Qualunque riforma non può che migliorare questo sistema universitario
L’articolo di oggi di Rizzo e Stella sulle lauree regalate. Che schifo. Oltre che a riformare il sistema universitario sarebbe anche il caso di pensare a chiudere svariati atenei.
Ah, per inciso, le trasmissioni come quella di Santoro della scorsa settimana non servono a nulla. A me non frega niente di sapere cosa pensa l’uomo della strada della riforma universitaria, perché probabilmente non ne sa nulla ed è già tanto se ne ha letto un paio di pagine riassuntive prese da qualche parte.
Volete fare una trasmissione utile? Bene! Prendete i responsabili/autori della riforma, aggiungete qualche membro dell’opposizione, un avvocato, un economista, un esperto di politiche internazionali e un sociologo, li sbattete tutti di fronte ad un megaschermo, fate scorrere il testo della riforma, essenzialmente i punti chiave, e chiedete loro di commentarli! La riforma è lì, nero su bianco! E la analizziamo tutti assieme.
Basta con le interpretazioni a recchia fatte dal pinco pallino di turno. Rappresentanti di governo + rappresentanti dell’opposizione + persone competenti. Basta, non serve altro.
Se invece non vogliamo fare alcuna analisi e non vogliamo sapere cosa c’è scritto su un cavolo di pezzo di carta, ma farcelo raccontare da altri, allora basta andare in un bar qualunque e parlare con i quattro tipi che giocano a briscola. Non c’è bisogno di farci una trasmissione televisiva.


Senza dubbio una riforma servirebbe, ma non a costo zero o sottozero.
Sarebbe opportuno che i ‘grandissimi’ professoroni che adesso scioperano e fanno lezione in piazza vadano meno in giro a fare congressi (pagati) e stiano più in università a fare il proprio lavoro (pagato) invece di farlo fare a ’sottoposti’ (stra-sottopagati).