Cos’è Facebook oggi: comunicazione e social graph

A questo indirizzo gentilmente offerto dalla copia cache di Google è possibile rivedere il video del keynote di Mark Zuckerberg all’F8 del 23 luglio. Rispetto all’edizione precedente l’ars dicendi non è migliorata (apertura e chiusura del keynote sono imbarazzanti), ma non è questo ciò che conta. Ciò che importa è il contenuto: l’evoluzione di Facebook da semplice social network a mezzo di comunicazione&collegamento totale.

Qualche anno fa abbiamo sentito nominare per la prima volta il termine social network applicato al Web e da allora abbiamo imparato ad utilizzarlo indistintamente in qualunque occasione: Flickr è un social network, MySpace è un social network, aNobii è un social network, Pinco Pallino è un social network (lo sarà a breve, sono già pronti i capitali e il nome, PincoPallinr). Per una strana proprietà transitiva che si presume possa funzionare a prescindere, anche Facebook viene etichettato sbrigativamente come social network, sbattuto nel minestrone e trattato alla stregua degli altri, con il seguente risultato: appiattimento dell’esperienza di utilizzo, raffica di richieste da parte di contatti semisconosciuti e sindrome del guerriero di Hokuto: hai 10 secondi per dimostrarmi di cosa sei capace, dopodiché sarai morto. La breve storia d’amore si conclude con la frase emblematica: “Non ho ancora capito a cosa serve”.

Non si può capire Facebook se non sono chiari due punti fondamentali.

Il primo: Facebook è comunicazione, la declinazione di ciò che in partenza era un social network in un mezzo di comunicazione totale. Non si tratta di uploadare una foto, commentare un libro o ascoltare una canzone: si tratta di comunicare. Sul cammino che ha portato alla nascita della mail, della chat, del forum, Facebook propone la sua idea di evoluzione. Non è detto che il business model ideato da Zuckerberg sia quello vincente, per quanto ne so potrebbe fallire con la stessa rapidità con la quale si è affermato (e non sarebbe il primo). Dobbiamo però renderci conto che l’idea alla base di Facebook sta creando il solco nel quale l’evoluzione della comunicazione si sta incanalando. Caricare una foto e taggarla non vuol dire fare concorrenza a Flickr, vuol dire comunicare agli amici e agli amici degli amici chi era con noi il giorno X alla cena Y nel ristorante Z. Qui sta la forza della comunicazione: attraverso News Feed la notizia si propaga fino a raggiungere utenti a noi sconosciuti connessi alle persone taggate nella foto.

Social Graph: real people with real connections spreading informations through a massive network (massive distribution).

L’altro fattore importante è a chi si trasmette questo contenuto, il destinatario di quella manciata di bit di informazioni. Come ho già detto in passato, lo scopo di Facebook è gestire il social graph, la rete di conoscenze della vita reale: amici, colleghi, parenti. Questo passaggio a molti sfugge: Facebook non è nato a fini di scoperta e di certo non è nato per fare amicizia con nuove persone. L’obiettivo è mantenere e gestire il collegamento con chi già conosciamo e sentiamo spesso via telefono/cellulare/mail/skype, offrendo un’opportunità in più di contatto. L’utilità di Facebook dunque è direttamente proporzionale al numero di soggetti facenti parte del nostro social graph connessi a noi tramite il servizio.

Share and spread information exponentially through the social graph.

A chi mi chiede di Facebook manifestando dubbi nell’utilizzo rispondo sempre con una domanda: “Di tutti i contatti che hai accettato su Facebook, quanti fanno parte del tuo social graph? Di che percentuale sul totale, ad esempio dei contatti memorizzati nella rubrica del tuo cellulare, stiamo parlando? E di questi, quanti sono gli utenti attivi che accedono al profilo almeno una volta al giorno?”. Solitamente le proporzioni sono molto basse. Se l’esternalità di rete personale è debole, non c’è vantaggio nell’utilizzare il servizio.

Paradossalmente, coloro che cadono al di fuori della categoria degli early adopter e che ignorano il significato della parola Web 2.0 sono gli stessi che comprendono Facebook più velocemente e ne fanno un uso corretto. Molti degli amici e dei conoscenti con i quali ho avuto a che fare negli ultimi anni di università fanno ampio uso di Facebook. Al contempo, ignorano l’esistenza dei vari TwitterJaikuPlurkFriendFeedDopplr&Co. Magari ne hanno sentito parlare, ma se ne fregano serenamente. Forse è proprio questa visione semplificata e non atomizzata tra decine di servizi che permette loro di focalizzarsi concretamente su Facebook e di sfruttarlo con efficacia.

Risorse esterne correlate:
Facebook, consigli per l’uso (produttivo)
Facebook /3, Doomed
Facebook si ripensa
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6 pensieri su “Cos’è Facebook oggi: comunicazione e social graph

  1. siete molto importante per me e per altre persone single facebook è la più bella cosa che avete inventato datemi la possibilità di u7sarlo visto che ho una figlia in inghilterra che sono in contatto grazie di cuore giuseppe fioriti

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