Archivia per Gennaio 2008

Si, può, fareee!!

E fu così che un notebook scarsissimo tornò a vivere

Dopo mille peripezie, un’installazione che non ne voleva sapere di avviarsi, un lettore cd tisico e ipocondriaco, un hard disk affetto da labirintite che manco Mino Reitano, e una scheda wifi pcmcia più incerta di un governo con Mastella ministro¹… alla fine il vecchio notebook è resuscitato! Almeno finché non cede l’ultima cerniera che tiene assieme il tutto. :P

Ingredienti: una serata in casa dove la cosa più interessante in tv è Porta a Porta col plastico del senatore Nino Strano che mangia la mortazza, un Pentium III 600Mhz, 128MB di Ram, 6GB HDD, Xubuntu 7.10, l’equivalente del Parco del Serengeti in carta e how-to per la risoluzione problemi, un pizzico di ingegno e tanta, tanta, tanta pazienza.

Ok, adesso posso rimetterlo nello scatolone… :P


¹ Così, tanto per dire, mica può succedere. Come dite? E’ successo?! Eh sì, lallero. E il segretario chi era… Tonio Cartonio?

Valve offre gratuitamente la suite Steamworks per lo sviluppo software

Valve ha annunciato che Steamworks, una suite di strumenti per la gestione e l’amministrazione di videogame per PC, è ora disponibile gratuitamente per sviluppatori e publisher. E’ una mossa audace e lungimirante al tempo stesso, perché mira a dare una spinta alla crescita della piattaforma e a creare uno standard, il tutto usando le buone maniere. Visto l’ottimo trend di mercato, le prospettive per il futuro e la maggiore concorrenza che si andrà delineando, direi che è un po’ come fare un gol al 45″. La suite comprende:

  • Real-time stats on sales, gameplay, and product activation > statistiche in tempo reale per tutto ciò che va dall’acquisto al gameplay
  • State of the art encryption system > sistema crittografico
  • Territory/version control > controlli di territorio/versione per ridurre il fenomeno del mercato grigio
  • Auto updating > aggiornamento automatico del software
  • Voice chat > si commenta da solo ;)
  • Multiplayer matchmaking > servizi di backend per il gioco multiplayer
  • Social networking services > potevano mancare? :)
  • Development tools > amministrazione delle beta, strumenti per la raccolta dati per QA, play testing, e studi sull’usabilità

In sostanza, piuttosto che reinventare la ruota, gli sviluppatori di videogiochi avranno modo di concentrarsi maggiormente sullo sviluppo, evitando di doversi preoccupare di tutto ciò che non è programmazione. Sarà poi possibile vendere i titoli sia attraverso il servizio Steam della stessa Valve, sia attraverso canali di distribuzione concorrenti (retail compreso). Ovviamente neanche sto a dirvi quale delle due possibilità è consigliata dalla Valve, anche perché è quella che in fondo gode di maggiori sinergie:

As more developers and publishers have embraced Steam as a leading digital distribution channel, we’ve heard a growing number of inquiries regarding the availability of the platform’s services and tools.

(…)

Offering Steamworks is part of our ongoing efforts to support the needs of game developers and our publishing partners.

Riassumendo, abbiamo due elementi: Steamworks e Steam. Il primo lo si potrebbe definire un software di gestione del back office. Steam invece è la piattaforma attraverso la quale Valve ed altre case di produzione vendono i videogiochi prodotti, la cui porta di accesso è costituita da un software da installare sul computer.

Da Wikipedia:

La piattaforma Steam sviluppata da Valve Software è una piattaforma per la distribuzione digitale dei videogiochi. Contiene una tecnologia nel campo della protezione contro la pirateria informatica con la quale ogni videogioco che la supporta deve essere obbligatoriamente attivato via internet con un codice valido fornito insieme al prodotto.

Steam permette la vendita (attraverso carta di credito) direttamente da internet, senza l’utilizzo di supporti fisici come Compact Disc (CD) o DVD, ma con il download diretto sul proprio hard disk, e il precaricamento, che permette di scaricare i file necessari all’installazione di un videogioco un mese prima circa del rilascio ufficiale che verranno poi sbloccati il giorno di uscita del suddetto.

Steam è ciò che un mio vecchio professore chiamerebbe, con un pizzico di civetteria, content delivery system. Voi direte: “Sì va beh, più o meno funziona come un sito di e-commerce”. No, la storia non si ferma lì perché dopo l’acquisto non ci si sente dire “grazie e arrivederci”. Non ha il solo scopo di vendere software online eliminando i costi di packaging, trasporto, magazzino, dettagliante ecc.; si propone come una piattaforma universale di aggiornamento automatico del software installato, distribuzione di contenuti digitali di vario tipo, e creazione di una comunità virtuale di utenti.

