Tutti insieme appassionatamente (sotto sotto, anche Linux) nei nuovi spot Microsoft “I’m a PC”
Messo da parte Seinfeld con i suoi 10 milioni di dollari di cachet ed una serie di spot aventi come target di riferimento lo 0,1% della popolazione (gli strizzacervelli), la Microsoft corregge la rotta e lancia la nuova campagna pubblicitaria “I’m a PC“. Ottima mossa IMHO, giocata tutta su aspetti concreti (reali) e pratici in contrapposizione al narcisismo della serie “Get a Mac“. Poca retorica, a parte qualche battuta alla Oliver Stone che si poteva evitare, e due o tre comparsate illustri (su tutte quella del geniale Pharrell Williams). Pochi anche i riferimenti a Windows, e credo proprio che la scelta di lasciare la porta aperta a punti di vista alternativi (Linux) sia voluta.
Appunto. Non posso fare a meno di notare come questa pubblicità ricordi molto da vicino quell’idea che si era fatta strada tra gli utenti Linux, nata dall’iniziativa di alcuni personaggi noti (italiani e non), di voler respingere il concetto di computer che la Apple ha creato per i suoi clienti, parafrasando il payoff degli spot Get a Mac e sottolineando con orgoglio le differenze.
