Archivia per Aprile 2008

Il Keynote di Fake Steve Jobs al Web 2.0 Expo

Lo scorso venerdì Daniel Lyons, giornalista di Forbes, è stato il protagonista di uno spassosissimo keynote al Web 2.0 Expo. Venticinque minuti durante i quali ha spiegato com’è nata l’idea del blog Fake Steve Jobs ed ha dato prova di essere un vero mattatore prendendo in giro tutti i protagonisti dell’IT.

Interessante notare come il suo blog sia divenuto una specie di piattaforma per i commenti e le battute dei lettori, come lui stesso la definisce (io parlerei più di “piazza virtuale”). Ciò accade anche grazie al widget PhotoCrank, che permette ai visitatori di aggiungere commenti alle immagini pubblicate nel blog.

Qui sopra trovate il video della parte centrale del keynote, mentre qui potete trovare i primi minuti del discorso. Purtroppo l’inglese di Lyons non è di facile comprensione. Su Cnet è disponibile il riassunto del discorso.

Ma che caspita dici?!

Continuo a pensare a questa vecchia dichiarazione dell’ex ministro Bianchi sul caso Alitalia rilasciata qualche settimana fa.

Da Repubblica.it del 23/03/08:

Alitalia ha risorse e liquidità per vivere per tutto il 2008.
(…)
Non c’è motivo di affrettarci - ha detto ancora il ministro - ci sono molte ragioni che lo sconsigliano, intanto perchè bisogna evitare che la gatta frettolosa faccia gattini ciechi, poi siamo in prossimità delle elezioni e infine credo che come in tutte le trattative bisogna portare avanti quella con Air France con la pazienza e con la determinazione che serve. E intanto aprire l’altra perchè questo ci può consentire di avere due offerte e scegliere la migliore.

Come si fa a dire una roba del genere? Per di più andando a smentire quanto detto da una persona autorevole come Padoa Schioppa?! Il discorso sulle elezioni ci può stare (come abbiamo visto), ma tutto il resto… La società è in rosso da una vita, sopravvive grazie agli aiuti di stato, non rilascia dividendi agli azionisti dal ‘99, ed ogni giorno che passa brucia liquidità. E mi vieni a dire che non c’è fretta? Che l’azienda ha ancora un po’ di autonomia (risorse non sue, perché se fosse campata solo sul capitale proprio da quel dì che sarebbe fallita) per arrivare alla fine del 2008? Che bisogna fare le cose con caaalma?

No comment.

Matt Mullenweg dice la sua su blog e pubblicità

A differenza di Zuckerberg, che a giudicarlo dalle interviste video sembra più un timido studente che un imprenditore milionario, Matt Mullenweg (fondatore di WordPress e Automattic) è un dritto. Si muove molto bene, sa quello che dice e sa come dirlo. L’ultima intervista (video) fatta da All Things Digital è molto interessante. Questi i punti salienti.

Differenze tra blogging e social-networking:

I like our position, because it’s about content, it’s not around photos or people trying to connect to each other. It’s traditional content much the way the media business has operated for a long, long time.

Sulla pubblicità:

I hope the ad formats evolve to something a little more tasteful, because many of them can be kind of garish and some of them start to feel like the Las Vegas Strip.

Sempre sulla pubblicità:

I’m thinking about it, but it’s not what I’m most passionate about. (…) Monetization is something we think about, but I don’t think we’ve had any brilliant ideas.

Apprezzo in particolare la prima affermazione e l’onestà nell’ultima.

P.S. Per gli utenti WordPress.com sono in arrivo “Possibly Related Posts” in collaborazione con Sphere ed un nuovo tema personalizzabile.

Rebus (1,6,6,1,2,10)

La soluzione è a questa pagina.


p.s. sono passati già 6 mesi??

Il fenomeno dei Cent Shop: caratteristiche di un successo

Non so dalle vostre parti, ma qui a Bologna i Cent Shop stanno riscuotendo un successo incredibile. Questa nuova (per noi) generazione di negozi di oggettistica popola la città e sopravvive laddove altre iniziative dei liberi commercianti falliscono. Per chi non li conosce, si tratta di piccoli negozi dove tutto, ma proprio tutto, costa 1 euro. Non troverete mai un’etichetta col prezzo attaccata alla merce sugli scaffali perché ogni singolo pezzo esposto costa 1 euro. Una sorta di discount per l’oggettistica dove è possibile trovare di tutto: dalle tazzine per il caffè alle catene per le biciclette, dalla cancelleria ai vasi per il giardino, dai prodotti per l’igiene agli attrezzi per il bricolage. L’idea funziona, tanto che sempre più spesso mi capita di vedere per strada cartelli di segnalazione di un nuovo punto vendita.