Attualmente Steam può contare su 13 milioni di utenti e su circa 200 titoli da acquistare e scaricare. Rendendo disponibile gratuitamente Steamworks, il software per il back office, Valve cerca di dare una spinta alla diffusione di Steam e di imporlo come standard, preparando la strada per un mercato che si farà sempre più competitivo.

Nokia acquista Trolltech

Beh, questa è clamorosa. La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno ed apre nuove prospettive nel futuro dei cellulari/internet-tablet Nokia (in contrasto con Android di Google) e del mondo Open Source, KDE in primis. La stessa Trolltech in passato si era cimentata nello sviluppo hardware e software di cellulari con il progetto Greenphone poi abbandonato. L’operazione andrà in porto per 16 corone norvegesi ad azione in cash, equivalenti a 153.7 mln di dollari. Avevo sempre pensato a Google come possibile acquirente della società norvegese, e invece… guarda un po’ che ti combinano i finlandesi. ;)

P.S. La lettera alla comunità Open Source dimostra anche un certo tatto da parte del colosso europeo.

3D virtuale sullo schermo del televisore col Nintendo Wii

Avevo letto qualcosa a riguardo tempo fa, ma di sfuggita. Girando tra i blog di WordPress.com ho dato uno sguardo con più calma al video e sono rimasto impressionato. L’idea di tale Johnny Chung Lee, studente della Camegie Mellon University, è geniale. Si tratta di sfruttare il Wiimote ed il sensore ad infrarossi della console Wii per riconoscere il movimento di una persona davanti al televisore e fare in modo che l’angolazione delle immagini cambi. Il tutto crea l’illusione di trovarsi davanti ad un’immagine tridimensionale.

Dando uno sguardo al video diventa tutto più chiaro. Le persone più impazienti possono saltare direttamente al terzo minuto per capire di cosa sta parlando.

Head Tracking for Desktop VR Displays using the Wii Remote

Un’esperienza di gioco senza precedenti. Immaginate l’implementazione di questa idea in titoli come Metroid Prime. Una killer app definitiva. La Nintendo sarà al lavoro in questa direzione?

Long Live Paper!

Moleskine Weekly Diary 2008

Piccole novità per una piccola grande agenda. Un successo imprenditoriale tutto italiano, poi tornato in mano ai francesi.

Qualche link per gli amanti della carta:

C’è qualche fedelissimo della carta tra voi? Che tipo di penna utilizzate?

Facebook apre le applicazioni a siti Web esterni

Mossa non da poco quella di Zuckerberg, che ha deciso di aprire (e semplificare) l’utilizzo delle App di Facebook e l’accesso al database utenti a siti Web esterni, sulla scia di quanto visto con Google ed OpenSocial. La strategia, che mira a trasformare Facebook in un social hub a tutti gli effetti, si arricchisce quindi di un ulteriore tassello, l’ultimo di una serie di grandi intuizioni: Social Graph, News Feed, API per i programmatori, libero accesso al servizio e Beacon. A questo punto è ormai chiaro che Facebook non è più un semplice social network, ma una piattaforma completa ed espandibile, un sistema operativo online, diffuso e condiviso. Nick O’Neill scrive:

Rather than building your applications strictly within Facebook you can now extend the full functionality of the platform to your own website and leverage Facebook as the tool for managing members and their relationships.

Nell’articolo c’è anche un accenno alla creazione di una social gaming platform, il che mi riporta a quanto scrivevo ieri.

Questa strategia ibrida estende il concetto di Social Graph, fine ultimo delle scelte di Zuckerberg, al di fuori dei confini di Facebook, con la gestione dello stesso che resta accentrata e saldamente sotto il controllo della società.

Altre risorse: Facebook unleashes wave of new development with JavaScript client library

Social Networking e Videogames

Il mercato dei videogiochi è in costante crescita. Le vendite globali per il 2007 ammontano a 18.85 miliardi di dollari, rispettivamente 9.5 mld $ per i titoli e 9.35 mld $ per l’acquisto delle console. Cambiano anche le quote dei target di riferimento, con gli over 35 e le videogiocatrici che si ritagliano rispetto al passato (e ai luoghi comuni) una fetta più ampia della torta. Merito soprattutto della grande popolarità del Nintendo Wii come macchina da gioco per qualunque fascia di età. Questi risultati acquistano maggior rilevanza se paragonati all’andamento dell’industria del cinema e della musica: +1.8% per i film e -10% per la musica.

Questo trend positivo dell’industria dei videogame non può prescindere da un elemento fondamentale: il gioco online. Il successo dei titoli multiplayer è da un lato “medicina” contro la pirateria (è possibile giocare via Internet solo se si è in possesso di un titolo originale e/o di un abbonamento) e dall’altro interazione e social networking. Questo nuovo modo di interagire si sta facendo strada nel comportamento dei giovani. Una ricerca comScore sugli utenti americani sostiene che le persone tra i 18 ed i 24 anni sono più propense ad interagire con le App di Facebook (come TopFriends e SuperPoke) rispetto agli over 25, quasi a sottolineare la differenza tra le due generazioni.

