Archivia per Giugno 2007

Twitter e Pownce sono parenti?

La cosa bella dei servizi Web è che a volte le idee (e l’originalità) degli utenti vanno oltre quelle degli sviluppatori, senza tuttavia forzarle, dando la possibilità a questi ultimi di adottarle e far evolvere il proprio servizio con lo spunto partorito dalla mente di altri.

Twitter nasce con una funzione: dire al mondo cosa stiamo facendo. Punto. L’idea dei programmatori era sì buona, ma limitativa. Ecco quindi che gli utenti plasmano il servizio secondo le proprie esigenze, e da semplice strumento per una comunicazione unidirezionale è diventato uno strumento per comunicare e per rispondere, per lasciare un messaggio a tutti ed attendere la risposta, in una parola: per dialogare.

Un dialogo che si concretizza in una comunicazione lampo e permanente, di tipo 1 : tutti se non addirittura tutti : tutti. Non è la classica comunicazione da email (permanente) o IM (istantanea) di tipo 1 : alcuni.

Di certo c’era bisogno di uno strumento del genere. Ma mentre Twitter nasce con ben altro scopo, salvo poi arrivare allo stesso risultato attraverso un’evoluzione proveniente dal basso (da noi) che ha snaturato lo stesso progetto, Pownce nasce proprio con l’obiettivo di dare la possibilità a gruppi di persone di dialogare tra loro e di organizzarsi. In sostanza, arriva laddove gli altri sono manchevoli.

Come dire, l’idea in sé è relativamente innovativa, ma si concretizza poi in un qualcosa che non ha nulla di veramente innovativo e che oltretutto potrebbe essere replicato con facilità da altri player del settore, come Skype, se solo lo volessero.

Riguardo all’iPhone… - Update!

Prendo spunto dal blog di Pseudotecnico per completare il discorso sull’iPhone. Il punto è: dove può arrivare la Apple con questo prodotto? E qual’è l’utente ideale per il suo gioiellino?

Le caratteristiche hardware non raggiungono i livelli dei prodotti concorrenti già in commercio (Nokia N95 su tutti) questo è chiaro, anche se c’è da dire che l’ampio schermo, la mancanza di tasti, i tre sensori ed il multi-touchscreen sono un bel passo in avanti per il settore. Dove brilla davvero l’iPhone è nel software, o meglio nell’interfaccia e nella facilità di utilizzo, e mi chiedo quanto tempo avrebbero impiegato i concorrenti per proporre una UI pulita ed immediata come quella creata dalla Apple. Tutto ciò darà sicuramente una bella spinta alla ricerca e all’evoluzione, ed i primi effetti sono visibili sin da subito, con alcuni fan Nokia che ipotizzano un fantomatico N98 dalle fattezze dell’iPhone.

A chi si rivolge l’iPhone? Possiamo vederlo solo come un telefono, o possiamo vederlo come un parente del Nokia N800, e di conseguenza l’utente ideale potrebbe essere quello che conosce il Web, che integra la sua vita con i servizi Web e che sa dunque come sfruttare la porta d’accesso fornita dall’iPhone. Mi riferisco in particolare a quegli utenti che non si fanno cogliere alla sprovvista dal fatto che non sia possibile creare/modificare file Word o Excel con l’iPhone, perché sanno benissimo che quegli stessi file potrebbero (ad esempio) farseli inviare nel loro account Gmail per poi leggerli/modificarli/condividerli con chiunque via Google Docs & Spreadsheets grazie all’ottimo browser incluso nell’iPhone, all’ampio schermo ed al multi-touchscreen, che dovrebbero rendere il tutto più facile.

Non vedo neanche più il problema della carenza di software essenziali all’interno del cellulare. Ormai possiamo contare su servizi Web 2.0 talmente evoluti da non far rimpiangere nessun programma per dispositivi portatili scritto in C/C++/Java. Basti pensare a Zoho, Mogulus, Last.fm, e a quanto sarebbe interessante poterli utilizzare senza limiti sul proprio cellulare (sperando di poter fare presto affidamento su una versione mobile di Adobe Flash, via aggiornamento).