Il primo negozio di questo genere che ho notato appena messo piede a Bologna è stato quello vicino alle due torri: piccolino, ma ben fornito. Da allora, in un vortice di entusiasmo tendente al comportamento ossessivo-compulsivo, sono sempre rimasto un abituale cliente di questi piccoli negozi (il mio preferito è quello in Via delle Moline).

L’altro giorno mentre ero in autobus, partendo dalla soddisfazione dell’ultimo acquisto (due tazze - mug - in stile tavola calda americana), ho cominciato a pensare alle caratteristiche principali di tali negozi, e ne è uscito fuori questo piccolo elenco:

  1. Il fattore più scontato: il 90% dell’oggettistica proposta in tali catene di negozi è “Made in China” o “Made in P.R.C.” (People’s Republic of China, che è la stessa cosa). Questo vuol dire bassissimi costi di produzione e dunque la possibilità di vendere ad 1 euro cose fino a poco tempo fa impensabili (torce, fasce muscolari, penne stilografiche, piccoli impianti per l’irrigazione del giardino, ecc.). Per i prodotti per la cura della persona invece la percentuale di prodotti “Made in Italy” è decisamente prevalente (per fortuna);
  2. Prodotti fuori moda/commercio: non di rado tra gli articoli di cancelleria è possibile trovare pezzi come quaderni ad anelli con la copertina che richiama vecchi programmi televisivi o competizioni agonistiche. Questo vuol dire che la merce fuori moda per i normali negozi convoglia nei Cent Shop, dove viene letteralmente “svenduta” (non si tratta di prodotti cinesi, ma italiani). Ricordo che ai tempi del liceo i quaderni ad anelli costavano come minimo 5-6.000 lire, e sto parlando di un periodo antecedente all’aumento dei prezzi dovuto all’euro. Se a questo aggiungiamo anche la naturale inflazione di tutti questi anni, la convenienza economica di un tale acquisto risulta ancor più sorprendente. Stessa cosa per le penne stilografiche che ho notato in un Cent Shop: probabilmente si tratta di rimanenze provenienti dalle tipiche uscite a fascicoli per collezionisti che ogni anno vengono proposte in edicola;
  3. Il prezzo talvolta inganna. Nello scoprire le tante proposte allettanti e convenienti di un Cent Shop, non si fa caso ad una cosa: determinate tipologie di prodotto vengono vendute paradossalmente ad un prezzo superiore rispetto a quello che normalmente viene applicato nei classici supermercati. Penso alle gomme per cancellare ad esempio, alle matite, ai quaderni: 1 euro è pur sempre un buon prezzo, ma non è raro trovare al supermercato la stessa gomma o la stessa matita (magari in confezioni multiple) a prezzi per il singolo pezzo più bassi. La mente in questo caso inganna: la stessa convenienza che troviamo nel comprare determinati prodotti automaticamente viene associata a tutti gli altri prodotti disponibili in negozio. L’acquisto compulsivo fa si che le persone si concentrino più sul prodotto bello/non bello che sulla comparazione del prezzo con altri negozi e discount;
  4. Il proprietario del negozio deve saperci fare: non basta aprire un Cent Shop per avere successo. Bisogna avere le giuste conoscenze e i giusti contatti (ed in questo le catene in affiliazione commerciale, o franchising, sono ovviamente avvantaggiate) per avere merce sempre nuova e originale. Il proprietario di un Cent Shop una volta mi ha raccontato che la merce gli arriva tutti i venerdì, e più o meno una volta al mese riesce a raggiungere un buon ricambio dei prodotti venduti. Per i prodotti che vanno a ruba, chi ha i contatti con i giusti fornitori è in grado di aggiudicarsi i restanti quantitativi di merce. Gli altri restano esclusi;
  5. Tutto ciò conduce ad un comportamento singolare: nel momento in cui si mette piede nel negozio, ci si dimentica del problema del prezzo. In tempi di “magra” come questi, riuscire a trovare un negozio dove il prezzo non è un problema sembra quasi un sogno, un’oasi nel deserto. Salvo poi realizzare col senno del poi (solitamente accade poco dopo essere usciti dal negozio) che quelle dieci cose acquistate costano sì pochissimo, ma tutte assieme fanno comunque 10 euro, 20 mila lire circa del vecchio conio. Per molti di noi una cifra non esattamente trascurabile. E qualcuno comincia a pensare: “Ma che l’ho presa a fare la torcia a forma di maialino?”. Oppure: “Ho preso un’altra tazza, anche se forse ne ho già fin troppe”;
  6. Nonostante gli effetti collaterali suddetti, questo genere di negozi fa bene. Fa bene ai clienti, che hanno modo di divertirsi a rovistare tra i cesti della merce, e risparmiare. Fa bene ai turisti ed ai visitatori, che hanno modo di portare a casa piccoli souvenir senza spendere un capitale. Fa bene ai proprietari dei negozi (se ci sanno fare, come dicevo), perché i clienti affluiscono con costanza e le casse non conoscono sosta.

