web ha la sua bella gatta da pelare… o ciuffo da rapare in questo caso. Ed è il buon Rick, riesumato direttamente dal 1987 con tanto di impermeabile alla Derrick, cerone (anche quello alla Derrick) ed una cotonatissima banana rossa. Io il buon Rick da aprile a questa parte me lo ritrovo ovunque ormai. L’habitat naturale del fulvo mammifero sono i commenti su Digg. C’è sempre qualcuno che subdolamente spaccia il link al video come fosse la vera fonte della notizia. Il fatto è che ritrovarsi tra capo e collo con Rick che balla posseduto dallo spirito delle Bananarama non è un bello spettacolo, anzi, direi che fa proprio male alla salute.

Come dite? Non conoscete Rick? Rimediamo subito allora! Cliccate qui (col cavolo che lo embeddo) e godetevi lo spettacolo. Le reazioni prevedibili saranno queste:

  1. Curiosità
  2. Stupore
  3. Panico
  4. Spavento, per via del ciuffo
  5. Orrore, per le mosse da ballo
  6. Disgusto, perché pensi che qualcuno gli abbia infilato un gatto in gola, ma non è così: quella è proprio la sua voce
  7. …mmm, la canzone la conosco però!
  8. Ancora orrore, stavolta perché non riesci a staccargli gli occhi di dosso
  9. Attesa. Speri che il browser crashi. Lui, sadico, magari ti ciuccia tutti i core del processore e anche quelli della PS3 in salotto, ma non molla!
  10. Rassegnazione

Non dite che non vi avevo avvertito. Del resto, questo è l’anno del Rick Roll!

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P.S. la versione del video con i commenti degli utenti la potete trovare qui.

35 milioni di visite per il video “Battle at Kruger”

Il famoso video dello scontro tra leoni e bufali¹ (con la partecipazione straordinaria del coccodrillo), girato da un cittadino americano in vacanza in Sudafrica, raggiunge quota 35 milioni di spettatori su YouTube! Un successo esplosivo che nei mesi scorsi ha spinto i dirigenti del National Geographic a tornare sui loro passi (inizialmente il video era stato scartato) e a farne un documentario. Sul sito del Corriere l’intera spiegazione.

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¹ Della serie: quando la natura s’incazza! Bellissimo.

La gestione degli amici in outsourcing: dal cellulare a Internet

Questo grafico riporta la mia spesa bimestrale per il cellulare da 3 anni a questa parte. I picchi sono provocati dalle spese extra in chiamate e sms in prossimità di Natale+Capodanno degli ultimi 3 anni. La cosa che si nota è che il trend stabile dei precedenti anni viene improvvisamente scosso dall’evento contrassegnato dal puntino rosso. Quel punto rappresenta il bimestre a partire dal quale ho potuto contare per la prima volta su una connessione ADSL flat 24/24h. Da quel giorno in poi la mia spesa per il cellulare si è progressivamente ridotta, fino al record minimo del bimestre scorso. Cos’è successo?

E’ successo che ho gradualmente trasferito la gestione dei contatti, delle chiacchiere, degli appuntamenti e degli incontri con gli amici dal cellulare ad Internet. Ci contattiamo quasi esclusivamente via mail, Messenger, Skype e Facebook, con tutti i vantaggi del caso. Internet ormai è nelle case di chiunque (almeno tra i miei conoscenti) e sta lentamente, ma gradualmente spazzando via le vecchie abitudini.

Proprio ieri leggevo sul Sole 24 Ore un’indagine dell’istituto di ricerca e analisi di mercato Nextplora sulla diffusione dei programmi di Instant Messaging (Messenger, Skype, etc.) secondo la quale nella fascia dei giovani tra i 16 ed i 24 anni l’80% dei ragazzi ed il 78% delle ragazze fa uso quotidiano di questi programmi per comunicare. Gli orari di punta sono: 9:00-12:00, 15:00-18:00 e 20:30-22:30 (altro segnale della scarsa attenzione dei giovani alla televisione). Sul totale degli intervistati il 27% dichiara di usare meno il cellulare. Il 65% si collega più volte nell’arco della giornata, molti di questi sono quasi sempre reperibili via Internet.

Se non siete sufficientemente sorpresi da questi dati dovete pensare anche alla difficoltà che incontra certa gente nell’abbandonare il cellulare o nell’ammettere di usarlo meno, considerando che in Italia come in nessun altro paese viene ancora percepito come uno status symbol. A questo si potrebbe aggiungere che i giovani italiani (se si esclude MySpace) sono ancora relativamente poco interessati a quei servizi per la comunicazione innovativi e prettamente social nati nell’era del Web 2.0. Quindi i margini di crescita non sono trascurabili.

Dal canto mio posso dire che questo pseudo-outsourcing dei miei contatti ha avuto un notevole successo ed il portafoglio sentitamente ringrazia. Il prossimo obiettivo sarà ridurre ulteriormente la spesa per il GSM, chissà, magari con un cellulare wi-fi che al momento non ho. ;)

Lo psicodramma di chi vive su Yahoo Answers

Ne vogliamo parlare? Avete presente quando, concentrati e determinati, fate una ricerca con Google a caccia di fonti affidabili per la vostra relazione ed in cima all’elenco dei risultati appare LUI… Yahoo Answers, il “Cioè” 2.0 dell’era moderna?! Un organismo geneticamente modificato ormai sfuggito dalle mani di chi lo ha creato, che ti viene in soccorso con quelle domande&risposte illuminanti da Accademia della Bruschetta.

Che ne so, stavi cercando informazioni sull’imbottigliamento industriale della birra? Ecco apparire in cima alla pagina dei risultati Answers con le risposte alla domanda: “Con quante e quali parti del corpo riuscite ad aprire una bottiglia di birra?”.

O magari stavi cercando dati sul distretto delle candele, e ti appare la solita domanda di prestigio dell’answeriano doc: “Chi riesce a spegnere una candela a 10 metri con un rutto?”.

Ho fatto un giro su quel servizio eee, posso dirlo: grazie a Yahoo Answers alcune delle più misteriose e affascinanti domande che il genere umano si pone da secoli hanno finalmente trovato una risposta! Solo per citarne alcune (sono tutte vere):

  • Xke scappo dall’amore??
  • Si può aiutare un pessimista incallito a diventare ottimista?
  • Sono arrivati gli alieni!!…………..cosa gli fareste ascoltare??
  • Lo spazio che mi circonda mi sta strettissimo…secondo voi dovrei contattare subito un dietologo o…? [uno psichiatra? ndLORE]
  • Inventeranno il phon silenzioso? [certo, subito dopo aver inventato la ciambella senza buco, l'aragosta che trattiene il fiato e il lupo che perde il vizio ma non il pelo. ndLORE]
  • Ho tnt voglia di leggere, ma tnt, tnt….??? [di scrivere però poca. ndLORE]
  • C’è qualcuno che conosce la Carolina o la Lilli,che erano all’Istituto Marco Polo di Brescia?
  • Problema tecnico Yahoo Answers, anche voi vedete quello che vedo io? [La luce? La Madonna? Elvis? Specifica! ndLORE]
  • Cosa pensate del virtuale ..in realta’ e’ davvero virtuale?
  • Tornerà la mia gazza?
  • Secondo voi dove ho messo il Walkman?

Eh sì, una fonte inesauribile di conoscenza. :P


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