Ecco, il vero limite, come giustamente detto da molti, è proprio questo: le modalità con le quali accedere ad Internet. Perché un terminale con queste caratteristiche lo si può sfruttare in pieno solo con una connessione wi-fi o con un abbonamento flat che garantisca una buona dose di banda e di mega. Fossi un newyorkese non mi farei grossi problemi, sapendo che potrei sempre contare su diverse centinaia di connessioni wireless sparse per tutta la città, molte delle quali aperte (o almeno così mi raccontavano). Ma qui in Italia? La cosa oggettivamente è più dura. Ancora non si sa nulla delle condizioni alle quali verrà offerto l’iPhone, quindi non si possono trarre delle conclusioni al momento. Di certo l’accesso “agevolato” ad Internet sarà una condizione imprescindibile. Senza di questo la natura stessa del prodotto ne risulterà forzata.

Update 27/06/07: io ed il tizio del WSJ siamo in perfetta sintonia. Ecco il video della prima vera (seria) recensione:

Si può anche notare come il problema delle “impronte” sul vetro del cellulare (che in molti ipotizzavano) sia effettivamente presente. Potete scoprirlo voi stesso avanzando nel filmato a 01:05 dalla fine.

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:!: Piccolo OT: complimenti a Treviño che con i suoi repo è arrivato dritto dritto sulla prima pagina di Digg! Allo stato attuale 595 644 diggate. A quanto pare i server Tuxfamily reggono bene l’effetto Digg. :)

Il negozio H&M di Bologna

Clicca per ingrandire

Devo dire che la catena svedese H&M ha scelto proprio bene il palazzo dove mettere il suo negozio di Bologna. Sono anni che passo davanti a questo edificio e più lo guardo più mi piace. Mi piaceva anche prima della recente ristrutturazione: era un po’ smorto, ma ci vedevo un gran potenziale. La cosa bella dei palazzi di Bologna poi è che c’è sempre una targa da qualche parte con una breve descrizione dello stabile e della sua storia. Così posso leggere che l’edificio scelto da H&M per il suo punto vendita altro non è che la Palazzina Majani, costruita da Augusto Sezanne nel 1908, perfetto esempio di Stile Floreale bolognese ed antica sede di caffè e negozi di confetteria. Insomma, uno stabile di un certo prestigio ed in pieno centro, vicinissimo a Piazza Maggiore. Mica male…

Steve Jobs Collection (video)

Questi due video sono un po’ vecchi, però sono troppo divertenti ed ogni tanto mi capita di riguardarli. :D Il primo viene dalla trasmissione della NBC “Late Night with Conan O’Brien” ed è uno spot commerciale a dir poco esilarante sull’iPhone. Il secondo invece è una compilation di sketch (più qualche extra) presi dallo storico Saturday Night Live, sempre della NBC.

Qualche novità per il blog

Ho aggiunto una nuova “area” al blog, quella dei Video! Potete raggiungerla cliccando sul piccolo televisore nella colonna destra. L’ho fatto perché ogni settimana nel feedreader (Google Reader) mi capita di trovare dei video così interessanti che sarebbe un peccato non salvarli e condividerli (linkandoli ai post originali). Stavo pensando ad un modo per elencarli e mi è subito venuto in mente Tumblr. Mmm, meglio evitare. :P In realtà volevo qualcosa di ancor più immediato e veloce. Bingo! I feed condivisi di Google Reader!

Così sia! Per il momento ho messo solo i video degli ultimi giorni, ma ogni volta che tra i feed troverò qualcosa di interessante, con un click potrò condividerlo al volo. Quindi buttateci un occhio ogni tanto, potreste trovarci delle vere chicche, come ad esempio il documentario su Shining postato qualche giorni fa da CineBlog. Ok ok, la prima parte la embeddo qui:

Ah, ho aggiunto qualche altro collegamento a servizi a carattere sociale, tra i quali Facebook.

L’ho provato ieri pomeriggio, ma ora come ora mi sfugge l’utilità per un italiano, visto che al momento le esternalità di rete sono ridotte all’osso. Saranno i benvenuti tutti coloro che riusciranno a spiegarmi come potrei utilizzare un servizio come Facebook in modo più produttivo! ;)

Lo strano aperitivo del dr. Jekyll e mr. Hyde

Adoro questa pubblicità della Aperol… non la versione con Superman o quella con la fatalona… questa! Ci trovo un non so che di autobiografico! :mrgreen:

YouTube Italia, chi manca all’appello?

Rai e La7 si sono YouTubizzate al volo… All’appello manca Mediaset. Jaaa famo? Nun ja famo?

Ner frattempo janno fregato er posto ao! Quanti pippi ce vorranno pe’ fasselo ridà?

Cos’è un monopolio naturale?