Com’è andata a finire? #1: Facebook vs FriendFeed

Nella puntata del 15 marzo 2008: FriendFeed?

Aggiornamento del 15 aprile 2008: Facebook is kinda competing with FriendFeed, like it kinda competes with Twitter

Hanno la stessa reattività di un bradipo colpito da una pera di camomilla mentre guarda Incantesimo, ma alla fine…

Alfa 8C Spider, la classe non è acqua

Diciamolo: noi italiani siamo i più grandi cultori del bello a livello mondiale. Abbiamo un gusto unico ed una vocazione per il bello che nessuno al mondo può vantare, ma siamo talmente presi da quel senso di inferiorità che ci induce a rapportarci continuamente agli altri che quasi ci dimentichiamo di tutti quei campi nei quali siamo anni luce avanti a qualunque altro popolo. Che si tratti di un vestito o di un’automobile, il discorso è sempre quello: non ce n’è per nessuno.

Cosa dire allora di questo capolavoro su quattro ruote? Talmente bella che potrei guardarla per ore. A leggere i commenti degli appassionati poi, c’è da divertirsi. Il complimento più sobrio è da bollino giallo. E se perfino gli americani restano a bocca aperta e con un filino di bava che gli cola, vuol dire che il colpo di fulmine non conosce confini culturali.

Hanno colpito nel segno i creativi delle ultime pubblicità Alfa: il cuore ha sempre ragione.

Nota per me #1: aggiornamento WordPress 2.5

Sssa sssa prova! Uno due tre prova! Sssa! Ok. Data: domenica 6 aprile 2008. Oggetto: aggiornamento della dashboard di WordPress.com alla nuova versione 2.5. Gli utenti non apprezzano ed invocano il ritorno alla precedente versione.

Ricordarsi che: mettere mano ad un servizio Web e stravolgerne il layout non ha senso se si presentano al contempo tutte le seguenti condizioni.

  1. nessuno si è mai lamentato del layout ed anzi tutti lo trovano intuitivo sin dal primo approccio;
  2. lo stravolgimento del layout è fine a sé stesso e non apporta alcuna novità in grado di giustificare il cambiamento;
  3. si ignorano le più semplici regole dell’usabilità andando a duplicare contenuti/collegamenti e a penalizzare il contrasto dei colori;
  4. la scrollbar verticale improvvisamente diventa lo strumento più utilizzato del browser;
  5. si sostituiscono i colori sociali con un anonimo ed impersonale grigio topo;
  6. il font size cambia arbitrariamente prendendo almeno 5 dimensioni diverse all’interno di un’unica pagina;
  7. la stessa operazione di prima ora richiede un maggior numero di click;
  8. la pagina più importante (nella fattispecie Scrivi Articolo) perde in plasmabilità (leggasi Ajax) e guadagna un lungo codazzo verticale;
  9. si chiede il parere degli utenti, ma si ignorano i suggerimenti e le critiche;
  10. la migrazione del servizio è incompleta.

La Lonely Planet c’è! Guida agnostica alle guide turistiche

La guida c’è, il passaporto pure. Quello che manca sono 10 giorni di fila completamente liberi per partire, preferibilmente in primavera o in autunno. Anche da solo.

Ottima iniziativa quella di Repubblica che permette di acquistare le Lonely Planet a 9,90 € al posto dei 18 €, prezzo pieno applicato in libreria. Ne ho approfittato con mucho gusto sia per NYC che per Londra.