The inaugural Facebook application rankings revealed that more than 20 million Facebook visitors, or 61 percent of the site’s U.S. audience, engaged with an application in November. Visitors between the ages of 18-24 were twice as likely as the average Facebook visitor to engage with applications, while those aged 25 and older were less likely than average to exhibit this behavior.

Le nuove generazioni crescono in un mondo dove il gioco online, l’incontro virtuale e l’ “interazione a banda larga” sono stati più che metabolizzati ed anzi sono parte integrante del comportamento sociale.

Cambiano anche i business model (lo ipotizzavo qui). Il colosso Electronic Arts ha da poco annunciato che la serie Battlefield sarà presto affiancata da un titolo totalmente gratuito, Battlefield Heroes, giocabile online e supportato dagli incassi provenienti dalla pubblicità all’interno del gioco.

The new title strays far from the original feel of Battlefield, however, so how well DICE [la società svedese che sviluppa la serie Battlefield] will be able to create a more casual-gamer-friendly approach is an open question. Expanding the market with games that can run well on older systems may prove to be a popular choice, especially as the more technically demanding games are having some sales issues on the PC as of late.

Taking a known quantity with a strong brand, shortening play time into smaller chunks with a more newbie-friendly game, and then giving away the title is certainly a bold move. If EA succeeds, the company may move more titles into this business model; EA certainly isn’t hurting for properties. If the game is subpar, however, it may harm one of EA’s more lucrative properties. This is a high-risk, high-reward strategy that many other players in the gaming industry will certainly be watching.

Mi chiedo allora quale sarà la naturale evoluzione di tutto questo processo. Qual è il futuro dei social network services? Andremo incontro ad una fusione per incorporazione tra social network generalisti e social network dei videogames (in tal caso, chi sarà l’incorporante e chi l’incorporato?) o ad altre strategie? Paradossalmente la Microsoft, che nel Web 2.0 non ha mai dimostrato di credere tanto quanto gli altri Big, è la società con le migliori carte in mano, perché al grande know-how maturato nel corso degli anni con Xbox Live può associare la piattaforma per il messaging più diffusa (Messenger) e un “avamposto” in Facebook da non trascurare.

Risorse correlate: Social networking e advertising anche nei videogames

Il post misteriosamente scomparso da TechCrunch

Ieri è apparso un post un po’ particolare su TechCrunch. Un articolo dove si elogiava Seesmic e si promuoveva una “Seesmic Sunday”, un’iniziativa attraverso la quale l’autore del post invitava i lettori di TechCrunch a rispondere al suo video con un altro video prodotto utilizzando Seesmic. I migliori 5 video sarebbero stati poi pubblicati su TechCrunch. Ora, che fine ha fatto quel post? E’ sparito. Dovrebbe trovarsi tra la notizia “Unisfair Takes $10 Million Series C” e la notizia “TechStars 2008 Applications Now Open”, ma non c’è. Il titolo del post era “Seesmic Sunday: One Minute Elevator Pitch” ed ecco uno screenshot:

La domanda è: perché il post è stato improvvisamente tolto? C’entra forse la questione del “conflitto di interessi” di Michael Arrington?

Seesmic? Mai sentito. -.-

Il fondatore di TechCrunch infatti è nel contempo uno dei finanziatori di Seesmic e suona non poco strano che il suo sito abbia attivato (e successivamente rimosso) un’iniziativa del genere scegliendo, tra i tanti servizi (anche italiani) di video blogging, proprio Seesmic.

Che ne pensate?

Aggiornamento - Rileggendo il post fantasma mi sono accorto di aver tralasciato un’affermazione alquanto ardita: l’autore mette sullo stesso livello Twitter e Seesmic perché entrambi contribuiscono a rendere popolare il concetto di micro-contenuto. Suvvia, non scherziamo. Twitter ha reso popolare il concetto di micro-contenuto!

Risorse correlate: Un po’ di sana concorrenza per Seesmic

WordPress.com da 50MB a 3GB

Siamo passati di colpo da 50MB a 3GB di spazio gratuito! WordPress.com non smette di stupirmi e conferma di essere uno dei servizi a maggior potenziale del Web (chi ha detto long tail?).

La non-guida per Miro

Mi piacciono i tizi di Cnet perché con la scusa di parlare della NBC, di iTunes e della online TV (qualunque cosa voglia dire), ti piazzano un tutorial su Miro e su come scaricare una serie televisiva americana in modo perfettamente illegale.