Si parla di monopolio naturale quando l’industria è caratterizzata dalla presenza di economie di scala tali da rendere efficiente la presenza di un solo player all’interno del mercato rispetto ad ogni altra configurazione strutturale possibile. Ciò vuol dire che se nello stesso mercato operassero più imprese ciascuna sarebbe soggetta a costi di produzione (connessi alla tecnologia) più elevati, con la conseguenza che anche il prezzo per il cliente/utente finale sarebbe più elevato.

Questa condizione diventa evidente nel caso dei sistemi a rete, come le linee elettriche ad alta tensione o le linee telefoniche. La duplicazione di queste su scala nazionale a seguito dell’ingresso nel mercato di un secondo player (o più player) comporterebbe uno spreco di risorse e costi unitari superiori a quelli che si otterrebbero con una singola infrastruttura.

Andamenti dei costi di questo genere non si hanno solo nel caso dei sistemi a rete di tipo fisso, ma anche in molti settori innovativi e immateriali connessi all’information technology. I prodotti appartenenti a questo settore hanno una caratteristica: la loro utilità ed il loro valore per ogni consumatore aumentano in modo direttamente proporzionale al numero di utenti che ne fanno uso. Questa condizione, identificata col termine di esternalità di rete, fa si che i rendimenti siano crescenti sia sul lato della domanda che dell’offerta. Più è alto l’utilizzo (la penetrazione) di uno specifico prodotto/servizio sul mercato, maggiore è la sua utilità e maggiori sono i rendimenti per i diretti interessati.

Prendiamo il caso della Microsoft. Per sviluppare Windows l’azienda di Redmond investe svariati miliardi di dollari, che alimentano un pachidermico motore composto da migliaia di sviluppatori ed impiegati, laboratori, server, mainframe e via dicendo. In questo contesto, aggiungere a Windows una nuova applicazione ha invece un costo molto basso. Lo stesso discorso lo si potrebbe fare anche per molti altri importanti player dell’industria informatica, come Google ed Amazon. In sostanza, le caratteristiche della domanda e dell’offerta favoriscono il prevalere nel mondo dell’IT delle condizioni di monopolio.

La mano invisibile finisce con l’auto-distruggersi ed il sistema si orienta automaticamente verso la supremazia e l’affermazione di un network sugli altri. C’è una consolazione però: secondo Shapiro e Varian (Information Rules, 1999), l’economia dell’informazione è popolata da monopoli temporanei, cioè le tecnologie possono essere superate e soppiantate in tempi brevi, e questo le stesse major dell’IT lo sanno bene. Le società si confrontano per promuovere ed affermare le proprie tecnologie ed i propri standard. Chi vince finisce per controllare l’intero settore.

L’intervento pubblico tramite politiche Antitrust ha proprio il compito di evitare il formarsi delle condizioni di monopolio sui vari mercati, ma il rovescio della medaglia è che finisce col disincentivare gli stessi progressi tecnologici. Basti pensare alla condanna subita dalla Microsoft nell’aprile del 2000 che produsse effetti negativi anche sulle quotazioni di concorrenti come Sun e AOL. I prezzi delle azioni caddero perché i rischi per gli innovatori erano palesemente aumentati.

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Risorse
Clô Alberto, Appunti di Economia Industriale (Terza Edizione)
Shapiro C., Varian H., Information Rules: a strategic guide to the network economy

Un’immagine vale più di mille parole

My little brother Stephen, who was born with cerebal palsy and is unable to walk or talk, is able to play video game baseball against his little sister with the Wii.

Immagine semplicemente bellissima.

[via Flickr, Digg]

Il futuro dei Media (video)

Casaleggio Associati ipotizza il futuro dei media e del web con un video interessante e provocatorio. Già ripreso ed apprezzato su Read/WriteWeb e TechCrunch.

Avviso: passaggio a FeedBurner

WordPress.com ieri ha fatto una cosa che un’azienda non dovrebbe fare: ha tolto un servizio utile senza fornire una valida alternativa. Sto parlando delle statistiche per i feed, che di punto in bianco sono sparite! Immagino ci sarà un esodo di massa verso FeedBurner, e Google ovviamente sarà ben felice di accogliere tutti noi.