Girando per il Web a caccia di informazioni e pareri sulle Lonely Planet ho scoperto che c’è un vero e proprio culto pagano per le guide turistiche. Naturalmente non mancano confronti e flame. C’è chi le vorrebbe aggiornate all’altro ieri, chi impreca contro gli autori perché il gelataio Pincopalla segnalato in via Vattelapesca ora è un sexyshop, e poi c’è chi, seguendo la guida alla lettera, si ritrova al tavolo del bar circondato da altri lonelyplanettari che hanno seguito le stesse indicazioni. Ed il bello è che rimane sorpreso! -.-’

Come in tutte le cose, anche nell’individuare la migliore guida i pareri sono discordanti. C’è chi afferma che le Rough Guides sono imbattibili, chi le considera un’imitazione delle Lonely Planet e preferisce queste ultime, chi loda la semplicità delle Routard, e chi non parte senza avere in macchina una guida del Touring Club. Facendo una media dei commenti dei viaggiatori più incalliti però, sembra che le migliori in assoluto siano le Footprint, dettagliate ed iper-aggiornate. Purtroppo non sono riuscito a trovarle in nessun negozio di Bologna e quindi ho il dubbio che non esista la versione in italiano. In libreria ho notato anche le guide del National Geographic, economiche e ricche di bellissime foto, e le Clup Guides, apparentemente ben fatte.

Anche in questo settore l’avvento di Internet ha cambiato le carte in tavola, penalizzando i produttori di guide turistiche. Se devo scegliere un hotel probabilmente darò maggior peso alle recensioni pubblicate dagli utenti/viaggiatori dell’impareggiabile TripAdvisor piuttosto che al commento stringato di una guida. Per non parlare poi delle tante guide gratuite disponibili su Internet, come Shmap o le Arrival Guides segnalate da Ryanair.

Gli editori sono corsi ai ripari escogitando nuove iniziative: Pick&Mix, che permette di acquistare via Internet singoli capitoli in formato PDF (utile per i viaggi con più destinazioni), social network, video sharing (esempio, lonelyplanet.tv) ed altro.

Resta il fatto che avere in tasca durante il viaggio la guida prediletta equivale ad avere sempre con se la garanzia di divertirsi e conoscere a fondo il luogo visitato. Ed io, a forza di leggere guide su New York, ormai la conosco meglio di Bologna.

Update: le guide Footprint sono finalmente disponibili anche in Italia (distribuzione White Star). Le ho viste proprio questa mattina e segnalo anche che fino ad agosto resteranno in offerta lancio ad un prezzo leggermente ribassato.

Il miglior Pesce d’Aprile per geek del 2008. Sottotitolo: quando lo scherzo diventa marketing virale

Certo che il Web si è proprio scatenato ieri. La palma del miglior pesce d’aprile va a IGN, che con il trailer della fantomatica trasposizione cinematografica della serie The Legend of Zelda si è spinta ben oltre la semplice burla con un’accuratezza tale da stuzzicare e gettare nello sconforto i fan in tutto il mondo.

Per essere uno scherzo devo dire che è di una qualità esagerata. Ci sono più effetti speciali in questo trailer che in tutti i film italiani usciti nel corso del 2007. Nel complesso è piuttosto realistico, a parte qualche imperfezione e la faccia da merluzzo dell’attore che interpreta Link. Mi chiedo quale sia stato il costo della produzione. Probabilmente, tenendo conto anche del successo, sarebbe più giusto classificarlo con l’etichetta di marketing virale (?).

Update: questo editoriale di IGN spiega l’entità del lavoro dietro al trailer. In breve, è stato commissionato alla Rainfall Films ed ha richiesto 3 mesi di lavoro. Il regista è Sam Balcomb, che si è occupato anche degli effetti speciali con Final Cut Pro sul suo Mac.

Per i profani: IGN è un sito/network dedicato al mondo dei videogiochi, dal 2005 di proprietà del colosso News Corporation, cioè Rupert Murdoch. The Legend of Zelda è una delle più famose e amate saghe videoludiche, prodotta dalla Nintendo ed ideata da Shigeru Miyamoto.

Risorse correlate:


About

Weblog di Lorenzo Artifex Cx,
trasvolatore del Web disperso nel Maranhão.

Social Badges

Feed RSS GeekMarketing  

Segui GeekMarketing via RSS! :)
(cos'è un feed rss?)

Contattami
  Technorati

Creative Commons License
Questo weblog viene pubblicato sotto Licenza Creative Commons.