Ovviamente ci tengono a precisare che lo fanno solo a fine educativo. Ovviamente. Non vogliono in alcun modo provocare un comportamento che possa violare le leggi. Ecco perché non spiegano per filo e per segno cosa fare. Non dicono in quali siti è possibile trovare gli rss degli show televisivi. Non dicono di utilizzare Miro come fosse iTunes. Non suggeriscono che è possibile riconvertire i video per vederli con cellulari e palmari. E soprattutto, non usano gli screenshot, perché gli screenshot darebbero troppo l’idea di un tutorial “for dummies”.

Dopotutto, vogliono solo spendere due parole su uno strano procedimento al quale nessuno è interessato, per poi alzarsi dalle scrivanie ed andare tutti assieme a festeggiare un buon non-compleanno!

Qualcosa non mi è chiaro degli utenti Facebook

Due cose mi sfuggono del comportamento di una piccola fetta di utenti Facebook.

Il primo: [inspirare profondamente] perché tempestare il profilo di decine e decine di inutili App che nessuno noterà mai e che non faranno altro che indurre nel visitatore una sensazione del tipo “Oddio, è arrivato il Millennium Bug”, il tutto mentre il browser rallenta, il cursore tentenna, il motore di rendering nicchia, il notebook decolla ed il processore, sentendosi digitalmente seviziato, lancia di sua sponte un disperato segnale d’aiuto a qualche progetto di calcolo distribuito affinché possa aiutarlo a caricare quella min**ia di DoS al contrario mascherato da pagina Web? [respirare! uh, stava per partirmi un embolo]

Per fortuna che i core sono 2 -.-’

Il secondo: seriamente, come si può pensare anche solo per un istante che questo messaggio (che ha spopolato sui Wall nel mese di dicembre) possa provenire effettivamente dalla società e dal suo fondatore?

Attention all Facebook membeRs.
Facebook is recently becoming very overpopulated,
There have been many members complaining that Facebook
is becoming very slow.Record shows that the reason is
that there are too many non-active Facebook members
And on the other side too many new Facebook members.
We will be sending this messages around to see if the
Members are active or not,If you’re active please send
to other users using Copy+Paste to show that you are active
Those who do not send this message within 2 weeks,
The user will be deleted without hesitation to create more space,
If Facebook is still overpopulated we kindly ask for donations but until then send this message to all your friends and make sure you send this message to show me that your active and not deleted.

Founder of Facebook
Mark Zuckerberg

Il bello è che, dopo la smentita e le raccomandazioni della società, altre catene di Sant’Antonio con caratteristiche simili continuano a girare. Quando si dice “duri di comprendonio”…

I’m back!

Nuovo anno, nuova Moleskine, primo post. Come sono andate le vacanze natalizie? Spero bene. Me ne sono stato lontano dal Web per un paio di settimane e poco più, ed al ritorno pensavo di trovare chissà quali novità. Tutto sommato non è successo un gran che. Nessuna grossa notizia e qualche piccolo déjà vu con la storia del post cin-cin e di chi tenta invano di far passare il concetto secondo il quale queste catene di Sant’Antonio sarebbero figlie del desiderio di socializzare, provocando ilarità. Stavolta c’è pure la scusa degli auguri. Non so voi, ma se uno che manco conosco mi fa gli auguri con un post da 5000 link prodotto con un copia-incolla di un lavoro fatto da un altro, mi viene naturale ignorare il saluto. Piena empatia verso quei blogger che, fregandosene di essere politically correct, hanno rimarcato (semmai ce ne fosse bisogno) questa evidenza.

Sono rientrato giusto in tempo per testare KDE4, rilasciato ufficialmente ieri. L’ho provato questa mattina. Oddio, è interessante, ma è anche decisamente “Beta”. Ottimo per divertirsi e smanettare un po’, poco adatto per chi deve essere produttivo. Non trovando al momento alcun vantaggio nel suo utilizzo, sono tornato al caro “vecchio” Gnome. Se ne riparla quando ho un po’ più di tempo libero.

Il buon Mik3 mi aveva lanciato un meme. Mica me ne sono dimenticato eh?! :D Rispondo al volo a due domande in particolare.

Qual è il primo blog che leggi ogni mattina?

Direi Downloadblog. Che poi, è un blog??

Fai il talent scout: lancia una gggiovane blog-promessa.

Mainichi, il Giappone spiegato a mia madre.Il blog di un italiano che di punto in bianco ha preso armi e bagagli ed è partito per il Giappone. In pratica, quello che sogno di fare da una vita (e sono sicuro di non essere il solo, a prescindere da quella particolare destinazione), ma che per un motivo o per l’altro non faccio. A proposito, ho un po’ di post in arretrato, devo recuperare terreno!

Buon weekend a tutti.

p.s. il menu di KDE4 è terribile!


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Weblog di Lorenzo Artifex Cx,
trasvolatore del Web disperso nel Maranhão.

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