Io mi sono già incamminato! :P Ho appena effettuato il passaggio a FeedBurner. Vi chiedo per favore di aggiornare il vecchio feed di questo blog con il nuovo “fiammante”:

http://feeds.feedburner.com/geekmarketing

Vi ringrazio e mi scuso per il disturbo. ;)

L’Italia e l’industria dei videogame

Come detto in passato, l’Italia nella sempre più prolifica e “pesante” industria dei videogame non gode di alcuna autorità (lo so, suona brutale, ma bisogna guardare in faccia la realtà). Ed a conferma di questo c’è un report fatto da Next Generation (gruppo Future) dove nella classifica “Europe’s Top 50 Game Studios” (un po’ strana in verità) l’Italia neanche appare, così come non ci sono italiani nel report “Europe’s 50 Big Bosses“. Come al solito, non sono le persone a mancare, sono i soldi e le società (anche straniere) disposte ad investire. Anche il nostro sistema universitario è sbagliato. Fioccano in ogni parte d’Europa corsi universitari e non solo in game design, ma in Italia il cambiamento è lento e macchinoso. La mancanza di una “cultura dei videogame” tra chi dirige e decide, ed il fatto che in Italia chi gioca con le console o con i pc venga troppo spesso additato come un perditempo, finiscono col soffocare una seppur labile crescita delle software house.

In quei report c’è molta Inghilterra, forse troppa. Gli altri paesi sono comunque ben rappresentati, come ad esempio la Germania, che può contare su un’azienda che dal nulla è diventata uno dei player principali. Sto parlando di Crytek, diventata famosa per il “capolavoro” Far Cry e per l’attesissimo Crysis.

Una piccola (e buona) rappresentanza però l’abbiamo anche noi. Milestone è una delle poche società italiane nell’industria dei videogiochi ad essere conosciuta a livello internazionale. Quando si parla di Milestone si citano sempre i loro più grandi successi, cioé Screamer Rally e Superbike (EA Sports).

La novità è che la società milanese svilupperà per Capcom il titolo MotoGP 07 per la PlayStation 2! Un’ottima notizia, considerando anche la bravura degli sviluppatori Milestone proprio nei videogiochi di corse sportive.

Ecco parte del comunicato di Capcom:

Capcom today confirmed further details on our forthcoming title MotoGP 07. MotoGP 07 is being developed by Italian developer Milestone, a company with a proven track record and passion for producing high quality racing games for console and PC. MotoGP 07 is scheduled for release on the PlayStation® 2 system this autumn.

As an officially licensed MotoGP™ title, MotoGP 07 for the PlayStation 2 will feature all the riders, bikes, teams and tracks from the 2007 season. Players can faithfully re-create the excitement and passion of the sport and experience the rivalries and competition synonymous with the world’s premier motorcycling championship, as they ride for glory. Compete in a full season, create your own customised season, or select a one-off race either on your own or against a friend.

Risorse per imprenditori e startup

Girando per la rete stamattina tra le pagine di Yahoo.com sono capitato nell’area Small Business ed ho notato un’interessante guida fatta di articoli, suggerimenti, clip audio e strumenti vari per chi vuole aprire una startup. Gli argomenti sono molti: come ideare un business model, come creare un business plan, come organizzare la logistica, ecc.

La guida è il risultato di una collaborazione tra Yahoo! e Startup Nation. Vengo a conoscenza di quest’ultima solo adesso. A quanto pare si tratta di una comunità specificamente ideata per discutere di startup. Così su due piedi sembra fatta bene. Molti gli articoli e le risorse, come ad esempio i podcast, e c’è un forum. Il blog sembra particolarmente interessante! Su YouTube ho trovato un video:

Dove osano i troll

Uno dei blog non commerciali più seguiti d’Italia, forse il più seguito in assoluto in termini di partecipazione attiva (dopo quello di Beppe Grillo ovviamente), è stato scosso da un terremoto di trollaggine di dimensioni colossali, che rasenta la pazzia. Evito di mettere il link per non aggiungere il mio trackback agli oltre 400 500 commenti, quasi tutti inutili.

Felipe è il migliore se si tratta di scrive guide, recensioni e aggiornamenti sulle ultime novità. Ma quando si comporta in questo modo non lo capisco proprio. Non capisco soprattutto se lo fa perché si diverte da morire (non è la prima volta), per scalare la classifica internazionale di WordPress (dove ormai ha superato pure Scoble) o se lo fa per sondare la qualità dei suoi lettori. E non capisco le persone che hanno commentato in massa una vicenda sì particolare, ma non grave, causata da un errore che ci può stare. (leggere aggiornamento)

In molti scrivono che dovrebbe cancellare quel post, un po’ come è già capitato in passato con altre sue affermazioni discutibili. Secondo me invece dovrebbe lasciarlo, epurandolo ovviamente dei commenti più offensivi, a monito della bassezza che sono riusciti a raggiungere in questa vicenda.

