Marketing e Open Source #5: Linux al cospetto della prima vera opportunità di crescita

Senza una buona strategia commerciale alle spalle non si va da nessuna parte. E’ quello che gli sviluppatori di distribuzioni GNU/Linux consumer hanno finalmente capito. Se noti obiettivi di diffusione come il 10×10 non verranno neanche lontanamente raggiunti non è per demerito dei sistemi operativi a base Linux, che certamente hanno raggiunto una significativa maturità, completezza e facilità di utilizzo.¹ In un mercato disciplinato dagli accordi commerciali e drogato dalla pirateria informatica, alzare la voce nel tentativo di comunicare al mondo che è disponibile un software open source di pari livello rispetto alla concorrenza, gratuito e talvolta più sicuro non è condizione sufficiente.

La battaglia va giocata su un campo diverso, quello degli accordi commerciali, facendo valere gli stessi punti di forza che senza una strategia ragionata e risoluta non troverebbero occasione di esprimersi. Per questo sono rimasto positivamente colpito mesi fa dall’accordo tra Ubuntu ed Intel [Shuttleworth ha fatto bingo! Ubuntu Netbook Remix]; nonostante questo continuo a ritenere che Canonical potrebbe e dovrebbe fare molto di più, lavorando sull’assistenza commerciale e su un’offerta più flessibile (per quale motivo Dell è costretta a sviluppare internamente l’interfaccia utente del Dell Mini 9?!).

Analisi di settore riportano che 3 PC su 10 venduti da Asus girano con Linux e che alla fine dell’anno i computer con sistema operativo Linux venduti dall’azienda potrebbero toccare i 2.4 milioni.

The company shipped 2.5 million notebooks in the first half of this year, 1.7 million units in the third quarter and is expecting to ship 1.9 million units in the fourth quarter, bringing the company’s annual notebook shipments in 2008 to at least six million units.” Breaking that down by operating system, “The ratio of Eee PCs preloaded Windows XP and Linux stands at 7:3.

asus-eee

Cosa ancor più importante: i produttori hardware hanno cominciato a prendere seriamente in considerazione ciò che evangelist e hacker sostengono da sempre. Per la prima volta nella storia del settore desktop dunque Linux ha un’opportunità concreta di diffusione, occorre vedere se qualcuno sarà abbastanza abile da sfruttarla. Le cose per il momento procedono a passo incerto. Ciò mi lascia relativamente perplesso su modi e metodi, perché nel frattempo continuo a pensare: “Quanto potrebbe essere di rottura un netbook a basso costo (nell’ordine dei 200/300 dollari) con un hardware unico a livello mondiale (con i vantaggi che una certa azienda di Cupertino conosce bene), un software open source sviluppato al 95% esternamente da appassionati volontari, stabile ed ufficialmente supportato/assistito in ogni singolo aspetto hardware/software da un’alleanza commerciale tra partner, il tutto in un mercato che tende sempre di più al cloud computing?”.

Risorse esterne correlate: Why Your Next Computer Might Be A Linux PC

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¹ Semmai l'errore più grave che un gruppo di sviluppatori potrebbe commettere è pretendere di sapere come ragiona e come si comporta (o dovrebbe comportarsi) un utente inesperto di fronte a Linux senza condurre opportune analisi di mercato.

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