Non so, magari sta attraversando la “crisi di mezza età del blog”. Dal canto mio gli auguro davvero di ritrovare la strada giusta e di tornare a dedicarsi a quelle guide/recensioni (complete, esaustive, divertenti e di qualità) che l’hanno reso grande.

Update 12/06/07: Oggi ha detto la sua. Gran bella risposta! Molte cose sono state chiarite. Non è intervenuto in tempo semplicemente perché non poteva. Complimenti Felipe, ora non mollare!

L’Italia c’è! Europe’s Young Entrepreneurs 2007

Come ogni anno Business Week stila un elenco delle migliori giovani promesse nel mondo della New Economy. E sapete una cosa? L’Italia c’è!!! O meglio, abbiamo un candidato per la competizione ”Europe’s Young Entrepreneurs 2007″: i ragazzi di Wonsys! Per chi ancora non conosce i loro progetti, ecco i link: 16bugs, Pagety e Unilife.

Se la contendono (tra gli altri) con gli spagnoli di Moneytrackin, gli olandesi di Wakoopa e gli irlandesi di StatCounter.

Qui potete trovare l’articolo e qui l’elenco di tutte le idee imprenditoriali che partecipano alla competizione.

Indovinate per chi ho votato? :P Un grosso in bocca al lupo ragazzi di Wonsys e complimenti, davvero!

Il MacBook sottocosto?!

 A volte la logica che sta dietro a queste decisioni mi sfugge… Voglio dire, conosco bene i motivi (sta per uscire con nuovo hardware, nuovo sistema operativo, bla bla bla) e gli obiettivi, e capisco che la Apple è pur sempre un’azienda come le altre che deve produrre determinati risultati, ma non condivido lo stesso.

E poi credo che un giorno la gente arriverà a capire che non servono ad un tubo il processore più veloce del West o la Ram con un FSB micidiale (Centrino Duo, Centrino Duo la vendetta, Centrino super-mega-iper-ultra) se poi l’hard disk costituisce un collo di bottiglia insormontabile. Datemi l’hard disk a memorie NAND flash e ne riparliamo.

Vaime, la comunicazione e Kakà

Enrico Vaime è un grande! Ed è l’unico (assieme a Piroso) in grado di rendere meno tragica la sveglia alle 7:00 tutti i giorni. Stamattina il suo discorso sulla comunicazione e sulle incongruenze è stato il massimo!

Ha cominciato con il classico esempio della pubblicità di Italia1, che è entrata ormai nel fare comune della gente. Non c’è persona che, almeno una volta l’anno, non sia soggetta alla classica battuta “Italiaaaa Unooooo!” fatta da qualcuno nel tentativo di essere spiritoso. Questa battuta, apparentemente semplice e stupida, cela in realtà la potenza dietro al messaggio e l’astuzia dimostrata dai creativi della comunicazione di Mediaset che sapientemente hanno costruito un tormentone a prova di cretino. :P

Il messaggio funziona proprio per la sua incongruenza. Una cosa senza senso, fatta senza motivo e al momento sbagliato (che automaticamente diventa quello giusto), ma che stupisce e lascia il segno. E qui Vaime fa un altro esempio fantastico. Ipotizza un’intervista a Kakà, dove la risposta del giocatore del Milan possa rispettare proprio questa regola. Alla solita noiosissima domanda a fine partita del solito noiosissimo giornalista a bordo campo, Kakà potrebbe rispondere così:

Giornalista: Allora abbiamo con noi l’eroe della partita Kakà, autore del gol che ha permesso alla squadra di vincere. E’ stato difficile segnare quel gol?

Kakà: Sì è stato difficile, ma non quanto arrivare vergine al matrimonio!

L’affermazione strana ed inaspettata, che arriva come un fulmine a ciel sereno, dovrebbe suscitare una qualche forma di reazione sia nel giornalista che nel presentatore della trasmissione televisiva. La strategia di comunicazione va a segno! Se non c’è reazione all’incongruità, l’incongruenza non funziona.

Vaime ne ha fatti molti di esempi stamattina, tutti molto divertenti, com’è del resto nel suo stile, ma il succo del discorso sostanzialmente è questo: l’incongruenza paga se rilevata. La stupidità valorizza la notizia già di per sé stupida. La ripetitività (vedi Italia1) accentua ulteriormente il tutto.

Piccola parentesi. Ecco a cosa serve un blog. A non lasciar cadere nell’oblio le piccole perle di tutti i giorni. :)

[link per le persone che stanno ancora pensando alla storia di Kakà]

Andy Garcia a Spoleto per il Festival 2007

Messaggio Promozional-Culturale: a Spoleto, la mia città, dal 29 giugno al 15 luglio si terrà la 50a edizione del Festival dei Due Mondi (aka Spoleto Festival). Quest’anno l’evento sarà particolarmente importante perché, oltre ai festeggiamenti per l’anniversario, si tratta della prima edizione senza il Maestro Gian Carlo Menotti, compositore tra i più grandi del XX secolo e fondatore della manifestazione, scomparso il 1 febbraio 2007.

L’ospite d’onore sarà la star americana Andy Garcia! Quindi colgo l’occasione per invitare tutte le persone interessate a partecipare all’evento. Se c’è qualche fan tra voi, sappiate che l’attore di origini cubane presenterà il 30 giugno ed il 1 luglio al Teatro Moderno il suo primo film da regista, “The Lost City”, e sarà protagonista assieme alla sua band “Cineson All-Star” di un happening al Teatro Romano.

Per quel che mi riguarda, sono un fan dell’attore e ancor più di un paio di film da lui interpretati, cioè “Il Padrino Parte III” e “Gli Intoccabili”. Quindi ragazzi, vi invito a considerare l’ipotesi di passare una giornata (o anche più se lo vorrete) in una delle città più belle d’Italia. E poi chissà, nella speranza di essere presente, potremmo incontrarci per fare due chiacchiere informali davanti ad un buon vino o ad una doppio malto. ;)

Update: Ci saranno anche altri importanti artisti di Hollywood, come Paul Mazursky e Terry Gilliam, membro dei grandi Monty Python e regista di film come “L’esercito delle 12 scimmie”, “La leggenda del re pescatore”, “Paura e delirio a Las Vegas” e del mitico “Brazil“, considerato uno dei film più belli nella storia del cinema. Gilliam sarà il protagonista di una retrospettiva dei suoi film e presenterà il suo ultimo lungometraggio “Tideland”.

Di seguito alcune risorse:

Programma dell’evento

Lettera del Presidente Napolitano

Articolo del Sole 24 Ore

Foto della città [via Wikipedia]

Cos’è un Wiki?

Cos’è un wiki? E come funziona? Me lo chiedono in molti nella vita di tutti i giorni… Ci sono due modi per scoprirlo. Il primo consiste nell’andare a cercare la definizione su Wikipedia, magari ignorando il fatto che la stessa Wikipedia è un wiki! ;) Oppure potete dare uno sguardo a questo video di Common Craft e farvi un’idea attraverso i loro esempi. Qui potete trovare la versione sottotitolata.

Quanto costa produrre Apple TV?

Su Business Week c’è un interessante articolo che analizza i costi di produzione sostenuti dalla Apple per una delle sue ultime creature, Apple TV. Sono un fan della Mela, ma non di questo nuovo prodotto, e trovo triste il fatto che Apple TV possa essere la causa della dismissione della produzione del Mac Mini, un gioiellino anche se non proprio al passo con i tempi, un “residuo” della Apple vecchio stile che, un po’ per necessità un po’ per filosofia, non era soggetta alla frenetica corsa all’aggiornamento dell’hardware con le ultime evoluzioni perché tanto “non è quello che fa la differenza”. ;)

L’analisi è stata sviluppata dalla “solita” iSuppli, che calcola un costo di produzione complessivo di 237 dollari. Considerando che Apple TV viene venduto a 299 dollari, il guadagno netto della società è di 62 dollari, attorno al 20%, esclusi i costi relativi al marketing. La spesa maggiore è per i processori Intel ($40 per una variante del Pentium M) e per i chipset ($28) che portano il pacchetto complessivo Intel a 68 dollari per unità, il 28% del totale. La GeForce Go 7300 invece costa 15 dollari (wow, poco!) e l’hard disk da 40GB della Fujitsu 37 dollari (wowow, molto!).

Ovviamente ciò che colpisce di più è proprio la riduzione del margine di profitto, in controtendenza rispetto all’operato della società nel passato e alla sua immagine di azienda del tipo “costa un po’ di più, ma ne vale la pena”.

L’articolo fa notare che la spinta ai guadagni potrebbe arrivare dai servizi complementari (più che complementari, primari), come dimostra il recente accordo siglato con Google per rendere disponibili i contenuti di YouTube sulla piattaforma Apple.

[via BW]

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